Archivi per settembre, 2010

Peperosso consiglia.....

Peperosso e il Journal

JournalFra pochi giorni, per tutti i lettori di questo blog ci sarà una grande novità. Alcuni contenuti di Peperosso infatti andranno ad arricchire un nuovo giornale online. Si chiama Il journal.it/ ed è la naturale prosecuzione del Blog Network di Communicagroup che è online dal 2004.


Per tutti voi sarà l’occasione non solo per continuare a leggere post dedicati ai temi delle eccellenze enogastronomiche ma anche per buttare uno sguardo su altri ambiti che vanno dall’ecologia alla salute, dalla politica ai consumi e al risparmio, dai fatti internazionali alle ultime novità dal mondo delle quattroruote. Un mix di notizie che rappresenta l’evoluzione di un lavoro di 4 anni fatto da Communicagroup con i suoi redattori e i suoi blogger.


Nulla cambia dunque per voi che seguite Peperosso e che continuerete a seguirlo. Da domani il vostro sito di riferimento non sarà solo più Peperosso, ma anche il Journal.it: a questo indirizzo Il journal.it

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set  10
24
alle 04:57
da admin

Ultimo commento:

di casino il 01/1/70

Sono interessato alla stessa cosa di Cantinetta ;) spero in un riscontro!

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, giornate diverse

Una zuppa nazionale per celebrare l’Unità d’Italia

atestataSarà il primo piatto dedicato all’Unità d’Italia il vero protagonista della XII^ edizione de “I Primi d’Italia”, il Festival d’eccezione dei primi piatti nazionali che rappresenta quanto di meglio il nostro Paese ci offre e che si terrà a Foligno dal 23 al 26 settembre. Per tutta la durata dell’attesa manifestazione verranno coinvolte 26 angoli fra i pittoreschi del centro storico e 18 villaggi del gusto, con oltre 200 aziende partecipanti e 80 chef ai fornelli. Uniti, tutti insieme, per uno sforzo corale interamente dedicato ai primi piatti che mettono d’accordo ogni italiano quando si siede e per crearne uno davvero per tutti.
Per questa edizione de” I primi d’Italia” di Foligno, sarà una fantastica zuppa dai cento e più sapori. O meglio una zuppa nazionale che con i suoi venti ingredienti unirà, e non solo idealmente, quanto di più buono rappresenta il nostro Stivale dal Sud al Nord passando per il Centro, Isole comprese.

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set  10
21
alle 03:28
da Strami

Ultimo commento:

di online il 01/1/70

Posso dire lo stesso, ero presente e l'esperienza è stata davvero unica. Spero in più frequenti...

Che si dice?, giornate diverse

Batteri antipuzza per i 200 anni dell’Oktoberfest

240x320_c_CONVAR378Se nel nostro Paese il tema delle feste e delle sagre che si svolgono in questo scorcio di fine settembre è la vendemmia, l’uva e il vino, al di la delle Alpi, in terra tedesca, la regina delle feste, o meglio della festa più famosa di questo periodo dell’anno, è la birra. Protagonista indiscussa dell’ormai mitica Oktoberfest che da Moanco è stata esportata, scimmiottandola, anche in molte altre nazioni. Quel che invece non è stato ancora esportato, visto che anche per i tedeschi sarà sperimentata su larga scala per la prima volta, è una sostanza messa a punto da un’azienda germanica che dovrà eliminare l’intenso odore di quella parte di birra che cade a terra all’interno dei tendoni e non viene ingurgitata dai festanti tedeschi. Che per la cronaca, nei giorni dell’Oktoberfest dell’edizione dell’anno scorso ne hanno fatto spillare dalle infaticabili birraie ben sei milioni di litri.
Il prodotto, Elbomex, è una mistura a base batterica che grazie alla proprietà digestiva dei microrganismi, dovrebbe garantire la neutralizzazione della puzza della birra stantia e rendere gli ambienti più respirabili nei giorni successivi all’inaugurazione, tenutasi ieri, per continuare a tener pulita l’aria fino al 4 ottobre prossimo. Quando, dicono gli organizzatori, il record della birra bevuta e versata a terra, sarà polverizzato anche per merito di chi, bevuto il boccale della tradizione, se ne scappava via non sopportando il lezzo all’interno dei tendoni.


Cliccando qui
la web in diretta dell’Oktoberfest

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set  10
19
alle 09:00
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo

Il Raccomandato del Km Zero

zuppaditrippe
Come promesso nel darvi notizia dell’imminente svolgimento della IV° edizione del concorso “Piatto a km zero”, il vincitore ( foto sopra ) è stato quello realizzato dallo chef Emanuele Guariento, dell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia, ispirato nella sua preparazione dalla ricetta raccomandata dal presidente del Consiglio Veneto Clodovaldo Ruffato.
Il quale, come gli altri politici presenti è stato la novità di questa edizione della gara nata nel 2007 da un’idea della Coldiretti per valorizzare e promuovere i prodotti della filiera alimentare del nostro Paese.
Rigorosamente italiani ma soprattutto provenienti dalle aziende agricole il più vicino possibile ai fornelli dei ristoranti e delle trattorie che hanno abbracciato questa salutare tendenza. Approvvigionare cioè le loro dispense con prodotti enogastroalimentari che non facciano il giro del mondo prima di arrivare sulle tavole dei commensali, loro clienti.
Tornando all’edizione del concorso di quest’anno, o meglio di ieri sera, oltre ai rappresentanti degli chef delle provincie del Veneto, che come nelle passate edizioni si erano sfidati con i piatti a base degli “ingredienti” più tipici di ogni singola provincia, la novità è stata appunto la partecipazione di un’altrettanta nutrita squadra di politici che per regolamento, dovevano “raccomandare” prodotti alimentari del loro collegio elettorale di provenienza; affiancando e ispirando gli chef nell’interpretazione di una ricetta a Km Zero.
Un po’ come talora accade nel vivere quotidiano quando i politici sono chiamati ad accontentare ora questo ora quel questuante … in cerca di raccomandazioni.
Solo che in questo caso, ad essere raccomandati sono stati i gusti e sapori che solo i prodotti del contadino vicino a casa riescono ancora ad affascinare per la loro sapida schiettezza.
Da qui, anche il rinnovo del nome del concorso che da “Piatto a Km Zero” è diventato ” Km zero raccomandato in cucina”.
Tornando ai piatti in gara, due antipasti, due primi, due secondi e un dolce, la classifica completa con relativi punteggi non è stata diffusa se non per la proclamazione del piatto vincitore la ” Zuppa di trippa con fagioli all’occhio di Castellaro” raccomandata dal Presidente del Consiglio Regionale Veneto Clodovaldo Ruffato e realizzata dal bravo Emanuele Guariento.

Forse, come ci è stato detto, per non enfatizzare la scarsità delle preferenze raccolte dagli altri politici e degli altri piatti.

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set  10
16
alle 10:55
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo

Km Zero, vi diremo chi ha vinto

Oscar Tibolla del Ristorante alle Codole (Canale d’Agordo) con Dario Bond; Emanuele Guariento Antica Trattoria Ballotta ( Torreglia ) con Clodovaldo Ruffato; Maria Romana Rigoni della Trattoria alla Rosa (Adria) con Graziano Azzalin;Beppe Agostini di Teatro dei Sapori (Castelfranco Veneto) con Franco Manzato; Fabrizio Tregnago del Ristorante Tregnago (Montecchia di Crosara) con Davide Bendinelli;
Sergio Dussin Al Pioppetto (Romano d’Ezzelino) con Raffaele Grazia; Roberto Leonardi Ristorante Marco Polo con Pietrangelo Pettenò.
Sono questi i nomi dei cuochi e dei politici ( novità della quinta edizione del concorso gastronomico KM zero e li identificate perché, una tantum i loro nomi vengono dopo quelli dei cuochi ) che fra poche ore, nell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia si daranno battaglia per presentare una caleidoscopica parata delle migliori preparazioni culinarie a base di ingredienti rigorosamente tipici, del territorio.
vincitoreeeO meglio prodotti provenienti dai campi della aziende agricole subito fuori la porta dei locali che hanno aderito e aderiscono sempre più massicciamente, e non solo nel Veneto, a questa pregevole tendenza di fare cucina. Soprattutto dopo che proprio nella regione del Leone di San Marco ne sono nati i pionieri che hanno fatto approvare addirittura una legge regionale per promuovere e incoraggiare l’uso di alimenti a Km Zero.
Ora dovrete scusarci ma non vorremmo perderci gli antipasti e i piatti che dobbiamo andare ad assaggiare, degustare e giudicare anche per voi.
Se passerete a cliccarci domani aggiungeremo qualche nota in più e vi diremo chi ha fatto più strada pur restando fermo al Km Zero.

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set  10
15
alle 05:31
da Strami

Che si dice?, giornate diverse, nuove tendenze

Il GQ di Mosca che piace anche a Berlusconi

g_GQ_big_01Non sappiamo quanti dei nostri lettori possono decidere di trascorrere una seratina al GQ di Mosca visto che non è proprio dietro l’angolo ma dato che anche il nostro primo ministro lo ha scelto per trascorrere la fine del suo soggiorno in Russia in occasione del Forum politico di Yaroslavl, c’è da dire che non è un locale fra i superlativi. Tuttavia, come per tutti gli altri locali di Arkady Noviko anche il GQ moscovita gode del vantaggio di essere particolarmente alla moda e ben frequentato da chi comanda nella grande madre Russia.

All’ingresso, poltrone in pelle originale e mobili costosi, proiettori e schermi al plasma, caminetto e discrete luci soffucse irradiate da candeli, un grande bancone per il bar con uno specchio che riflette uno spazio che invece non c’è perchè, di fatto, il GQ non vuole essere un locale per troppe persone.
g_GQ_big_04Anzi, le due sale al piano superiore dove ci si siede a tavola sono pensate proprio per dare l’idea di esssere al sicuro da sguardi indiscreti e dove poter fare pranzi d’affari o contenuti ricevimenti privati.
Spiccano fra i pezzi d’arredamento, fin troppo ricchi, un pianoforte a coda bianco e altri elementi ispirati al magazine GQ dal design ovvio e nel complesso poco originale. D’altra parte visto che è il magazine a dare il nome a questo locale non poteva essere altrimenti.
Per quanto riguarda la cucina, per gli ospiti che non si limitano ai drink, i menù sono sia europei che asiatici e si può passare dalla carne al pesce senza nessuna difficoltà per gli chef di Arkady Noviko. Fondatore della catena di locali e ristoranti che ha già portato in Russia cuochi italiani del valore di Antonio Baratto o di Marco Zampieri; rspettivamente ai fuochi del “SIR”, che in russo significa formaggio che viene proposto a profusione, e della “CANTINETTA ANTINORI”.
Che sulla falsa riga di quella di Firenze propone libagioni alla toscana divenute vero cult fra i ricchi di Mosca.

g_GQBAr_big_05Ma tornando al longue GQ, visitato anche dal primo ministro Berlusconi accompagnato dal suo amico Putin, fra i piatti forti, meglio scegliere la fiorentina, ben cotta e morbida, che il branzino con le melanzane piccanti . In alternativa, i granchi del Kamchatka cotti alla brace e serviti con una salsa asiatica piccante a base di pomodoro.

Carta dei vini all’altezza, com’è d’obbligo per questo tipo di locali dove più che al cibo si pensa al bere, e di gran qualità, costo di una seratina dai 70 dollari in su… molto su.

GQ Bar Moscow – 5 Balchug ul., Metro station: Novokuznetskaya Tel 7 495 956 7775

n.d.r
Se invece non volete rischiare di trovarvi faccia a faccia con Putin e Berlusconi qui c’è una lista completa di altri ottimi locali russi.

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set  10
12
alle 06:49
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Formaggi

Quattro giornate per quattro formaggi

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Prenderanno il via a fine settembre e proseguiranno fino a fine ottobre, toccando diverse città italiane, le quattro giornate riservate alla promozione delle quattro DOP italiane prodotte dal latte dei nostri allevamenti che da quest’anno, oltre alla Mozzarella di Bufala Campana, il Parmigiano-Reggiano, Formaggio Asiago includono anche il Pecorino Sardo.

L’iniziativa si articola nel corso di appuntamenti con i quattro formaggi certificati, pensati in maniera specifica per chef e dettaglianti.
I partecipanti potranno così entrare nel dettaglio delle produzioni casearie e, soprattutto, far tesoro delle peculiarità identitarie di ogni formaggio a Denominazione di Origine Protetta; espressione del legame con i territori e le culture che uniscono il nostro paese in un inimitabile tutt’uno.
Si comincia a Cagliari lunedì 27 settembre, per proseguire a Livorno mercoledì 6 ottobre, a Verona martedì 19 ottobre e martedì 26 ottobre a Lecce.

In ogni città ci sarà di un cuoco di chiara fama come Luigi Pomata del “Luigi Pomata Café” di Cagliari, Rosanna Marziale del ristorante “Le Colonne” di Caserta, Massimo Bottura, chef dell’osteria “La Francescana” di Modena e Nicola Portinari del ristorante “La Peca” di Lonigo, che forniranno preziosi consigli per gli abbinamenti gastronomici dei formaggi e per la preparazione di piatti particolari ed alternativi.

Il calendario degli appuntamenti per alimentaristi ed addetti alla grande distribuzione di tutt’Italia, strutturati sempre tra momenti formativi e degustazioni, prevede invece tre date: a Bari giovedì 28 ottobre, a Milano lunedì 8 novembre e Bologna giovedì 11 novembre.

La partecipazione è gratuita, ma a numero chiuso. Per l’iscrizione è necessario rivolgersi al numero verde 800-822181.


n.d.r

l’iniziativa è realizzata con il contributo del MIPAAF

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set  10
9
alle 09:56
da Strami

Che si dice?, Vini

A Milena Gabanelli e a Report 750 cl di Amarone

Premio Trabucchi_Gabanelli 01Come scribacchino che scrive di cibo e vino e in quanto tale ha spesso ha la possibilità di gustare fior fior di piatti e di bottiglie senza spendere un centesimo, invidiare qualcuno nel sentire che ha degustato chissà quale meraviglia enogastronomica non rientra nei miei difetti.
Questa volta però, nell’immaginare quale sarà la soddisfazione di Milena Gabanelli nel versare in un bicchiere l’amarone Trabucchi ricevuto in premio per il suo impegno giornalistico, farò fatica a non essere invidioso.

Sia perché non è facile godere, anche pagando, del piacere di gustare un bicchiere dei Trabucchi, sia perché la qualità del giornalismo della Gabanelli è assolutamente indiscutibile se non inarrivabile, come lo è quello della sua squadra di Report.
E bene ha fatto la giuria del premio Trabucchi a riconoscerne il pregio.
Donandole, com’è consuetudine di questa azienda sulle colline d’Illasi che assegna il Premio Trabucchi alla Passione Civile a chi lo merita davvero, una semplice bottiglia di vino che ha però nel cuore, un mondo di stima che solo la sapienza e la passione di grandi vignaioli riescono a mettere in un vetro da 750 cl, con il nome di Amarone.

A proposito se oltre alla buona tavola e al buon bere vi piace anche il giornalismo con la G maiuscola e non solo quello gastronomico dal 17 ottobre Report ritorna in onda.

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set  10
8
alle 02:53
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, guide

A Mirabello la scelta è obbligata: I Durandi

P1220134Se oggi qualcuno volesse andare a Mirabello, per sentire in diretta le frasi che determineranno nel prossimo futuro le scelte politiche del nostro Paese, ovvero le attese dichiarazioni del presidente della Camera Gianfranco Fini, giunto a conclave con i suoi nel piccolo comune del ferrarese, potrebbe anche aver bisogno di mettere qualcosa sotto i denti.

In quel caso e a meno che non siate politici, maestri nell’arte di dove saper andare a prendersi da mangiare in ogni dove, l’indirizzo è il ristorante ” I Durandi “.

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set  10
5
alle 06:47
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo, Vini

I riflessi della Dorona di Mazzorbo

Mazzorbo_Scarpa_Volo_MINI_01Sono milioni le persone che conoscono Venezia per le magie dei riflessi che dalle acque ai palazzi sembrano tenerli sospesi anche e più di quel che cercano di fare gli uommi col Mose e anche se può sembrare incredibile, fra i tanti lampi di luce, alcuni, di un un biondo dorato, non nascono nell’acqua che tutto circonda ma da grappoli di uva.
Un’antica varietà tutta veneziana che nei secoli passati testimoniava la perizia dei serenissimi di non essere solo imbattibili uomini di mare ma anche di gente che da un fazzoletto di terra sapeva come ricavare tutto quel che serviva, vino compreso, quand’anche la città fosse stata presa d’assedio rendendo irraggiungibile la terra ferma.
Non fu mai così e nessuno riusci mai a imbrigliare le isole ed è forse per questo che anche quella di Mazzorbo, nel tempo, fu lasciata ad altri destini e le viti della Dorona, questo il nome del vitigno, abbandonate alla decadenza dell’oblio.

Fino a quando, tornando sui passi di un’umanità diventata civiltà secolare, un lampo di ragione scaturito da uomini che non sono solo imprenditori e da istituzioni che non si limitano agli interessi della casta, hanno guardato alle loro origini, abbbandonate forse troppo in fretta ma con le quali si ha sempre un debito inestinguibile.

La Dorona e il suo vino, buono o non buono che se ne sarebbe ricavato, doveva tornare a lanciare i suoi riflessi dorati con i suoi grappoli.

Oggi, a vedere i vignaioli, gli uomini delle istituzioni e i non pochi curiosi con la penna in mano che guarderanno staccare i primi grappoli per una più che simbolica vendemmia, ci saremo anche noi di peperosso e ve ne daremo conto. Salutando il risultato di un progetto voluto da Veneto Agricoltura, del Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano e di imprenditori privati che hanno voluto scommettere sul Vino di Venezia.

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set  10
3
alle 06:35
da Strami