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da Strami
Un ricettario alla maniera di Oldani
“Siamo cuochi, mettiamocelo in testa. Il nostro compito è nutrire, nel modo migliore che possiamo e facendo in modo che chi è seduto alla nostra tavola si senta benvenuto e accudito e torni a casa felice per come ha mangiato. E che, prima ancora di essere andato via, abbia voglia di tornare a trovarci. Insomma, che ancora prima di chiudersi alle spalle la nostra porta senta già un po’ di nostalgia.”
Chi meglio di se stesso puo definire quel che va facendo come dice lo stesso Davide Oldani nel virgolettato che avete appena letto?
Se poi aggiungete che oltre a tradurre con i suoi piatti ciò che dice, lo sottoscrive pure in un libro, il gioco è fatto e le presentazioni servono a poco quando si vuol descrivere uno chef che dalla sua Cornaredo è diventato una delle star della cucina internazionale senza mai perdere di vista il contato con le persone.
Per cui, oltre a suggerirvi di passare almeno una volta nel suo D’O il suggerimento è quello di dare una scorsa alla sua ultima fatica letteraria presentata giusto ieri proprio in quel di Cornaredo: “POP. La nuova grande cucina italiana”.
Ricettario alla maniera di Oldani che solleticherà la curiosità di ogni appassionato di cucina, magari nell’attesa di sperimentare la capacità di questo chef con la C maiuscola, direttamente seduti a uno dei suoi tavoli
da Strami
La cucina giudaico-romanesca
In epoca di globalizzazione, di cucina creativa, fusion, o altre denominazioni vi vengano in mente, fare due passi al Ghetto, a Roma, in via del Portico d’Ottavia 16 più precisamente, è un’esperienza esaltante. Il mio amico Antonio Tombolini che di cucina e di materie prime se ne intende ha scritto (benissimo) di questo ristorante senza averci mai mangiato. Poi lo ha visitato e confermato il giudizio. Io sono meno esperto ed ho bisogno di assaggiare per capire. Ma anche di fare due chiacchiere con il proprietario, Umberto Pavoncello, ex creativo di agenzie internazionali, ebreo del ghetto, studioso della Torà e con Gamil Essa Bakhit chef egiziano e socio. Mangiare con loro, sentendo la spiegazione dell’origine dei piatti, di quella cucina apparentemente povera ma sposata alla perfezione è come percorrere sentieri sconosciuti e bellissimi. E poi c’è il nome del ristorante Nonna Betta che sembra un trucco da mago del marketing ed invece, santa ingenuità, è il vero nome della nonna di Pavoncello, le cui ricette familiari sono state saccheggiate.
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da admin
Ultimo commento:
di up il 01/1/70
Se siete a Bologna per Santoro
Non è esluso che domani sera qualcuno fra voi decida di fare una salto a Bologna per sentire cosa dirà Michele Santoro e i suoi ospiti al PalaDozza nel corso di Rai per una notte per cui potrebbe essere che l’indirizzo di Via Belle Arti 17/A vi torni buono in caso di appetito.
E’ il numero civico di una tipica e classica trattoria bolognese con piatti che vanno dalle tagliatelle al ragù ai tortellini o ai passatelli in brodo; dal coniglio arrosto allo stinco al forno dalla faraona alle bontà del quinto quarto ( feagto con cipolla ). Annesso al locale, poi, un piccolo laboratorio dove la pasta viene fatta a mano (tagliatelle, tagliolini, tortellini, tortelloni) per il piacere degli occhi, oltre che per la soddisfazione del palato.
Si chiama Trattoria Anna Maria come la cuoca di casa che da più di vent’anni fa di questo locale una delle mete più visitate da quanti vogliono mangiare davvero alla bolognese magari prenotando prima : tel. 051 266894
da Strami
Porco e li cillit nei ristoranti di Teramo
Ultimi due giorni, oggi e domani, per scegliere uno dei menù degustazione della tradizione gastronomica aprutina in alcuni ristoranti di Teramo che in occasione della ricorrenza di S.Antonio Abate rendono omaggio all’animale che probabilmente anche il santo protettore di tutti gli animali, avrebbe definito come il più meritevole di tale celebrazione: il porco.
Dai taglieri di salumi al tortino di farro con rape cimate e salsiccia, dalla ventricina alla salsiccia in Sartania o la bruschetta con lardo e buccia di arancia grattugiata come antipasti; ai primi piatti come i gnocchetti al sugo di guanciale e pecorino della Laga o tagliatelline ai broccoli romaneschi con guanciale di maiale e zafferano; e ancora, come secondi, salsicce e verze, porcellino al forno con patate, costine di maiale con prugne e mele al Montepulciano o filetto di maiale con Porcino.
Insomma un vero e proprio trionfo per questo vituperato animale che trova nobiltà solo a morte e cottura avvenuta che a Teramo spetta ai ristoranti dell’associazione ristoratori teramani dentro le mura (ARTeramo ).
Che con soli 25 euro, oltre agli antipasti, i primi e i secondi, dei quali vi abbiamo citato solo alcuni esempi dai diversi menù, aggiungono pure i tradizionali uccelletti di fine pranzo.
Dolcetti della miglior tradizione ternana che nell’idioma originale dovrebbero essere indicati come “lì cillitt” .
Dei quali, dopo il continua trovate la ricetta.
da Strami
Mezzacorona, cantina trentina da premio Oscar

Piazzarsi davanti ai francesi della cantina di Bouchard Pére et Fils, gli spagnoli di Sierra Cantabria, gli ungheresi della Royal Tokaji Wine Companya o ai nostri friulani della cantina Livio Felluga dev’essere una bella soddisfazione. Se poi il giudizo di miglior cantina d’Europa lo da la rivista americana “Wine Enthusiast”, che ogni anno assegna i prestigiosi “Wine Star Awards” ( Oscar del vino ), sicuramente c’è da trovare subito uno spazio per esporre l’attestato. Ed è quello che gli uomini della cantina Mezzacorona stanno già preparando in vista della consegna ufficiale del riconoscimento che avverrà il prossimo 25 gennaio 2010, nelle splendide sale della New York Public Library, durante il gran galà delle star del vino.
Evento al quale prenderanno parte i principali opinion leader del mondo enologico a livello internazionale che potranno dare conto della capacità di questa realtà trentina fatta da 1500 produttori vitivinicoli che hanno saputo migliorarsi al punto tale da diventare, tutti insieme, la miglior cantina del vecchio continente.
da Strami
Filetto di branzino con mandorle e porcino

Quelli che vedete nella foto sono dei porcini, o meglio delle teste di porcino che stanno andando con un po’ di olio extra e un mezzo bicchiere di bianco e mi sono serviti per provare a cuocere dei filetti di branzino che invece vedete nella foto sotto.

Il piatto finito, invece, non l’ho fotografato ma vi posso assicurare che la ricetta che segue vale la pena di essere sperimentata.
Dunque se volete cimentarvi, sfilettatete o fatevi sfilettare un paio di branzini del peso di 3 / 4 etti di peso l’uno, adagiateli con la pelle verso il basso su un foglio di carta leggermente infarinato con farina da polenta ( bianca) molto fine e salateli appena un attimo con del sale di Cervia.
Intanto fate andare le teste dei porcini – una per ogni filetto – dopo averle tagliate a listarelle.
Quando avranno assunto una cottura appena appena dorata, toglieteli dal tegame e, al loro posto, adagiatevi i filetti di branzino che farete andare per qualche minuto prima di ricoprirli con i funghi.

Coprite il tegame e lasciate a fuoco bassissimo per una decina di minuti.
Tempo che vi servirà per sminuzzare grossolanamente una decina di madorle, a coltello.
Cinque o sei aggiungetele nella teglia due minuti prima della fine della cottura, il resto, una volta impiattati i filetti con i funghi, usatele per guarnire.
Come contorno, delle puntarelle con un goccio di balsamico tradizionale di modena.
Come vino, una malvasia istriana
da Strami
Bicchieri in mano e occhi alle stelle per S.Lorenzo
Cosa c’entrano le stelle cadenti con il vino e l’enogastronomia è presto detto visto che ormai da qualche anno non c’è zona d’Italia che non sia interessata da “Calici di Stelle”.
Appuntamento fra i più attesi, ideato da Città del Vino e Movimento del Turismo del Vino, per degustare le migliori produzioni vinicole accoampagnate dalle tipicità alimentari del nostro paese sotto la volta celeste che, proprio a ridosso della notte di San Lorenzo, comincia ad essere attraversata dallo sciame delle Perseidi.
Purtroppo al nord, ed in estensione anche al sud, le condizioni meteo non saranno delle migliori ma non è detto che fra una nuvola e un’altra, non si possa avvistare la scia giusta per esprimere il proprio personale desiderio come tradizione vuole si faccia alla vista di una cometa.
Mal che vada, e in fondo è questo lo scopo del ” Calici di Stelle”, ogni enogastro-appassionato potrà contare sul proprio bicchiere e continuare comunque la sua degustazione anche in quei luoghi dove non ci sarà la possibilità di guardare le stelle.
Cliccando qui potete trovare l’elenco dei comuni d’Italia dove si svolge l’evento per poter scegliere quello più vicino a voi.
Magari, con l’aiuto di qualche sito meteo, riuscite a individuare quello che non vi farà rinunciare al doppio piacere di un buon calice di vino e dell’affascinante spettacolo di una stella che cade.
da Strami
Fragole e spumante per una fresca estate
Lo spunto per una bevanda che funzioni contro le calure estive, fresca, vitaminica e dissetante, viene dal Bollicine Topline, del quale vi avevamo dato notizia.
La preparazione è semplice, basterà munirsi di un bicchiere appena più largo di un flut, una fragola bella matura e di un po’ di bollicine italiane. Scelte, magari , proprio fra l’elenco degli spumanti italiani che si sono aggiudicati i primi posti del concorso internazionale veneziano.
da Strami
Vini di val Calepio e assaggi bergamaschi a gratis
Se vi andrà di trascorrere il prossimo ponte vacanziero di fine maggio degustando del buon vino “a gratis”, allora segnatevi in agenda che dal 30 maggio al 2 giugno, in quel di Castelli Calepio nella frazione Castello De’ Conti, BereBergamo vi aspetta.
Le etichette dei produttori della val Calepio in degustazione, saranno circa una sessantina e non mancheranno, insieme al vino, le specialità tipiche locali servite in forma di assaggi.
Il tutto nell’affascinante cornice del castello dei Conti Calepino da cui si gode il panorama della val d’Oglio e della val Calepio.
Zona vitvinicola doc della quale ho già avuto occasione di parlarvi dandovi notizia di un bianco che sta conquistandosi i favori di un numero crescente di appassionati estimatori.
da Strami






