Risotto con salsa di capesante

Fra le mail che arrivano in redazione, accade che spesso qualcuna sia davvero interessante e sicuramente da sperimentare come quella, ad esempio, che il signor Edmondo ha inventato per un risotto con salsa di capesante che pubblichiamo volentieri .
Cominciamo dagli ingredienti e dalle quantità sugerite per quattro persone che per il risotto prevedono:
I,5 litri di brodo vegetale ( o di pesce go, ovvero il ghiozzo ) 550 gr. di riso; 30 gr. di cipolla
20 gr. di burro; 30 gr. di parmigiano; vino bianco; olio d’oliva; sale.
Per la salsa invece : 400 gr. capesante; 200 gr. panna liquida; 40 gr. di burro; 1 cucchiaio di panna; mezzo bicchiere di vino bianco; 3 cucchiai cli passata di pornodoro; 1 bicchiere di latte; 1 scalogno; 7 fili di erba cipoilina; sale; pepe.
Preparazione
Tritare grossolanamente le capesante e farle insaporire nel burro aromatizzato con lo scalogno e l’erba cipollina. Appena ben rosolate, aggiungere sale e pepe, la farina e il vino bianco. Lasciare evaporare poi aggiungere la panna diluita con il latte. A questo punto occorre far bollire dolcemente la salsa per farla addensare. Poi aggiungere la passata di pomodoro.
Per fare il risotto predisporre una pentola adeguata e fare un fondo di cipolla finemente tritata con un po’ di cllio. Farla appassire aiutanclosi con clell’acqua. Versare il riso e tostarlo’ Poi aggiungere il vino bianco e farlo evaporare. Dopo, cominciare a versarvi poco alla volta il brodo fino alla cottura all’onda, aggiustandolo di sale.
Appena il risotto risulta al dente, mantecarlo con il burro e il parmigiano, poi versarvi la salsa tenuta ben calda.
E, come sicuramente farà il nostro amico lettore … servire. Magari accompagnando il tutto con un fresco Chardonnay.
da Strami
Ultimo commento:
di Strami il 01/1/70
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maggio 20th, 2010 at 17:19
Mi dispiace per il gentile lettore e per l’esperto tenutario di questo blog che seguo con interesse ma, penso, che questa ricetta sia demoniaca. Panna, pomodoro,latte e via ad aggiungere. Ricordo che le grandi ricette sono fatte di semplicità , audace accostamento di sapori di splendide materie prime. Se hai capesante e risotto ti occorre solo un tocchetto di burro per mantecare. Togliere, figlioli, non aggiungere. Questo il segreto.
maggio 20th, 2010 at 18:54
Gentile Geko ringrazio per l’esperto, un po’ meno per il tenutario tuttavia se tale è la definizione che ti è venuta proseguiamo pure in sintonia dicendo che forse il risotto del signor Edmondo è un po’ un casino in quanto a ingredienti e anch’io non sarei tanto per il burro, ad esempio.
Altri potrebbero sollevare critiche sul parmigiano ma perchè non provare?
Giusto ieri sera mai, ospite in un locale di Venezia mai mi sarei immaginato di vedermi servire come aperitivo delle fragole frullate e olio di oliva extra al posto di un tradizionale Bellini. Men che meno finire una degustazione di cui vi darò conto con una sorta di sorbetto, sempre con olio di oliva extra, fragole e kiwi.
Un maestro diceva che in cucina sono sempre di più le eccezzioni che le regole
<:)
maggio 21st, 2010 at 09:20
Temo, egregio signor Strami, che in cucina e nel cibo la stia facendo da padrone la stranezza, la voglia di stupire, la necessità di andare fuori dalle righe per essere notati. Quando si è a corto di idee, quando si è privi di creatività vera, quando manca ul tocco di genialità , allora ci si rifugia nello “strano ma vero”. Così fanno alcuni tg rai e molte trasmissioni mediaset. Orrende. Ma non in cucina. Li non si deve e non si può. La scongiuro signor Strami, sia lei il guardiano dell’ortodossia geniale, della norma creativa, della passione per l’eccellenza. Quella vera. E non pubblichi più quelle ricette che martorizzano le papille e offendono gli aromi. Non pubblichi più prodotti da trivio. Con doveroso rispetto e sincera stima.
maggio 21st, 2010 at 14:19
Faremo il possible non dimenticando però che un colpo al cerchio e uno alla botte…