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Alla Montecchia, la Toscana firmata Alajmo

fotocertaldo3Se cliccate il link de Le Calandre, vero e proprio laboratorio di ricerca e sperimentazione gastronomica al servizio del gusto che non più tardi di qualche settimana fa è stato inserito nei migliori cinquanta ristoranti del mondo, fra i diversi link e rimandi c’è quello di un altra creatura degli Alajmo: La Montecchia.

Altro pregevole ristorante, coordinato dal papà di Raffaele e Massimiliano Alajmo, Erminio, ospitato in una elegante struttura che un tempo fu un essiccatoio di tabacco, dov’è possibile imparare a gustare lo stile di questa famiglia e le invenzioni di Massimiliano, prima ancora di sedersi ai tavoli de Le Calandre.

Magari proffittando del fatto che in una sera di fine primavera, come accadrà domani venerdì 4 giugno, oltre che luogo di buona tavola, La Montecchia si apre ai suoi ospiti diventando scenario per l’arte della commedia quale fonte d’ispirazione per un menù curato dallo stesso Massimiliano.


Un ghiotto e goloso elenco di pietanze “costruito” sul tema del testo trecentesco, “La vera historia dell’amore di Alibech e di Rustico”, tratto dal Decameron del Boccaccio e intepretato, per l’occasione, nella sale della Montecchia, dal Teatro della Gran Guardia

Un trionfo di accenti della magnifica Fiorenza per altrettante gustosità toscano-fiorentine ad iniziare dagli antipasti, come la minestra ribollita fredda, la salsiccia di agnello, i crostini con fegatini e capperi, la finocchiona in affettatrice e la focaccia calda al rosmarino, fagioli bianchi all’uccelletto e pappa al pomodoro; seguiti da un risotto al basilico con gelatina di pomodoro, il coniglio in pancetta allo spiedo con aceto balsamico, la crema di patate e mozzarella alle erbe.
Gran finale, il gratin di pesche all’amaretto con crema soffiata alla vaniglia.

Curata, come sempre, la scelta dei vini selezionati dal sommellier di casa Montecchia, Mauro Meneghetti, che proprio a dimostrazione che ai tavoli degli Alajmo non c’è mai niente di scontato, non ha scelto niente di toscano.
Dopo i Franciacorta brut “Cuvée Prestige” Ca’ del Bosco, per gli antipasti, il Sauvignon 2004 di Simcic e il Château La Louvière1997, per proseguire, ha messo nella lista della serata l’euganeo Fior d’Arancio, passito 2007, dei vigneti Zanovello.

Foto. www.settemuse.it

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giu  10
3
alle 03:43
da Strami


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