Archivi della categoria ‘Libri di cucina’
Scatti che fanno bene alla cucina d’autore
Archiviate le tre giornate di Milano sulle Identità Golose di quest’anno, evento imperdibile che però ci siamo persi ma solo perchè, fra capo e collo, altri ancora e altrettanto imperdibili, meritavano pari attenzione e il dono dell”ubiquità non è dei mortali, vogliamo comunque darne conto.
Per cui, con il dispiacere per non essere stati li, a salutare parecchi amici ma soprattutto ascoltare le molte e nuove idee che non mancheranno di dare il la alle future tendenze in cucina, non ci resta che cliccare un link davvero provvidenziale inviatoci dalla puntuale e gentile Elisa Zanotti dell’altrettanto preciso ufficio stampa di questa manifestazione.
Insieme a voi, se vorrete, cliccando qui, andremo a vedere quel che si è perso ma non perduto, grazie agli scatti di Alessandro Castiglioni.
da Strami
La sensualità dei sapori della “carne”
La sensualità dei sapori della “carne”: la cucina lenta dei profumi dell’amore.
Se queste righe vi fanno pensare di aver sbagliato nella scelta dell’url e di aver digitato quello dei colleghi di Lipsblog, piuttosto che il nostro di Peperosso, entrambi appartenenenti alla grande famiglia del Communicagroup, niente paura.
Siete proprio sulla pagina giusta che per una volta, non solo vuole segnalarvi un ghiotto appuntamento enogastronomico ma anche un evento artistico dedicato a uno dei temi più cari agli amici di Lips: l’erotismo.
Vocabolo dai significati intriganti che in quel di San Severo, fino al 14 febbraio, è il protagonista de “L’incanto e l’identità” e di Eros e Glamour , per una rassegna di archeologia, arte, letteratura, antropologia culturale, psicologia e pedagogia, musica, teatro, cinema, fotografia e fumetto sui molteplici aspetti dell’Eros.
Insomma una sorta di disamina a tutto tondo che però, ed è qui che la cosa divent interessante, non poteva escludere anche lo stretto legame che esiste fra cucina, cibo ed eros.
Tema la cui trattazione è affidata, mercoledì 27 gennaio, alla “conversazione” di e con Rosa Parisi, docente di antropologia delle culture del Mediterraneo all’università di Foggia.
Titolo della conversazione, appunto, La sensualità dei sapori della “carne”: la cucina lenta dei profumi dell’amore.
Nel caso vi serva pure un suggerimneto su dove trovare cibo e ospitalità La fossa del grano è un indirizzo da segnare ricordando, giusto per stare in tema, che non sono pochi i piaceri che possono stupire dalla semplicità della cucina familiare, come nel caso di questa trattoria, situata proprio nel centro della foggiana cittadina di San Severo.
da Strami
Seconda edizione romana per Eat-Alia
La prima edizione si è tenuta presso il Castello Ducale Orsini Ottoboni di Fiano Romano, quest’anno invece , per la sua seconda edizione, gli organizzaori di Eat-Alia hanno scelto Palazzo Rospigliosi a Roma.
Data di avvio ufficiale di questo evento enogastronomico, che si è dato come obiettivo l’esaltazione dei prodotti tipici delle tradizioni regionali, il prossimo 4 dicembre quando dopo l’immancabile saluto delle autorità, partirà la lunga maratona fra convegni, dibattiti, brevi corsi degustazione, laboratori del gusto, assaggi e, non ultima, la possibilità di acquistare qualche tipico prodotto proveniente dai produttori di quasi tutte le regioni d’Italia.
Per alcuni appuntamenti e degustazioni basta un tiket di 10 euro, per quello con i “Vini provenienti da vitigni allevati ad alberello”, i fogli da dieci sono tre, ma altri ancora, come si dice, sono a gratis.
Dovessimo dare qualche consiglio, dieci euro si potrebbero spendere per l’appuntamneto “CiociariaExpo presenta: Il Cabernet di Atina e i salumi affumicati”, altri dieci per l’incontro con Massimiliano Sepe e “La sensibilità del cuoco per il cibo”, mentre, per la presentazione del libro “Sovversivi del Gusto, vol.2”, con Adriano Liloni, Michele Marziani e Marco Salzotto, basterà la volontà di ascoltare e magari imparare qualcosa che non si conosce.
Il programma completo lo trovate cliccando qui
da Strami
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di Hanno Parlato di Noi: la Rassegna Stampa di Eat-Alia ‘09 « Eat-Alia blog il 01/1/70
Quando chiedete fontina, siate precisi
Sarà la Fontina, o meglio le fontine, le protagoniste dell’incontro organizzato dalla regione Valle d’Aosta che per il 25 novembre a Saint-Vincent con inizio alle 17.00 presso il centro Congressi del Grand Hotel Billia.
Un momento di approfondimento, questa la promessa di chi cura l’evento “Io sono le fontine”, legato alla diversità e alla versatilità di questo formaggio e al concorso dedicato alle fontine d’alpeggio divenute, oltre che formaggi dop, uno dei simboli più fondanti della produzione agroalimentare delle Valle d’Aosta.
Un formaggio, la fontina, che grazie alle sue molteplici peculiarità riesce a rispecchiare ogni singolo piccolo produttore locale che, dai caseifici agli alpeggi in quota, tutti insieme danno origine ad un prodotto dalle mille personalità ma accomunate da un’unica identita.
Che, per l’occasione, sarà spiegata da Paolo Massobrio, enogastronomo e già autore della GuidaCriticaGolosa 2010, presentata al Golosaria di Torino, e che può rivelarsi particolarmente interessante per conoscere più da vicino le tante fontine che ci sono in giro.
Alcune delle quali non hanno mai visto la Valle d’Aosta.
da Strami
Indicazioni enogastronomiche: lanterne o lucciole
E’ capitato anche a noi di segnalare una rivista enogastronomica di buona caratura dove, a detta di un nostro lettore che dopo averne seguite le indicazioni, ci ha raccontato che fra le pagine dedicate a un ristorante, visitandolo, ha trovato parecchie notazioni non corrispondenti : succede.
Ci sono gusti si e gusti no, giorni si e giorni no e tanto altro ancora che può non far collimare le cose, per cui, anche articolo e articolista possono peccare e non essere in linea con il giudizio del lettore che, fiducioso di quel che legge, va e prova il locale indicato.
Quel che invece non dovrebbe succedere, leggendo una pubblicazione/guida fresca di stampa, è che un locale recensito compaia nonostante sia andato a fuoco qualche anno prima e mai più risorto dalle ceneri.
Se poi il ristorante continua ancora ad essere presente anche negli anni a venire, vedendo pure accresciuto il giudizio positivo, la cosa, come dice Massimo Bernardi, e con lui altre autorevoli firme enogastronomiche, la cosa, si diceva, va decisamente molto ma molto meno bene.
Non tanto perchè è diabolico perseverare, quanto perchè può succedere che il fiducioso lettore, con la sua bella pubblicazione in mano e trovandosi a passare dalle parti dove dovrebbe esistere tale ristorante ricco di entusiasti punteggi, decida di andare direttamente sul posto e scoprire che non può nemmeno essere in disaccordo con il recensore, trovandosi di fronte solo ceneri.
Ora, qualcuno dirà che una telefonata preventiva o di prenotazione, il fiducioso lettore dovrebbe e deve sempre farla ma perchè, il fiducioso lettore che ha pagato con i suoi euri il fior di recensione, deve anche preoccuparsi di verificare dell’esistenza ( in vita ) del ristorante recensito?
Tanto vale, se proprio proprio si cercano lanterne che a questo punto sembrano sempre più lucciole, spendere i soldi una sola volta nella vita e non ad ogni nuovo appuntamento editoriale fresco di stampa, aspettando, magari, che guide/publicazioni dopo qualche mese o anni, finiscano fra i saldi e messe in vendita a metà prezzo.
da Strami
deGustibooks per tutti, a Firenze
Rassegna dedicata alle passioni della buona tavola e delle buone letture, ha aperto ieri, a Firenze, deGustibooks . Nato da un’idea di Aida e della rivista Gola gioconda, deGustiBooks, che si avvale della consulenza artistica di Leonardo Romanelli, deGustibooks arriva al suo terzo appuntamento con il pubblico di appassionati lettori e buongustai ma anche con un mucchio di amici che cogliendo l’attimo, presentano le loro fatiche letterarie in tema di cibo, vino, tradizioni, usanze, tpicità, storie…
Insomma quanto di meglio si possa far passare per il cervello prima che per lo stomaco che in ogni caso non viene tascurato grazie anche all’intervento dello chef Marco Stabile e il suo staff che, dalle 18 alle 20, si cimentano nella reinterpretazione di alcuni piatti tipici fiorentini effettuando sia una dimostrazione in diretta che un assaggio del piatto cucinato, il tutto abbinato a buon vino.
Ma tornando all’intelletto, fra le tante firme anche quella di una vecchia conoscenza di Peperosso che risponde al nome di Michele Marziani che sarà di scena sabato 17 alle 16,00 insieme a Marco Salzotto per presentare il libro Sovversivi del gusto (quello uscito lo scorso anno e il secondo volume che sarà in libreria a dicembre).
Altra graziosa firma, quella di Stefania Aphel Barzini, domenica con il suo L’Ingrediente Perduto, ma anche la firma di Marino Niola, Stanislao Liberatore o di Simon Majumdar.
Non ultime infine le presenze meno letterarie ma non per questo meno degne di nota di veri e propri top della cucina come Filippo La Mantia, Italo Bassi, Andrea Gori, Arturo Dori, Sergio Maria Teutonico, Maurizio di Mario, Velia de Angelis che danno vita a Food Show: sezione del deGustibooks per lezioni di alta cucina in diretta.
Insomma, una quattro giorni che fino a domenica sera ne ha per tutti i ….deGgustibooks, compreso l’atteso “Come diventare sommelier in 50 minuti” di sabato alle 21.30; spettacolo semiserio sui vizi, le curiosità, e i tic degli appassionati del nettare di Bacco, condotto da Leonardo Romanelli.
Maggiori informazioni le trovate qui
da Strami
Toti Dal Monte e la cucina di Giuseppe Maffioli, altro che molecole
Non so se ricordate di alcune righe scritte a suo tempo in onore di un grande vecchio dell’enogastronomia che si chiamava Giuseppe Maffioli ma in ogni caso vi riparlerò di questo personaggio anche perchè, giovedì 30 aprile, altri hanno pensato di rendergli dovuto e meritato onore.
Cultore e maestro della cucina della tradizione, fu precursore dell’attuale “tipico e locale” e proprio rileggendo qualche suo scritto, l’ho pure immaginato in veste di commentatore delle polemiche di questi giorni sulla cucina molecolare.
Avendolo conosciuto, anche se non bene come avrei voluto ora che sono più avanti con gli anni, penso che non avrebbe mancato di usare una colorita espressione quale
“…ndè in mona “.
Invito alla veneta a cambiare registro che non credo abbia bisogno di traduzione tant’era la comprensibile schiettezza dell’idioma di Maffioli.
La stessa, che usò per diffondere concetti enogastronomici tutt’altro che molecolari, fatti del piacere per la convivialità genuina, della scoperta e riscoperta di tradizioni gastronomiche all’ombra di ogni campanile d’Italia e di prodotti locali che non hanno bisogno di tante manipolazioni fisico-biochimiche per diventare delizie del palato.
Come possono esserlo quelle del menù ideato per il secondo appuntamento della manifestazione “Cena di Note“, organizzata dal Corriere della Sera- Corriere Veneto in collaborazione con Papageno e 7Gold, per rendere omaggio proprio alla cucina del territorio e ai grandi interpreti del pentagramma.
Abbinando alla loro arte musicale, l’enogastronomia dei loro luoghi d’origine.
Carrellata di tipicità squisitamente ispirate alla cucina di Maffioli che in questo caso vanno dal fritto di
anguelle* gamberetti e schie** a una composizione in saor di sgombri, scampi e sarde. Dal gamberone scottato su letto di crema di fagioli di Lamon al risotto di nero di seppia. Dal conicio*** lardellato con articiochi**** di S.Erasmo e patate in tecia al tiramesù alla venexiana, baicoli carameli e fregolotta.
Delizie che sarebbero state sicuramente gradite anche alla soprano cui va l’omaggio della serata. Quell’Antonietta Meneghel, conterranea di Maffioli, che dalla natia Mogliano Veneto diventò Toti Dal Monte. .
Mito dell’operistica che oltre alle platee internazionali seppe conquistarsi l’incondizionata preferenza di un altro immortale: Arturo Toscanini.
* acquadelle , ** piccoli gamberetti di laguna, *** coniglio, **** carciofi,
da Strami
Se il Po arriva fino a Civitavecchia

“FOOD AND BOOK” è una rassegna enogastroletteraria organizzata dalla Condotta Slow Food di Civitavecchia e da Prospettivaeditrice.
Si tratta di una serie di incontri enogastroletterari che si propongono di illuminare, sotto una nuova luce, il rapporto tra i libri ed il cibo.
Ed il primo appuntamento, fissato per Domenica 22 Marzo, vede coinvolto un vecchio amico di Peperosso, Michele Marziani, con il suo “Lungo il Po“.
da Fabrizio Gabrielli
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di marco il 01/1/70
Il Dizionario dei Mieli Nomadi: dalla A(pe) alla Zeta

Se del miele sapete che lo producone le Api ( che, come ci dice blogeko, rischiano l’estinzione), viene raccolto dalle Arnie e la varietà che più apprezzate è quello di Acacia, non siete che al principio.
Non scoraggiatevi, per saperne di più sullo zuccherino oro colato non ci sarà bisogno di intonare Ave Maria o Angelus.
Basterà un Paternoster, il Paternoster – al secolo Andrea Paternoster -, demiurgo dei Mieli Thun, base in Trentino ed “arnie nomadi” in tutta Italia.
Che a dieci mani – insieme al cibocultore Andrea Salvi, al letterato apicoltore Luigi Manias, alla ricercatrice Lucia Piana ed alla disegnatrice Yushiko Noda aka Yocci – ha appena pubblicato, per Corraini Edizioni, il Dizionario dei Mieli Nomadi.
da Fabrizio Gabrielli
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di mario il 01/1/70
Free kitchen e-book

Oggi invece della solita ricetta voglio consigliarvi questo e-book che si può scaricare gratuitamente dove potrete trovare un sacco di ricette interessanti.
Il cuoco è Tatsu Nishin e, come capirete dal nome, è di asiatiche origini.
Nel suo libro “Autumn Omakase” ci descrive ricette, procedimenti e consigli; il tutto corredato da magnifiche foto.
Unico requisito…dovete masticare un po di inglese!
Per il download clicca qui
da Chiara Romiti






