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Torna il Montegrande, senza la crisi del 7° anno

semifinalistiaQuando quattro anni vi abbiamo parlato del premio Montegrande, sul fatto che riuscisse ad evitare la possibile e proverbiale crisi del settimo anno, qualche dubbio c’era.
Alla prova dei fatti, il caparbio impegno animato dalla forza della convinzione che i giovani talenti vanno favoriti, mettendo a disposizione il proprio affermato ristorante, la propria brigata di cucina, un complesso meccanismo di giurati e il coinvolgimento del mondo della comunicazione di una regione brulicante di iniziative enogatronomiche, ha ripagato l’ideatrice del concorso.

La giovane Elena Cristofanon che, insieme a suo padre Silvano, patron del ristorante Montegrande, si è ripresentata alla stampa per annunciare il ritorno di questa gara, targata 2010, riservata ai giovani cuochi del Veneto (, chef patron, chef professionisti, nativi od operanti nella Regione di età inferiore ai 30 anni) che sta continuando a crescere sia in qualità che notorietà..

Un banco di prova, patrocinato dalla Camera di Commercio di Padova, provincia e Regione, aperto a quanti vogliono mettere in tavola, nel senso più letterale del termine, tutta la loro competenza e il loro spirito creativo di giovane chef per dimostrare quanto vale la propria maestria ai fornelli seguendo le semplici regole del concorso: inviare una ricetta e la fotografia di un piatto elaborato seguendo il tema imposto dall’ingrediente di base, quest’anno sono i formagggi dop del Veneto e verdure, superare la preselezione e accedere, con altri 19 colleghi, alle prove finali nelle cucine del ristorante Montegrande.

Impresa non facile da superare visto che il piatto, pur nella creatività inovativa, oltre che con l’elemento di base deve fare i conti con i criteri più generali del rispetto del sapere e dei sapori della cucina tradizionale regionale e l’esaltazione dei prodotti del territorio veneto.

Aspetto, quest’ultimo, sostenuto con forza oltre che dagli organizzatori e dai giurati anche dai diversi partner della famiglia Cristofanon che hanno appaoggiato fin dall’inizio questa competizione: la Camera di Commercio, la proivncia di Padova , la Regione e la stessa associazione provinciale degli esercenti padovani – APPE – al gran completo.
Elemento di novità rispetto alla passata edizione, la partecipazione delle altre figure professionali che insieme ai cuochi contribuiscono non poco al successo di un ristorante e della sua cucina: i camerieri e le diverse figure che si occupano del servizio in tavola.
Giudicati, questi ultimi, dagli esperti dell’Associazione Arte in Tavola che affiancherà la giuria di professionisti, giornalisti di settore e gourmand chiamata a decretare, con il premio Montegrande, le sicure promesse della cucina di alta qualità di un Veneto che fino ad oggi non ha deluso.
Inutile dire che dopo le prove finali vi daremo conto dei nomi dei vincitori e dei luoghi dove andare ad assaggiare i piatti preparati dai cuochi under 30 che parteciperanno al Premio Montegrande.

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mag  10
28
alle 05:22
da Strami


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