Archivi per febbraio, 2010
Domenica fra erbe e spezie: risotto ai raperonzoli
In botanica si chiama campanula rapunculus e quando è in piena fioritura, da aprile inoltrato a settembre, i suoi fiori azzurri sono un toccasana estetico per prati incolti o ulteriore abbellimento per vigneti e oliveti, all’ombra dei quali questa pianta cresce spontaneamente. Ma quel che più interessa, per quanti sono in cerca di ghiotte raffinatezze gastronomiche, sono le polpose radici e le foglie basali.
Sono ottime per risotti, minestre, tagliatelline spadellate ma anche per fresche insalate primaverili o per essere mangiate dopo che hanno guarnito un piatto.
Di consistenza carnosa e dal gusto miscelato fra il dolciastro della radice vera e propria e l’amarognolo delle foglie, i raperonzoli hanno un unico svantaggio: la difficile reperibilità sui banchi dei fruttivendoli.
Ma una volta trovati il suggerimento è quello di prepararsi subito un risotto seguendo la ricetta

Risotto con raperonzoli
Dopo aver imbiondito dello scalogno tritato in olio di oliva, aggiungete due o trecento grammi di radici di raperonzolo ridotte in cubetti e lasciarle in cottura per qualche minuto prima di versare 300 grammi di riso.
Dopo la tostatura lasciate andare bagnando con del brodo vegetale e, a tre quarti di cottura aggiungete le foglie di raperonzolo.
Mantecate il risotto con parmigiano, pochissimo burro e servite.
Con le dosi indicate oltre a voi farete la delizia di altri tre commensali.
da Strami
Ultimo commento:
di marco il 01/1/70
La domenica fra erbe e spezie
Dopo avervi descritto alcune fra le spezie usate più o meno comunente in cucina, nelle righe de
La domenica speziale, abbiamo pensato di riprendere questi nostri appuntamenti aggiungendo però anche la descrizione e l’uso di piante aromatiche, officinali e mangerecce.
Compresa qualche ricetta per piatti realizzati usando proprio la pianta del giorno o mete di viaggio verso luoghi dove la tradizione gastronomica popolare celebra ancora questi regali della natura con feste e sagre.
Una serie di notazioni, curiosità e amenità che a partire da domani e per le prossime domeniche, troverete leggendo le righe de:
“La domenica fra erbe e spezie”.
Inutile dire che se qualcuno fra voi vorrà contribuire inviando suggerimenti, osservazioni e commenti, sarà il benvenuto: redazione@communicagroup.it
da Strami
I vini dei Dettori in trasferta a Imola
L’appuntamento non è di quelli roboanti ma se per caso vi trovate dalle parti di Imola domenica 14 marzo, in piazza Matteotti dalle 20 alle 22.30, entrando a palazzo Sersanti farete una conoscenza di quella da segnare come appunto da ricordare.
Due ore, o forse qualche mezz’ora in più visto che si sa come vanno le cose quando ti trovi per una cena e una degustazione di vino, per conoscere da vicino un mondo enologico tutto da scoprire.
Quello cioè di un azienda che com’è scrittto nella home page, non ha direttori commerciali ne consulenti marketing ma solo terra coltivata: in parte a grano, ortaggi, frutteti, oliveti e parte a vigne.
Che, quando le cose vanno seguendo il giusto maestrale, mettono al lavoro tutta la famiglia Dettori per imbottigliare 45.000 bottiglie di vino come il Tuderi, il Chibanta o il Tenores, definito fra i più classici dei Cannonuau.
A Imola comunque troverete anche tutti le altre originalissime produzioni che completano le scelte enologiche di questa azienda della Sardegna, più, così assicurano gli amici di audiodivino che hanno organizzato l’evento, altre “sorprese” presentate in diretta da Alessandro Dettori in veste di portavoce di ultima generazione di questa famiglia di agro-vignaioli di Badde Nigolosu.
Per informazioni ulteriori su quella che si preannuncia come una serata davvero ineteressante, fatta di vino, cibo e musica di qualità, sopra le righe, clicccate questo link
da Strami
I dolci Cioli di Ariccia
Le foto che vedrete cliccando la gallery sono state scattate durante una visita nella patria della porchetta in una giornata fredda e piovosa che per la verità non incoraggiava ad abbondanare il tepore dell’auto appena parcheggiata.
Tant’è che usi obbedir tacendo, per darvi sempre qualche riga diversa che possa aiutarvi nella scelta di mete enogastronomiche gustose, attraversata la piazza dominata dall’ex residenza collinare dei Chigi, prima di andare verso una delle “fraschette” per far man bassa di porchetta, l’occhio è andato verso un piccolo negozietto che sforna dolci goloserie.
Si chiama “Dolci Cioli” e sta li, nel centro della piazza di Ariccia da decenni, pronto a subire gli assalti turistici di golosi e curiosi in cerca delle tipicità dei Castelli Romani.
Che in questo caso, sono preparate ancora secondo ricette che hanno più di un secolo e passate di mano in mano dalla signora Itala, poi alla figlia, l’attuale titolare Simona Galieti.
Ciambelle, tozzetti, crostate, biscotti, panpepati e pangialli preparati oggi come allora che una volta assaggiati, diventano immediatamente oggetto di richiesta d’acquisto.
Moto istintivo che la simpatica signora Galieti, con fare elegantemente furbesco, incoraggia, offrendo in mano un pezzetto di questo o un pezzetto di quello e via via a seguire fino a reimpire la borsettina di plastica che alla fine, quasi strabocca.
Piena di goloserie fatte in casa, come recita la scritta sull’incarto che specifica chiaramente che i Dolci Cioli sono assolutamente caserecci come la gallery … …assagiare per credere!
da Strami
Gusto ad altissimo livello
Eccellenze enogastronomiche venete nel rifugio più alto della provincia di Treviso, passeggiate con ciaspole, sci alpinismo e sci da Fondo, guidati dal campione Maurilio De Zolt, esibizione di cani da slitta e di motoslitte. Questo il ricco programma per l’ultima domenica di febbraio che il Master in Cultura del Cibo e del Vino dell’università veneziana di Ca’ Foscari ed i suoi partner, hanno organizzato sotto il nome di “Gusto ad altissimo livello a Treviso”, all’insegna della natura, della cultura e dei sapori del territorio presso il Rifugio Posa Puner di Miane (Tv).
“La storia e preziose testimonianze insegnano che Venezia è sempre stata legata alla terre di Valdobbiadene – spiega Roberto Stevanato responsabile del Master – la “presenza” di Ca’ Foscari, anche attraverso eventi come questo promossi dal Master, conferma e perpetua l’antica tradizione”.
“Faremo scoprire la bellezza della montagna di Treviso – aggiunge Gianluca Bisol, dell’omonima azienda produttrice di bollicine e fautore del Master a Valdobbiadene – sorseggiare un calice di Prosecco a 1345 metri, davanti a un panorama mozzafiato, è una emozione unica, che tutti dovrebbero vivere”.
Anche perchè, aggiungiamo noi, la quindicina di euro per il ticket ( i bambini non pagano ), oltre alle guide, il servizo navetta per salire in quota dai due campi base, le degustazioni enoastronomiche e gli assaggi delle migliori tipicità, valgano davvero poco per riportarsi a casa una Serenissima immagine come quella che vedete nella foto.
Informazioni: Rifugio Posa Puner – cell. 3205357163 – tel. 0438960025
da Strami
Pic e Nic a Trevi per starsene felici a pancia all’aria
Quello che animerà la cittadina umbra di Trevi è forse il picnic più famoso d’Italia e c’è da scommettere che anche per l’edizione del 24 e 25 aprile 2010, il successo non mancherà.
Come dimostrato dagli entusiatici apprezzamenti delle passate edizioni per un evento gastronomico, artistico e musicale, legato al paesaggio e alle tradizioni di Trevi e delle sue “colline olivate” da cui è circondata.
Il tutto all’insegna del mangiare semplice e naturale, dell’arte, della musica e delle viste mozzafiato per un weekend da vivere in compagnia all’aria aperta passeggiando in mezzo a migliaia di ulivi, raggiungendo casette di campagna dove soffermarsi all’ombra delle piante, ammirando paesaggi, gustando prodotti tipici, tra cui il pregiato olio extravergine di oliva Dop Umbria, ascoltando buona musica e perché no, anche ballando.
Con bastone e sacca in spalla (lo sportino a quadretti bianchi e rossi che verrà dato ai partecipanti è borsa ma anche tovaglia) si potrà camminare e sostare in mezzo agli ulivi e degustare bruschette all’olio di Trevi, formaggi, carne e verdure alla brace che saranno le “merende” con cui rifocillarsi dopo i trekking a piedi, le passeggiate dedite alla raccolta delle erbe aromatiche o dopo aver percorso il sentiero degli ulivi in sella a muli e cavalli. Per tutte le informazioni cliccate qui
da Strami
Golosaria in tour nel Monferrato
Appuntamento pressochè primaverile, quello con Golosaria nel Monferrato, rassegna di cultura e gusto promossa dal club Papillon, che dal 6 al 14 marzo animerà i paesi e le città piemontesi entro il raggio della zona dei Castelli del Monferrato.
Paste, sughi, formaggi, salumi, dolci artigianali, birra, cioccolato, accanto alla selezione di 100 migliori vini d’Italia, saranno i protagonisti di questo evento che per più di due settimane calamiterà l’attenzione degli enogastronauti su una terra ricca di eccellenze e di tipicità enogatsronomiche, realizzate da un mondo di produttori tutti da scoprire e riscoprire: un invito da non perdere.
Per scaricare i programmi completi della prima settimana cliccate qui, o per la settimana successiva, qui .
da Strami
Lezioni enogastronomiche a San Marino
Dopo il prologo introduttivo delle autorità sammarinesi e i saluti ai convenuti, alle 10 si comincia con lo chef Giacomo Gallina, alle 11 tocca a Pietro Zito, il contadino-cuoco, si prosegue a mezzogiorno con lo chef vegetariano Pietro Leemann, mentre Massimo Bottura e Paolo Marchi salgono in cattedra all’una. Dopo il buffet lunch con piatti dello chef sammarinese Luigi Sartini e degli chef ospiti alle 13.30, la giornata va avanti con Emanuele Scarello, Giusy Foschia e Dario Zidaric che alle 16.20 passeranno il testimone ad Alessandro Marchesan, sommelier di Zuma a Londra, e a Rocco Princi quale ultimo docente.
Questa la sintesi del fitto programma ideato per Identità di Libertà da Paolo Marchi, per trascorrere in quel di San Marino, lunedì primo marzo, una giornata di confronti e “lezioni” enogastronomiche per comprendere ancor meglio quel che si sa ma anche quel che non si conosce.
Qui tutto il dettaglio della manifestazione con ingresso libero, che prevede la degustazione dei prodotti tipici e tradizionali di San Marino, presentati dalle stesse aziende produttrici.
da Strami
A Gubbio, il Picchio Verde non delude
Fra i piatti che un lettore ci ha raccomandato di segnalare ci sono le tagliatelle fatte in casa al sugo d’oca, l’arrosto misto di carni ma anche tutte le altre gustosità della cucina umbra che di giorno in giorno, seguendo quelo che offre il mercato, vengono prooposte ai tavoli del Picchio Verde di Gubbio.
Locale che oltre a farsi apprezzare per l’abbondanza con la quale attinge alle tradizioni di una cucina di casa, non per questo meno curata e attenta ai giusti equilibri di gusti e sapori, spicca anche per la “modestia” dei numeri del conto.
Con un biglietto da venti, se optate per il menù turistico,oltre a un primo e un secondo a scelta, dolce, caffè e bevande, con il resto, potete pure spedire una cartolina a qualche amico segnalando la vostra scoperta.

Se invece volete largheggiare, aggiungendo qualche altra decina di euro, la scelta fra le tipicità si allarga e in questo caratteristico locale del centro storico egubino, potete assaggiare altre decine di proposte enogastronomiche di questa parte di Umbria famosa per la crescia ( focaccia realizzata con farina, acqua ed un pizzico di bicarbonato, cotta sul “testo” o “panaro” : piatto di terracotta scaldato sul fuoco del camino) ma anche per i tartufi o le carni da pascoli montani, cacciagione, insaccati, formaggi e dolci smeplici ma deliziosi come la Attorta. Un dolce composto da una pasta sfoglia ripiena di mele arrotolata su se stessa a forma di spirale.
Picchio Verde via Savelli della Porta, 65, Gubbio, 075.9276649 chiuso il martedì, ferie mai, parcheggio nella zona a traffico limitato, poco distante dalla chiesa di San Francesco della Pace che vedete nella foto e dove secondo la tradizione, si trovava la grotta in cui visse il lupo di Gubbio.
da Strami
Zaghini, a due passi da Rimini, bontà in cucina con 25 euro
Grazie a una delle segnalazioni giunte ai nostri indirizzi ( info@communicagroup.it ) di lettori che hanno raccolto il nostro invito, le righe di oggi sono tutte per un ristorante di vecchia maniera dove la passione per la cucina e le tipicità locali resiste ed esiste senza subire le influenze delle mode.
Offrendo così agli ospiti, tutta la bontà della tradizione romagnola che va dalle tagliatelle al ragu ai capelletti verdi con formaggio, dall’agnello al forno al coniglio o al pollo alla romagnola, con i pomodori, e un ricco ventaglio di verdure come contorni, ai quali si possono aggiungere godibilissime patatine fritte.
Torta di mele fatta in casa per dessert e caffè, mentre per il vino, manco a dirlo, Sangiovese.
Insomma un ristorante, questo Zaghini, ora gestito da Edoardo Rossi, che rispetta in pieno la tradizione storica di un locale presente in quel di S.Arcangelo di Romagna da più di un secolo.
Per trovarlo, cliccando qui c’è la mappa ma visto la sua ubicazione, proprio nel centro del paese, non dovreste sbagliare.
Ristorante Zaghini, piazza Gramsci 14 – Sant’Arcangelo di Romagna tel 0541-6266136 – giorno di chiusura il lunedì.
da Strami






