Archivi per marzo, 2010
DiVin Nosiola per un bianco di assoluto interesse
Sedicesima edizione per “DiVin Nosiola” che con la tradizionale spremitura del passito, da ieri al 25 aprile si snoderà con una serie di appuntamenti lungo i luoghi di produzione del Nosiola e del Vin Santo nella trentina Valle dei Laghi.
Una serie di eventi che spaziano dalle proposte culturali alle degustazioni eno-gastronomiche nelle cantine attraverso interessanti approfondimenti della realtà agro-vinicola locale non dimenticando fascinose escursioni fra gli angoli più suggestivi di questa Valle. Da dove, per il piacere dei moltissimi enouturisti sempre in cerca di nuove mete, nascono queste due produzioni vitivinicole trentine di cui, del Nosiola, vi avevamo già parlato descrivendolo come un bianco di assoluto interesse.
Soprattutto se abbinato alle tipiche specialità gastronomiche di questa parte d’Italia che val bene un fine settimana.
da Strami
Al via il 18° concorso enologico del VinItaly
Più vini rispetto allo scorso anno, “premi speciali” alle regioni italiane e novità per favorire il marketing delle aziende produttrici dei vini vincitori di medaglia, che lo potranno segnalare in etichetta. Sono queste le novità che da oggi al due aprile, hanno dato inizio ai lavori del più selettivo concorso internazionale, organizzato da Veronafiere in collaborazione con Assoenologi, Ice e Asi, alla vigilia di uno dei più grandi saloni espositivi dedicati al mondo dei vini: il VinItaly.
Rispetto all’edizione 2009 sono un centinaio in più i campioni sottoposti a giudizio per un totale di 3646 vini provenienti dai 27 Paesi che saranno presentati al grande pubblico del VinItaly dopo aver superato il giudizio di 21 commissioni, composte da enologi e giornalisti di settore di tutto il mondo, per un totale di 105 esperti. I quali, a riprova dell’estremo rigore con il quale vengono esaminati i campioni proposti non concedono la palma della vittoria se non al 3% dei campioni proposto, che a tempo debito, vi elencheremo.
da Strami
Il carciofo che parla francese

Sono meno di una decina i coltivatori che fra maggio e giiungo raccolgono il carciofo di Perinaldo, borgo medievale del ponente ligure che dall’alto del suo colle domina crinali ricoperti di ulivieti , vigneti ma anche le esclusive coltivazioni di “violet” francesi.
Una produzione limitata che val la pena di conoscere, magari in vista di futuri weekend, per l’apprezzabile particolarità che contraddistingue questo “fiore” : la mancanza di spine e l’assenza di barbe al suo interno.
Due prerogative che unite al fatto di essere estremamente tenero lo rendono il compagno ideale di frittatine al forno, semplici frittele con aglio e prezzemolo o ancora più semplice, crudità condita con un filo d’olio delle olive taggiasche.
da Strami
Aliciotti con l’indivia ispirati da papa Urbano VIII

Cinquecento grammi di alici, un ceppo di indivia romana, olio extravergine,aglio, sale e pepe.
Sono questi gli ingredienti ufficiali della Taverna del Ghetto di Roma per preparare uno delle più tipiche specialità della cucina kosher fina da quando papa Urbano VIII vietò agli ebrei di mangiare carne di pesce.
Si tratta del tortino di aliciotti con indivia (per quattro persone ) dal procedimento semplice ma dal risultato che stupisce anche se volete sperimentarlo fra le vostre pareti domestiche e non approfittare dei tavoli della Taverna.
da Strami
Al Prowein di Düsseldorf, la cucina di Casa Veneta per Territori Divini
Tre giorni all’insegna delle eccellenze venete per degustare oltre cento vini abbinati a piatti della tradizione, come nel salotto di casa propria. Questa l’idea di U.Vi.Ve, Unione Consorzi Vini Veneti per ricreare l’accoglienza e il calore di un’abitazione veneta perr offrire il meglio delle specialità enogastronomiche venete nell’ambito del Prowein di Düsseldorf, appena conclusosi.
E’ così che le sale della Seventyone, ribattezzata per l’occasione “Casa Veneta” – Weissenburgstrasse 41, si sono presentate ai giornalisti locali ed internazionali presenti alla manifestazione tedesca che si sono seduti alle tavole imbandite dei piatti delle cucina della “Casa”.
Ai fuochi, una nostra vecchia conoscenza, lo chef Franco Favaretto, anche in veste di presidente Federazione Italiana Cuochi della provincia di Venezia e lo chef Alessandro Silvestri, team manager della squadra chef del Veneto che hanno creato i piatti ideali per i seminari di degustazione organizzati a Düsseldorf nel più ampio ambito del progetto Territori Divini.
Nome e marchio che riunisce e contraddistingue la qualità delle filiere di produzione vinicola delle aree garantite e tutelate dal consorzio piemontese per la tutela dell’Asti D.O.C.G., dal consorzio Vino Chianti Classico D.O.C.G. e dall’U.vi.ve, Unione Consorzi Vini Veneti D.O.C.
da Strami
Se siete a Bologna per Santoro
Non è esluso che domani sera qualcuno fra voi decida di fare una salto a Bologna per sentire cosa dirà Michele Santoro e i suoi ospiti al PalaDozza nel corso di Rai per una notte per cui potrebbe essere che l’indirizzo di Via Belle Arti 17/A vi torni buono in caso di appetito.
E’ il numero civico di una tipica e classica trattoria bolognese con piatti che vanno dalle tagliatelle al ragù ai tortellini o ai passatelli in brodo; dal coniglio arrosto allo stinco al forno dalla faraona alle bontà del quinto quarto ( feagto con cipolla ). Annesso al locale, poi, un piccolo laboratorio dove la pasta viene fatta a mano (tagliatelle, tagliolini, tortellini, tortelloni) per il piacere degli occhi, oltre che per la soddisfazione del palato.
Si chiama Trattoria Anna Maria come la cuoca di casa che da più di vent’anni fa di questo locale una delle mete più visitate da quanti vogliono mangiare davvero alla bolognese magari prenotando prima : tel. 051 266894
da Strami
Per la Santanchè piatto unico: spaghetti alla puttanesca
Se non fosse perchè a metterla sul piatto è stata una sottosegretaria del governo della Repubblica Italiana, la proposta di togliere le prostitute dalle strada per farle esercitare in bar e ristoranti come succede in Spagna, così ha esemplificato Daniela Santanchè, dove ai piani superiori sono presenti delle stanze utilizzate per questo, verrebbe da pensare che il primo di aprile sia arrivato anticipando il calendario di una decina di giorni.
Purtroppo il calendario segna ancora che siamo nel mese di marzo e anche se la dichiarazione è stata subito rivista e prontamente corretta di fronte alle immediate rimostranze del presidente della federazione italiana pubblici esercenti, Lino Enrico Stoppani, e di Pia Covre, del comitato per i diritti civili delle prostitute, l’idea della sottosegretaria sembra proprio una sparata che poteva risparmiarsi e risparmiarci.
Bar, ristoranti e pubblici esercizi insieme all’enogastronomia e la cultura del convivio più che di prostitute avrebbe bisogno di ben altre cose.
Magari, cara sottosegretaria, un suo più saggio intrevento sulla sua collega di governo, ministro Gelmini, e sulla sua riforma scolastica che delle scuole aberghiere, si è occupata solo per togliere quel po’ di tanto di buono che c’era.
Come viene da pensare guardando i tanti buchi dei quadri orari dell’allegato B che accompagna la stesura definitiva del regolamento sulla scuola targato Gelmini.
da Strami
Al via la stagione degli asparagi bianchi
La tradizione vuole che l’asparago bianco sia buono dal 19 marzo, giorno di San Giuseppe, fino al 13 giugno, giorno di Sant’Antonio, ed è così che con la festa del papà si è aperta a Bassano, patria del bianco turione, la stagione dell’asparago.
Una lunga carellata fra degustazioni di piatti a base del tipico ortaggio e i vini prodotti nella DOC di Breganze. Moltissimi i ghiotti appuntamenti e le cene di gala degni di nota che giustificano un “giro” da quelle parti o nella vicina marca trevigiana e un po’ in tutto il Veneto, dove non mancano altri asparagi DOP. Intanto, giusto perchè qualcuno fra voi possa avere il tempo per programmarsi un’incursione enogastronomica all’insegna dell’asparago, eccovi un primo link di riferimento.
Se invece volete una ricetta da fare con i vostri fornelli cliccate qui
da Strami
Un brandy, a scelta, per la Festa del Papà
Anche se più passa il tempo e meno ci si ricorda, oggi, 19 marzo, è la Festa del Papà ed è buona norma regalare al proprio padre almeno un saluto augurale. Ma se proprio si vuole scucire un soldo, più che la solita cravatta, la cintura, il portafoglio o il paio di ciabatte potrebbe andar bene anche un regalo di quelli che si facevano una volta.
Quando, per capirci, questo tipo di ricorrenze erano molto più sentite perchè forse c’era un marketing più deciso e meno osservante degli attuali obblighi di legge sulla pubblicità degli alcolici o via discorrendo fino al fatto che oggi, non sono più i tempi ne della Vecchia Romagna ne dello Stock 84.
Due “classici”, fra i brandy nazionali, che per anni hanno praticamente monopolizzato il mercato dei “bicchierini” nel nostro Paese e non solo per la Festa del Papà
Con loro poi c’ra pure la presenza di un altro distillato, sempre invecchiato in botti di rovere come eisge la procedura, che risponde al nome di Stravecchio Branca.
Ecco, erano queste le tre etichette che anno dopo anno in quel del 19 marzo, andavano ad accumularsi dentro le credenze dei salotti dei papà morigerati o consumate appena ricevute in dono, da quelli più gaudenti. Che in verità facevano durare la bottiglia per qualche giorno, fra correzioni di caffè e bicchierini dopo cena.
Altra destinazione, infine, golosamente conservate dalla mamma di casa per i tempi delle influenze quando con una bella tazzona di latte caldo addizionata di brandy e una sudata sotto le coperte, passavano tutti i mali e tutti i pensieri.
…compreso quello del regalo al Papà.
da Strami
A Nazzano, primavera con gli gnocchi
Fra gli eventi ufficiali elencati nella pagina web del comune non ci sono riferimenti ma quella che si svolge a Nozzano domenica 21 marzo è una festa che ormai da 7 anni richiama in questo antico paese un numero di persone sempre più nutrito… nel senso più letterale del termine.
E’ con il primo giorno di primavera infatti che Nozzano si trasforma nel paese per gli appassionati dei cibi del territorio che trovano negli gnocchi una delle specialità più rappresentative. Un tipico piatto della tradizione nazzanese a base di gnocchi che vengono preparati rigorosamente a mano dalle massaie del Paese e serviti in ciotole di terracotta che rimangono in omaggio a quanti saliranno le stradine di questo antico Paese edificato a guardia della valle del Tevere.
Abbarbicato a spirale su un colle di forma conica con un’unica strada che conduce al castello, posto sulla sommità.
La Festa apre i battenti con l’apertura dello stand giusto per l’ora di pranzo e oltre agli gnocchi non mancano grigliate di carni miste e vino rigorosamente del posto.

da Strami






