Archivi per maggio, 2010
Cantine Aperte per tutti anche dal telefonino

Se non avete ancora programmato la giornata di festa, oggi è il giorno di Cantine Aperte che apre le porte di tutte le cantine Italiane associate al Movimento Turismo del Vino.
Un’occasione unica per sceglersene una o più, fra il migliaio di aziende aderenti dal nord al sud d’Italia e trascorrere una domenica all’insegna del vino ma soprattutto in compagnia di chi lo produce e si mette a disposizione per spiegarne ogni dettaglio.
Cliaccando qui trovate il link per scegliervi la regione e e il uogo più vicino a casa vostra.
Sicuramente, a non molti chilometri di strada, troverete un mondo che ha più eccezzioni che regole e potrete farvelo raccontare da chi, in mezzo alle vigne, il vino lo vive ogni mese dell’anno e non di certo come fanno troppi winewriter o esperti, dal palato fin troppo sofisticato.
Come succede già da qualche settimana per Communicagroup e tutte le sue pagine, compresa la nostra che si può leggere sul proprio telefonino, anche per l’edizione di Cantine Aperte di quest’anno, si può visualizzare facilmente l’elenco completo ed aggiornato delle oltre 1.000 Aziende associate al Movimento Turismo del Vino Nazionale sul proprio celluare.
da Strami
Torna il Montegrande, senza la crisi del 7° anno
Quando quattro anni vi abbiamo parlato del premio Montegrande, sul fatto che riuscisse ad evitare la possibile e proverbiale crisi del settimo anno, qualche dubbio c’era.
Alla prova dei fatti, il caparbio impegno animato dalla forza della convinzione che i giovani talenti vanno favoriti, mettendo a disposizione il proprio affermato ristorante, la propria brigata di cucina, un complesso meccanismo di giurati e il coinvolgimento del mondo della comunicazione di una regione brulicante di iniziative enogatronomiche, ha ripagato l’ideatrice del concorso.
La giovane Elena Cristofanon che, insieme a suo padre Silvano, patron del ristorante Montegrande, si è ripresentata alla stampa per annunciare il ritorno di questa gara, targata 2010, riservata ai giovani cuochi del Veneto (, chef patron, chef professionisti, nativi od operanti nella Regione di età inferiore ai 30 anni) che sta continuando a crescere sia in qualità che notorietà..
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da Strami
Libri da gustare in quel de La Morra

Arroccato sulla cima di una collina, in una posizione ideale per godere dei panorami verso le Alpi e le terre delle Langhe piemontesi, il comune di La Morra è uno dei tanti paesi d’Italia che andrebbero visitati.
Non fosse altro per ricalcare i passi di un grande della storia, Giluio Cesare, che stando a quel che vien raccontato, ritornando dalle Gallie avesse voluto sostare a La Morra per gustare i rinomati vini che già vi si producevano ai suoi tempi.
Un paese di antiche tradizioni vignaiole e di passione per il ben mangiare fra verdi colline punteggiate di piccoli centri abitati con i loro castelli, i campanili, le torri e circondati da un mare di vigneti.
Niente di meglio per far da cornice e ospitare il Salone del Libro Enogastronomico e di Territorio, giunto quest’anno alla sua XIV edizione, organizzato dall’ associazione culturale Ca dj’ Amis di Claudia Ferraresi. Un appuntamento, questo dei ” Libri da Gustare“, che animerà il pittoresco centro cittadino di La Morra per tutto il lungo fine settimana che va dall’11 al 13 giugno.
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da Strami
Vespaiolona in terra di Breganze
E’ partito il conto alla rovescia per il tradizionale appuntamento con la “Vespaiolona”, la notte più lunga, allegra e gustosa di Breganze.
La data da segnare in agenda è quella di venerdì 18 giugno quando, per tutta la serata, dalle 20 fino all’una del 19 giugno, si può andare a scoprire le aziende vitivinicole breganzesi, dove nascono i vini che stanno attirando sempre più attenzione per questo fazzoletto di terra della Pedemontana vicentina, ai piedi dell’Altopiano di Asiago.
Come da programma, un bus navetta in partenza dal centro del paese, accompagnerà i visitatori in un tour enogastronomico a tappe, che coinvolgerà gran parte delle cantine socie del Consorzio di Tutela dei Vini DOC Breganze e della Strada del Torcolato. In ognuna di esse si potranno degustare le eccellenze enologiche della doc, in abbinamento a prodotti tipici del territorio, piacevomente coinvolti da musiche, spettacoli ed intrattenimenti.
Il tutto senza l’assillo di doversi mettere al volante delle propria auto visto che c’è il bus navetta.
Costo di partecipazione è di € 10,00 comprensivo di trasporto autobus, bicchiere e 4 assaggi di vino.
Per ulteriori informazioni: Associazione Strada del Torcolato e dei vini di Breganze
da Strami
La maratona del pinguino sabuado
Sono più di una decina le gelaterie di Torino che per il 10 giungo prossimo daranno vita alla “Maratona del Gelato ” per celebrare la città sabauda come la capitale del gelato artigianale.
Rivendicazione sacrosanta visto che nel capoluogo piemontese, nei lontani anni 30, è nato il più tradizionale gelato da passeggio che tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo gustati sbocconcellandolo senza la paura di inzaccherarsi con una massa gelata che cola inelegantemente da un cono fin troppo ricolmo.
Si tratta del Pinguino di cui tantissime gelaterie si contendono il primato, ma che come vuola la cronaca, sembra essere stato inventato proprio da un gelatiere che nella sua gelateria di Torino, da Pepino, ebbe la felice intuizione di ricoprire e imbrigliare con del cioccolato fondente una piramide di gelato alla crema montato su uno stecco di legno.
da Strami
Communicagroup e Peperosso sul tuo iPhone, iPad e iPad Touch
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da Strami
Il Master promuove la cultura del buon gusto
Domenica 6 giugno 2010, nella tenuta Duca di Dolle a Rolle di Cison di Valmarino (Tv), borgo antico eletto Punto FAI nel 2004, si terrà la prima edizione di GustoVivo: una giornata all’insegna del buon gusto, promossa dal Master in Cultura del Cibo e del Vino di Ca’ Foscari e dai suoi partner.
I molti percorsi e le attività previste per questo appuntamento di GustoVivo si svilupperanno nella suggestiva corte del Relais e lungo i sentieri, i vigneti biodinamici ed i boschi che circondano il Duca di Dolle, antico monastero cistercense impreziosito dalla recente ristrutturazione voluta dalla famiglia Bisol. I partecipanti potranno seguire le attività suddivise in tre aree tematiche, denominate Sapori, Scenari e Saperi.
da Strami
Tagliatelle agli asparagi senza fronzoli
Pur se la stagione è stata caratterizzata da un’abbondante piovosità che non ha favorito un corretto sviluppo degli asparagi, che hanno bisogno di lunghe ore di irraggiamento solare per poter aumentare le caratteristiche proprietà organolettiche, i turioni sia bianchi che verdi della pianta dell’asparagus officinalis sono sempre una risorsa gastronomica fra le più deliziose anche per condire un semplice piatto di tagliatelle.
Basta infatti mondare mezzo chilogrammo di asparagi bianchi e 8 asparagi verdi tagliarli a rondelle sottili avendo però cura di lasciare le punte degli asparagi verdi ben più lunghe di quelle dei bianchi.
Si fanno cuocere lentamente in una pentola antiaderente dopo aver fatto appassire qualche fettina di cipolla di Sottomarina che di questa stagione risultano piacevolmente dolci, aggiungendo dell’olio di oliva extravergine sale, pepe e mezzo bicchiere di vino bianco.
A cottura pressoché ultimata si schiacciano gran parte delle rondelle degli asparagi con una forchetta in modo da formare una salsetta che diventerà piacevolissimo condimento per le tagliatelle.
Servite dopo averle fatte saltare nella padella e guarnite con le punte degli asparagi verdi, rimaste intere ma delicatamente morbide. Sopra, una grattugiata di formaggio grana e , a piacere, dell’altro pepe macinato al momento.
Per il vino si potrebbe provare un bianco di Breganze ma c’è qualcosa di buono anche fra le cantine degli Euganeia>.
da Strami
Le notti della Falanghina
Se c’è un vino bianco che non teme confronti quando volete esaltare il pesce che avete nel piatto, la Falanghina è uno di quelli. O meglio è sicuramente uno dei miei preferiti e dellla quale, perchè in terra d’origine la chiamano al femminile, mi sono occupato più di una volta.
Anche perchè più di qualche attento ristoratore seppur non campano, non manca di includere nella sua carta dei vini questo bianco dalla nota acida ma molto piacevole al naso per il boquet floreale mentre al palato risulta intenso ma non stucchevole pur nella persistenza caratterizzata da una dose di equilibrata freschezza.
Detto questo, visto che non si parla di un vino ma della notte di tutte o quasi le Falanghine, segnatev in agenda le date del 3 e 4 giugno per andare a scoprire o riscoprire di persona le Falanghine in quel di Battipaglia per un fine settimana fra degustazioni, incontri con esperti, operatori e tantissimi altri estimatori di questa antica e nobile “invenzione enologica” dei vitivinicoltori della Campania.
da Strami
Risotto con salsa di capesante

Fra le mail che arrivano in redazione, accade che spesso qualcuna sia davvero interessante e sicuramente da sperimentare come quella, ad esempio, che il signor Edmondo ha inventato per un risotto con salsa di capesante che pubblichiamo volentieri .
Cominciamo dagli ingredienti e dalle quantità sugerite per quattro persone che per il risotto prevedono:
I,5 litri di brodo vegetale ( o di pesce go, ovvero il ghiozzo ) 550 gr. di riso; 30 gr. di cipolla
20 gr. di burro; 30 gr. di parmigiano; vino bianco; olio d’oliva; sale.
Per la salsa invece : 400 gr. capesante; 200 gr. panna liquida; 40 gr. di burro; 1 cucchiaio di panna; mezzo bicchiere di vino bianco; 3 cucchiai cli passata di pornodoro; 1 bicchiere di latte; 1 scalogno; 7 fili di erba cipoilina; sale; pepe.
Preparazione
Tritare grossolanamente le capesante e farle insaporire nel burro aromatizzato con lo scalogno e l’erba cipollina. Appena ben rosolate, aggiungere sale e pepe, la farina e il vino bianco. Lasciare evaporare poi aggiungere la panna diluita con il latte. A questo punto occorre far bollire dolcemente la salsa per farla addensare. Poi aggiungere la passata di pomodoro.
Per fare il risotto predisporre una pentola adeguata e fare un fondo di cipolla finemente tritata con un po’ di cllio. Farla appassire aiutanclosi con clell’acqua. Versare il riso e tostarlo’ Poi aggiungere il vino bianco e farlo evaporare. Dopo, cominciare a versarvi poco alla volta il brodo fino alla cottura all’onda, aggiustandolo di sale.
Appena il risotto risulta al dente, mantecarlo con il burro e il parmigiano, poi versarvi la salsa tenuta ben calda.
E, come sicuramente farà il nostro amico lettore … servire. Magari accompagnando il tutto con un fresco Chardonnay.
da Strami
Ultimo commento:
di Strami il 01/1/70






