Archivi per febbraio, 2010

Che si dice?, Polemiche, Vini

Vittoria giudiziaria per il prosecco tutelato

spumanteVisto che per il mondo dell’enologia e della gastronomia italiana non sono poche le penne sensazionalistiche che sono sempre pronte a dare il massimo risalto quando è l’uomo che morde il cane e non viceversa, fatto assai limitato per numero di casi e comunque sempre ascrivibile a chi non fa il suo lavoro ma il truffatore e quindi non come la stragrande maggioranza dei nostri produttori che lavorano con impegno e serietà, è con soddisfazione che vi giriamo la notizia appena giunta in redazione riguardante uno dei prodotti simbolo della vitivinicoltura italiana: il prosecco.
Ebbene secondo quanto comunicato dal Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene, che si era costituito parte civile contro una catena di supermercati tedeschi e contro il produttore che la riforniva di quel che veniva commercializzato come prosecco ma che prosecco non era, oggi la condanna in sede penale della catena di hard discount e della cantina.
La chiusura di questo procedimento con la condanna definitiva, si legge nella nota diffusa dal Consorzio, è la dimostrazione che il lavoro di squadra permette di difendere adeguatamente la nostra denominazione Conegliano Valdobbiadene e, più in generale, il mondo prosecco.

Scritto questo, oltre a complimentarci con il Consorzio per il successo ottenuto in collaborazione con le forze dell’ordine e con l’istituo ICQ di Conegliano che ha agito da coordinatore per la battaglia iniziata nel 2000, non restano che gli auguri perchè anche altre realtà produttive del nostro territorio riescano a trovare tanta e tale costanza nel difendere questo nostro grande patrimonio enogastronomico e agroalimentare sottoposto giorno dopo giorno alle più spudorate falsificazioni.

Non di meno, l’augurio che i sensazionalisti pronti a sparare titoli a sei colonne, una tantum diano anche notizie come questa.

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feb  10
11
alle 06:20
da Strami

Che si dice?, Peperosso consiglia.....

Arte in Tavola, cucina internazionale tipica e locale

tagliatelle_nere_scampi_zucchine copiaCome rilevato da Luca nelle sue righe dedicate al Majestic di Napoli, la situazione sulla ristorazione e sulla complementare accoglienza del personale di sala dei grandi hotel non sempre è così sconsolante.
Vero che gli chef e i maître d’hôtel di un tempo sembrano aver abbandonato i grandi alberghi per lasciar spazio a presenza più asettiche e frettolose per ospiti apparentemente altrettanto frettolosi e poco attenti, ma per fortuna di uomini d’affari, congressisti e gente che lavora fuori casa, oltre agli esempi come Luciano Scotti del Majestic, esistono ancora altri professionisti dell’ospitalità alberghiera che non hanno abdicato.
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feb  10
9
alle 04:08
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Libri di cucina, giornate diverse, nuove tendenze

Identità golose: le foto ( per chi non c’era)

_MG_5755Archiviate le tre giornate di Milano sulle Identità Golose di quest’anno, evento imperdibile che però ci siamo persi ma solo perchè, fra capo e collo, altri ancora e altrettanto imperdibili, meritavano pari attenzione e il dono dell”ubiquità non è dei mortali, vogliamo comunque darne conto.
Per cui, con il dispiacere per non essere stati li, a salutare parecchi amici ma soprattutto ascoltare le molte e nuove idee che non mancheranno di dare il la alle future tendenze in cucina, non ci resta che cliccare un link davvero provvidenziale inviatoci dalla puntuale e gentile Elisa Zanotti dell’altrettanto preciso ufficio stampa di questa manifestazione.
Insieme a voi, se vorrete, cliccando qui, andremo a vedere quel che si è perso ma non perduto, grazie agli scatti di Alessandro Castiglioni.

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feb  10
8
alle 08:38
da Strami

Dov'eravamo, Peperosso consiglia.....

A Napoli, il Majestic è in controtendenza

IMG_0236 In gran parte dell’Europa i grandi chef fanno a gara per aprire i loro locali nei migliori hotel. In Italia, al contrario, la ristorazione alberghiera ha fama di di essere asettica e insipida. Quasi a non voler mettere nessuno in imbarazzo. Passatini di verdure, sogliola alla mugnaia, composte di frutta e dolci di (modesta ) pasticceria. Tutto questo ha un nome: cucina internazionale, ovvero buona per tutti senza avvelenare nessuno. E così i ristoranti degli alberghi sono fuggiti come la peste da quei clienti un po curiosi di conoscere l’enogastronomia locare o vogliosi di fare nuove esperienze. Il Majestic, a Napoli, fa eccezione. Pur essendo un quattro stelle nell’elegante quartiere di Chiaia, dedicato alla clientela d’affari, il suo ristorante è stato affidato ad un giovane ed esperto chef: Luciano Scotti. E come diceva la pubblicità la musica in cucina è cambiata velocemente. Luciano ha imposto materie prime rigorosamente campane e selezionate. I pomodorini sono i mitici vesuviani del “piennolo”, la pasta è di gragnano ( quasi introvabile sul mercato della grande distribuzione), il maialino arriva dal matese e così via. La sua esperienza maturata nei grandi alberghi accanto a maestri stellati michelin, oggi è libera di innovare nel solco della grande cucina napoletana a cominciare dal quel miracolo gastronomico che è il sartù di riso fino al pesce bandiera gratinato con peperoncino, passando attraverso gli scialatielli con rana pescatrice, filetti di rana pescatrice in crosta filante e carciofi al forno oppure quella delizia che è il filetto di maialino nero in salsa di radicchio. Ma se volete di più, Luciano non si tirerà indietro, accetterà la sfida e vi mostrerà cosa vuol dire la passione per l’eccellenza.

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feb  10
7
alle 11:24
da admin

Ultimo commento:

di antonio il 01/1/70

Confermo tutto. Per lavoro mi sono fermato a Napoli alcuni giorni. la prima sera, la stanchezza h...

Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo

Gli Alajmo, le Calandre, il genio

fgenioDa qualche giorno Massimiliano e Raffaele Alajmo non hanno più il loro ristorante, con un colpo di mano che ha dell’incredibile, visti i tempi strettissimi con cui sono passati dal dire al fare, hanno cancellato le “vecchie” Calandre e hanno rifatto le nuove Calandre.
Un cambio che stupisce ma non sorprendere, la genialità che li ha portati nell’olimpo delle stelle dei ristoranti al top non poteva che sortire quel che può suscitare l’ennesimo elogio o l’ennesima critica.
Parole, righe, commenti, recensioni, racconti, descrizioni e chi più ne ha più ne metta.

Anche noi per esempio, potremmo raccontarvi di come gli Alajmo abbiamo immaginato di ricavare dal tronco di un albero ultrecentenario dei tavoli che non hanno bisogno di tovagliato, di buttare la posateria di ieri per far posto a quella di oggi ma nata nel 400 nel paese dei Ferri Taglienti, del cuoio odoroso di Maranello che adorna le vesti di chi vi serve, delle luci che scendono dall’alto nascondendo quel che non serve illuminare, della “credenza” al centro della sala; e prima ancora del banco e dei lampadari dell’ingresso, della cantinetta per le bottiglie di pronta beva, degli armadi per i soprabiti ma anche per gli imgombranti giacconi.
Insomma, di quel che è nuovo ma solo per chi, peggio per lui, non ha il genio degli Alajmo che continua.

Raccontato in dieci minuti di film senza aggiunta di altre righe, che senza genio, sono inutili.

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feb  10
6
alle 08:03
da Strami

Ultimo commento:

di Strami il 01/1/70

Caro Massimo, che il filmato possa esserti sembrato noioso al punto da farti sbadigliare... de gu...

Chiedilo a Peperosso, giornate diverse

I gusti e i sapori della laguna al Carnevale di Venezia

paolabudelDopo gli entusiasmi suscitati nel pubblico dalla prima edizione de Il Campo del Gusto, manifestazione organizzata in occasione del Carnevale di Venezia, o meglio durante il “Carnevale dei 6 sensi” come lo hanno voluto chiamare gli organizzatori in virtù del coinvolgimento del sestiere di Cannaregio dove a farla da padrone ci sarà il senso del gusto, dall’undici di febbraio Il Campo del Gusto tornerà alla grande, avendo a disposizione i migliori chef veneti nelle vesti, questa volta, di insegnanti di cucina per veri e propri minicorsi aperti al pubblico.
Una serie di appuntamenti da non mancare per quanti scelgono il carnevale e la magica Venezia per qualche giorno di vacanza ma che hanno a cuore anche il piacere del sesto senso.
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feb  10
4
alle 04:36
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo

Il Presidentino padovano cambia rotta

presidentinointerno_3Dopo un primo avvio come locale guidato da un filosofia di degustazioni serali, che lasciavano poco spazio alla fantasia del cliente ma molta, forse troppa, a quella della cucina e del sommelier, il Presidentino, ristorante pensato per essere fra i più gradevoli dell’ indaffaratissima Padova, oggi sembra aver trovato la rotta giusta.
Non più chiusura il mezzodì, niente camicie di forza culinarie la sera, ma un ventaglio di godibili proposte che una volta impiattate, pareggiano qualità e raffinatezza insieme ad ottime dosi di mestiere sia dello chef che del suo aiuto.
Giovani entrambi, poco più che ventenne l’aiuto Paolo Mazzuccato, già citato dai Mura del Venerdì di Repubblica, qualche anno in più il timoniere Nicola Cogo, cresciuto fra Alajmo, Barontini e altri stellati francesi.

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feb  10
3
alle 11:11
da Strami

Peperosso consiglia....., Vini

Sicilia da bere

IMG_0232Ci sono percorsi di vita così particolari, così curiosi che verrebbe da non crederci se non fossimo convinti che quando ci si innamora, la ragione smette di funzionare. E’ capitato a Rosanna Romeo del Castello e a sua figlia Chiara. Docente di economia l’una e laureata in storia dell’arte l’altra. Una vita fatta di studio, viaggi, libri, saggi. Poi, di colpo, divampa la passione. Tornano nei poderi di famiglia, a 700 metri, sulle pendici dell’Etna e con l’aiuto di un valente enologo, Salvo Foti, iniziano la loro avventura. I vitigni sono quelli originari, nerello mascalese e nerello cappuccio, coltivati ad alberello secondo l’antica tradizione etnea. IMG_0233Nel 2007 esce dalle cantine il VIGO Etna rosso D.O.C. vinificato dalle uve di una vigna quasi centenaria denominata “la fruttiera” che si è miracolosamente salvata dalla colata lavica del 1981. Pensate, la lava ha deviato il suo cammino quando ha incontrato questa vigna. Vogliamo credere ai segni del destino, o no?
Sentirle parlare del loro vino, percepire la passione vera che le anima rassicura sul futuro della nostra enologia. Finchè ci saranno persone capaci di buttare alle ortiche vecchie scelte di vita ed investire tutto in questo ritorno alla terra e alla sua capacità di generare frutti, allora questo vecchio e tormentato paese saprà restare vivo e competitivo. Ci giurerei.

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feb  10
2
alle 05:28
da admin

Chiedilo a Peperosso, Vocabolario

A casa di chi fa grappa da quattro generazioni

photo_collezioniGiornata interessante quella che attende un cospicuo numero di giornalisti enogastronomici il prossimo 5 febbraio nelle distillerie di una delle aziende produttirici di grappa fra le più note e antiche d’Italia.
Più di cento anni di storia per una passione tramandata per quattro generazioni in quel del trevigiano: dal bisavolo Antonio al nonno Giuseppe al padre Bonaventura, all’attuale amministratore unico e appassionato distillatore Italo che oggi, con Anna e Andrea, figli di Italo, è già al lavoro la quinta generazione.
Nel corso della giornata di studio i convenuti vestiranno i panni dei distillatori e impareraano dal vivo come dalle preziose uve passite nasce una delle grappe italiane più apprezzate.
Insomma un appuntamento al quale non rinunciare e che seguiremo per voi, dandovene conto nei prossimi giorni.

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feb  10
1
alle 08:59
da Strami