Archivi della categoria ‘Slow Food’

Peperosso consiglia....., Ricette, Slow Food, Spuntini e..

Pomodorini farciti in insalata

pomodoriniprimaCon il caldo di questi giorni una fresca insalatina con dei pomodorini ciliegini, della mozzarella e qualche sottaceto è senza dubbio un ottimo rimedio per mettersi a tavola senza tanti problemi ma dopo due o tre volte che si è fatto ricorso a uno dei piatti più semplici da fare anche il peggiore dei commensali può dare segni di stanchezza.

Così, con buona pace dei grandi chef che stavolta potranno essere loro a fare i critici, anzichè preparare la solita insalata ho diviso a metà i pomodorini e dopo averli privati dei semi, li ho farciti con qualche listarella di sottiletta, dei pezzetti di mozzarella, qualche funghetto sott’olio, delle foglioline di basilico sminuzzato, qualche pezzettino di sedano, qualche cappero e un paio di acciughe battute al coltello.

Fatto questo, ho preso i miei pomodorini e li ho fatti stufare in una pentola antiaderente per qualche minuto con dell’olio di oliva, mezzo bicchiere di pinot bianco, un pizzico di sale e una presina di zucchero; coprendoli poi con un coperchio dopo aver spento il fuoco.

Una volta intiepiditi li ho impiattati su piattini da contorno in un letto di misticanza per dare l’idea dello “stuzzichino” e il risultato non è stato affatto sgradito…

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ago  09
22
alle 07:45
da Strami

Formaggi, Peperosso consiglia....., Slow Food

Casolèt per tutti in Val di Sole

casolet011Protagonista della lunga rasssegna enogastronomica che anche quest’anno animerà la Val di Sole dal 19 agosto fino alla fine del mese sarà il Casolet.
Piccolo formaggio di montagna, le forme più tradizionali hanno ancora oggi uno scalzo di circa 10 cm per 10 circa di diametro, prodotto quando le mandrie erano già scese dagli alpeggi, le vacche si apprestavano all’asciutta, le mungiture giornaliere erano scarse e si preparava il formaggio per il consumo domestico dei valligiani.

Una tenera ghiottoneria casearia da consumarsi nei mesi invernali e per dar vita a molti dei piatti tipici della cucina di questa vallata trentina: dall’ insalata di pere e casolèt ai gnocchetti di pane e ortiche al casolèt, dalla scaloppa alla Solandra con casolèt, finferli e porcini, alla polenta concia e casolèt; dalla fonduta leggera al casolèt e tortel di patate con casolèt, al gelato e mousse al casolet.
O, per finire, come semplice pezzo di formaggio da consumarsi per accompagnare un bicchier di vino e rompere il languore che assale improvvisamente chi fa vita di montagna “tra boschi e valli d’or” .
foto122
Classico ritornello da canticchiare, dopo che vi sarà tornato alla mente, una volta deciso di partire per trascorrere qualcuno degli utlimi giorni di ferie in Val di Sole, approfittando proprio di questa lunga maratona che ha come tema il “Il Casolet nella cucina solandra”.
Vero cacio di montagna che grazie anche alla qualifica di presidio slow food è uscito dall’anonimato che purtroppo affligge tantisimi altri altri forrmaggi italiani non meno gustosi e non meno meritevoli di nota.
Qualche altra informazione la trovate qui .
Mentre, se vi appassiona il mondo delle bontà e delle rarità casearie del nostro paese allora è quasi d’obbligo una cliccata su “Non toccatemi il formaggio” dello specialista Alberto Marcomini.

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ago  09
14
alle 08:20
da Strami

Peperosso consiglia....., Slow Food, Vini, giornate diverse

Festa del Vino a Castiglione in Teverina

locandinaParte oggi, con inizio nel pomeriggio, l’ormai storico appuntamento con ”La Festa del Vino” dei colli del Tevere in quel di Castiglione in Teverina . Occasione ideale per una full immersion nel mondo vitivinicolo di quest’area laziale tra il lago di Bolsena e il fiume Tevere, nella Tuscia viterbese, approfittando del fitto calendario di appuntamenti che contraddistingue i 5 giorni di festa.
A iniziare dalle visite nelle cantine delle aziende alle degustazioni guidate dei loro vini, accompagnati da esperti sommeliers, giornalisti specializzati e autorevoli firme delle guide enologiche più prestigiose, per passare ai banchi di assaggio dei prodotti gastronomici tipici della Tuscia.

E ancora, dalle mostre e gli spettacoli musicali al piacere del convivio nelle taverne enogastronomiche lungo le piazzette e le viuzze del borgo medievale.
Insomma un inno al buon bere, alla buona tavola e alla buona compagnia che si perpetua da più di un quarto di secolo in questa piccola cittadina laziale; che apre la sue porte a quanti vogliono scoprire e riscoprire la magia delle lunghe serate d’estate all’aperto senza la noiosa presenza della solita TV.
Qui trovate il programma fino a domenica.

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ago  09
5
alle 10:59
da Strami

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In Valle d’Aosta per il lardo di Arnad

lardoprimaForse non è così popolare come quello di Colonnata ma il lardo di Arnad è un’altra di quelle ghiottonerie del nostro Paese che meritano di essere gustate. Tanto meglio se nell’ultimo week end di agosto si dispone ancora di qualche giorno di ferie e si va proprio nel piccolo paese che ha dato il nome e i natali all’inimitabile lardo.
Da un trentennio infatti, nel paesello a una quarantina di chilometri dal capoluogo della Valle d’Aosta, proprio nel mezzo di una vallata, gli abitanti di Arnad festeggiano il loro lardo dop con la “Sagra del lardo“.

Occasione unica per assaggiare il lardo lavorato ancora in famiglia dai produttori che seguono i gesti e i metodi dei loro padri, dei loro nonni e di quanti, secoli fa, hanno dato vita a questa prelibatezza: il Valleé d’Aoste Lard d’Arnad.
Che si ricava dalla lavorazione della schiena del maiale successivamente sgrassata e squadrata per essere messa a “maturare” nei “doils”.
Recipienti in legno di castagno o di rovere all’interno dei quali, agli strati di lardo sovrapposti fino a riempimento, viene alternata una miscela composta da sale, acqua, spezie, aromi naturali ed erbe aromatiche di montagna. Dopo almeno tre mesi di permanenza in questa concia, il lardo è pronto per… essere festeggiato!
Ovvaimente insieme ad altre gustosissime specialità quali ad esempio la “meihtra de gri ” ( minestra d’orzo ), le ” treufolle e salignon ” ( patate con ricotta condita ) o il ” bouy avolo bagnet” ( bollito salato ) e molti altri piatti tutti da scoprire e da accompagnare con il rosso doc Arnad-Montjovet.

Qui qualche notizia in più

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lug  09
30
alle 06:16
da Strami

Birre, Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Ricette di mare, Ricette per dolci, Ricette vegetariane, Ricette veloci, Slow Food, Spuntini e.., Vini, giornate diverse

Panama Cafè, il regno di Chiara

panama-cafe
Alcuni lettori curiosoni, qualità essenziale per non essere piatti e uniformati in un mondo sempre più lastricato da schermi TV, ci chiedono che fine ha fatto la nostra carissima collega Chiara Romiti.
Ebbene la risposta è che non ha fatto nessuna fine, semmail il contrario.
Dopo aver deciso che non poteva più sacrificare buona parte della sua passione sulla tastiera di un pc, lasciando “orfani” quanti hanno tentato di riprodurre le sue gustosità fatte ricette, ha dato vita al regno che spetta a ogni chef.

Fatto di fuochi veri, di profumi che salgono da pentole in continua ebollizione, di gusti e sapori mise in place. Dopo che, all’idea creativa di un qualsiasi manicaretto, segue l’azione di trasformare e assemblare gli ingredienti.
Carni, pesci, verdure, frutta, formaggi, salumi, olio, latte, uova, farina, sale, zucchero, spezie, vino e quanto altro ancora serve per deliziare gli avventori del Panama Cafe, il suo regno di via della Polveriera a Civitavecchia.

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lug  09
21
alle 06:27
da Strami

Ultimo commento:

di strami il 01/1/70

Certo che se andrai, presumo che Le farà piacere. Prchè dovrebbe non accogliere un "cliente" ...

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A Civitavecchia, Cannaiola di Marta e finger food

sfumatoreAl pari di altre consorelle a bacca nera, che cambiano il colore degli acini dal verde a viola, anche per l’uva Cannaiola di Marta, l’origine del nome potrebbe derivare dal latino “dies caniculares”.
Ovvero quei giorni più caldi dell’anno che, da fine luglio a fine agosto, provocano il cambiamento di colore dell’uva cannaiola.
Fin qui un pezzo della storia, mentre, per un altro pezzo, si deve ricorrere alla vita dei papi.
Più esattamente a quella di Martino IV che il sommo Dante volle mettere fra i golosi del suo purgatorio.

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mag  09
28
alle 06:27
da Strami

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A tutto tonno in quel di Carloforte

girotonno2008Arrivare a Carloforte, unico centro abitato dell’isola di San Pietro non è così semplice ma con gli aerei e traghetti di oggi non è neanche così difficile. Soprattutto per qualche cultore del cibo che voglia partecipare a uno degli eventi gastronomici più attesi di fine maggio, e non solo in Sardegna.
Si chiama Girotonno e prende le mosse dal passaggio dei branchi di tonni rossi nelle acque che bagnano San Pietro.

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mag  09
25
alle 04:54
da Strami

Ultimo commento:

di strami il 01/1/70

Sotto, cara Katia ti ho messo un paio di link che suggerisco di cliccare poi vedi tu http...

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L’anima del Trentino in quattro giorni

untitledSaranno il Teatro Sociale e Palazzo Roccabruna i due punti fermi di Trento dove, dal 15 al 18 maggio, ci si potrà dare appuntamento per disporre in un colpo solo di tutto il mondo dell’enologia trentina. Chiamato a raccolta, nei due storici palazzi del centro della città del Buon Consiglio, dalla 73° edizione della Mostra Vini.

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mag  09
7
alle 12:28
da Strami

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Stelle enogastronomiche in ascesa nel padovano

vini-meditazione1In quel di Sarmeola di Rubano, alle porte di Padova, sulla statale 11 padana superiore, c’è il tempio degli Alajmo ma non è delle Calandre che vi voglio parlare anche se Davide Griggio ne è stato barmann, Stefano Polato ne è stato sommelier e, Mattia Barbieri ne ha vissuto i fuochi dei fornelli.
Piuttosto, è proprio della loro Enoteca Centrale che mi va di raccontare. Anche perchè o la trovate dimenticando le Calandre, se lasciate Padova, o la scoprite prima, se da Vicenza dirigete verso la città del Santo attraversando un altro paesotto del padovano che si chiama Mestrino. Dove proprio nella piazza, quasi di fronte alla chiesa, come in ogni buon municipio d’Italia che si rispetti, oltre alla farmacia, il panificio, il macellaio, il tabacchino e l’edicola c’è sempre stato l’immancabile bar sport o il caffè centrale.

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apr  09
26
alle 02:45
da Strami

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Distinti salumi da Cagli

cagliNon siete amanti del pecorino ne tantomeno delle fave di Nerola ?
Poco male, potete cambiare persorso e, per il primo maggio, potete andare in quel di Cagli.
Altra piccola città, questa volta delle Marche, fascinosamente rappresentata dall’antico torrione voluto da Federico di Montefeltro a sovrastare altre decine di bellezze architettoniche dei secoli passati.
Il tutto in una cornice paesaggistica a ridosso della riviera adriatica che anche per quest’anno ospita una rassegna nazionale dei salumi sempre più attesa.
Una ghiotta occasione per scoprire gran parte delle migliori produzioni norcine del nostro Paese in un colpo solo.
Presidi nazionali Slow Food e prodotti dei consorzi nazionali di tutela del salume da gustare nei cortili, negli androni degli antichi palazzi nobiliari e nei principali luoghi storici della città trasformati per l’occasione in sale di degustazione.
Tante e tali che i tre giorni della manifestazione sembrano addirittura un po’ pchini ma, con un po’ di buona volontà e “spirito di sacrificio” possono bastare.

Cliccando il link trovate ogni dettaglio di tutto il nutrito programma.
p.s
Già che ci siete, prima di partire per Cagli, cancellate dalla memoria la parola… colesterolo e non preoccupatevi : le cose buone per davvero non hanno mai ammazzato nessuno.

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apr  09
24
alle 07:01
da Strami