Archivi per ilsettembre 3rd, 2010
I riflessi della Dorona di Mazzorbo
Sono milioni le persone che conoscono Venezia per le magie dei riflessi che dalle acque ai palazzi sembrano tenerli sospesi anche e più di quel che cercano di fare gli uommi col Mose e anche se può sembrare incredibile, fra i tanti lampi di luce, alcuni, di un un biondo dorato, non nascono nell’acqua che tutto circonda ma da grappoli di uva.
Un’antica varietà tutta veneziana che nei secoli passati testimoniava la perizia dei serenissimi di non essere solo imbattibili uomini di mare ma anche di gente che da un fazzoletto di terra sapeva come ricavare tutto quel che serviva, vino compreso, quand’anche la città fosse stata presa d’assedio rendendo irraggiungibile la terra ferma.
Non fu mai così e nessuno riusci mai a imbrigliare le isole ed è forse per questo che anche quella di Mazzorbo, nel tempo, fu lasciata ad altri destini e le viti della Dorona, questo il nome del vitigno, abbandonate alla decadenza dell’oblio.
Fino a quando, tornando sui passi di un’umanità diventata civiltà secolare, un lampo di ragione scaturito da uomini che non sono solo imprenditori e da istituzioni che non si limitano agli interessi della casta, hanno guardato alle loro origini, abbbandonate forse troppo in fretta ma con le quali si ha sempre un debito inestinguibile.
La Dorona e il suo vino, buono o non buono che se ne sarebbe ricavato, doveva tornare a lanciare i suoi riflessi dorati con i suoi grappoli.
Oggi, a vedere i vignaioli, gli uomini delle istituzioni e i non pochi curiosi con la penna in mano che guarderanno staccare i primi grappoli per una più che simbolica vendemmia, ci saremo anche noi di peperosso e ve ne daremo conto. Salutando il risultato di un progetto voluto da Veneto Agricoltura, del Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano e di imprenditori privati che hanno voluto scommettere sul Vino di Venezia.
da Strami






