Vittoria giudiziaria per il prosecco tutelato
Visto che per il mondo dell’enologia e della gastronomia italiana non sono poche le penne sensazionalistiche che sono sempre pronte a dare il massimo risalto quando è l’uomo che morde il cane e non viceversa, fatto assai limitato per numero di casi e comunque sempre ascrivibile a chi non fa il suo lavoro ma il truffatore e quindi non come la stragrande maggioranza dei nostri produttori che lavorano con impegno e serietà , è con soddisfazione che vi giriamo la notizia appena giunta in redazione riguardante uno dei prodotti simbolo della vitivinicoltura italiana: il prosecco.
Ebbene secondo quanto comunicato dal Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene, che si era costituito parte civile contro una catena di supermercati tedeschi e contro il produttore che la riforniva di quel che veniva commercializzato come prosecco ma che prosecco non era, oggi la condanna in sede penale della catena di hard discount e della cantina.
La chiusura di questo procedimento con la condanna definitiva, si legge nella nota diffusa dal Consorzio, è la dimostrazione che il lavoro di squadra permette di difendere adeguatamente la nostra denominazione Conegliano Valdobbiadene e, più in generale, il mondo prosecco.
Scritto questo, oltre a complimentarci con il Consorzio per il successo ottenuto in collaborazione con le forze dell’ordine e con l’istituo ICQ di Conegliano che ha agito da coordinatore per la battaglia iniziata nel 2000, non restano che gli auguri perchè anche altre realtà produttive del nostro territorio riescano a trovare tanta e tale costanza nel difendere questo nostro grande patrimonio enogastronomico e agroalimentare sottoposto giorno dopo giorno alle più spudorate falsificazioni.
Non di meno, l’augurio che i sensazionalisti pronti a sparare titoli a sei colonne, una tantum diano anche notizie come questa.
da Strami
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