Archivi della categoria ‘Vini’
Sicilia da bere
Ci sono percorsi di vita così particolari, così curiosi che verrebbe da non crederci se non fossimo convinti che quando ci si innamora, la ragione smette di funzionare. E’ capitato a Rosanna Romeo del Castello e a sua figlia Chiara. Docente di economia l’una e laureata in storia dell’arte l’altra. Una vita fatta di studio, viaggi, libri, saggi. Poi, di colpo, divampa la passione. Tornano nei poderi di famiglia, a 700 metri, sulle pendici dell’Etna e con l’aiuto di un valente enologo, Salvo Foti, iniziano la loro avventura. I vitigni sono quelli originari, nerello mascalese e nerello cappuccio, coltivati ad alberello secondo l’antica tradizione etnea.
Nel 2007 esce dalle cantine il VIGO Etna rosso D.O.C. vinificato dalle uve di una vigna quasi centenaria denominata “la fruttiera” che si è miracolosamente salvata dalla colata lavica del 1981. Pensate, la lava ha deviato il suo cammino quando ha incontrato questa vigna. Vogliamo credere ai segni del destino, o no?
Sentirle parlare del loro vino, percepire la passione vera che le anima rassicura sul futuro della nostra enologia. Finchè ci saranno persone capaci di buttare alle ortiche vecchie scelte di vita ed investire tutto in questo ritorno alla terra e alla sua capacità di generare frutti, allora questo vecchio e tormentato paese saprà restare vivo e competitivo. Ci giurerei.
da luca
Osteria del Nonno: un pezzo di Sicilia in mezzo al Veneto
Non più tardi di un paio di settimane fa vi avevamo chiesto di segnalarci una trattoria, un ristorante, un agriturismo, un albergo o un b&b che vi ha particolarmente soddisfatti, soprattutto dove la qualità e il prezzo sono ancora per tutti, in modo di offrire a tutti gli altri amici di Peperosso i suggerimenti diretti di “colleghi” che amano la buona cucina, il buon bere e il piacere di scoprire che non ci sono solo gli stellati o tutti i locali elencati nelle guide più o meno famose ma tanti altri professionisti dell’accoglienza che meritano il giusto spazio.
Ebbene fra le segnalazioni giunte in redazione (redazione@communicagroup.it) ma anche alla mia personale che molti di voi conoscono, oggi abbiamo scelto quella di un locale aperto solo da pochi mesi per volontà di una compagine societaria fatta di amiche e amici che unendo forze e capitali, hanno voluto “inventare” l’Osteria del Nonno. O meglio, creare un posticino dove condividere la loro passione per il buon cibo e il buon bere coniugando gusti e sapori di varie zone d’Italia ma in modo particolare della Sicilia, pur se l’osteria si trova ad un tiro di schioppo da Venezia.
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da Strami
The Italian Wine Master:uniti si vince
Sarà il primo di febbraio, presso l’hotel Hilton di Chicago, la prima tappa del viaggio americano,The Italian Wine Master, in cui le tre grandi denominazioni toscane Brunello, Chianti Classico e Vino Nobile di Montepulciano, insieme al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, si uniranno per presentare le ultime annate disponibili sul mercato e rinforzare l’attenzione dei consumatori di uno dei paesi di riferimento per il vino italiano.
«Si tratta di un’occasione straordinaria e allo stesso tempo rara – dicono i responsabili dei Consorzi – nella quale non sarà la singola denominazione ad emergere, ma quello che potremmo definire il “Sistema Italia” del vino, che accomuna le quattro realtà partecipanti a questo grande evento e che è senz’altro da ritrovare nell’elevatissima qualità dei prodotti e nella cura e tutela dei prodotti e nella cura e tutela delle produzioni».
Vuoi vedere che i nostri produttori hanno finalmente capito che è meglio scendere in campo uniti da un obiettivo comune, piuttosto che procedere in ordine sparso?
Agli oltre 140 produttori che dopo Chicago si trasferiranno a New York, il 4 febbraio e nell’attesa che ai quattro consorzi se ne aggiungano altri, i nostri auguri!
da Strami
Terre di Toscana pronta per il tris e anche di più
Mille e cincquecento visitatori e 500 operatori di settori non sono i numeri di un Vinitaly ma per Terre di Toscana edizione 2009 è stato un vero successo.
Tanto che la prossima edizione di questo 2010, che si terrà nuovamente all’ UNA Hotel sul lungomare di Lido di Camaiore, il prossimo 7 e 8 marzo, non conferma solo la presenze delle aziende che hanno partecipato l’anno scorso ma ne preannuncia un ulteriore numero, decisamente elevato.
A confermarlo gli stessi organizzatori che si dichiarano sorpresi della risposta ricevuta, al punto da dover rinunciare ad alcune presenze per mancanza di spazi!
Saranno dunque rappresentati pressoché tutti i distretti vinicoli toscani, con le rappresentanze delle case più blasonate e quelle del vignaiolo meno noto, uniti da un unico obiettivo: far trascorrere a tutti i visitatori due giorni di passione enologica di elevata qualità… in terra toscana.
Si comincia domenica 7 marzo con la degustazione ( ore 12-19 ), acquistando con venti euro il ticket d’ngresso e relativo bicchiere con bisaccia (€ 15 per soci AIS, Fisar, ONAV, Slow Food e per gli iscritti al notiziario de L’AcquaBuona) e si prosegue alle ore 21 con una grande cena servita al tavolo, in compagnia dei vignaioli e dei loro vini, aggiungendo € 50 .
Somma che da diritto anche all’assaggio libero di oltre 150 etichette idi tutti i produttori presenti. Nuovamente degustazione per lunedì 8 marzo ma con orario 11-18 .
Altre informazioni le trovate qui .
da Strami
Santa Margherita è davvvero la cantina migliore sul web?
Secondo l’analisi condotta da winenews sui siti delle cantine italiane di tutto il nostro Paese, prendendone in esame 2350, il sito vincitore risulterebbe quello dell’azienda Santa Margherita.
Parametri di valutazione: impatto emozionale, grafica, navigabilità, innovazione, semplicità di utilizzo, completezza e la varietà dei contenuti oltre all’aggiornamento.
Ebbene di fronte a tanti e tali riconoscimenti siamo ritornati a dare un’occhiatina al www.santamargherita.com e in effetti quasi tutti i parametri potrebbero essere condivisi fatto salvo qualche difettuccio sulla navigabilità, la velocità di caricamento dele pagine e l’impatto emozionale.
da Strami
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di consiglio il 01/1/70
A Forlimpopoli con 20 euro pranzate a Casa Artusi
Ai curiosi lettori che ci chiedono gli indirizzi di trattorie o ristoranti dove si possano ancora spendere cifre contenute senza rinunciare al piacere del mangiare, un’idea potrebbe esere il menù elencato di seguito, servito in tavola a soli 20 euro :
Sformato di funghi (452), Ravioli all’uso di Romagna con pomodoro fresco e basilico (98 ), Braciuola di manzo ripiena arrosto (537), latteruolo (694).
Per quanto riguarda il numero che vedete fra parentesi non dovete pensare a quale codice ma solo al numero della ricetta originale ne “La Scienza in Cucina e l’Arte di Mangiar Bene” di Pellegrino Artusi (anno 1911, XV° edizione).
Questo perchè il ristorante in questione è ospitato proprio negli spazi di Casa Artusi, in quel di Forlimpopoli.
Città natale del più celeberrimo degli enogastronomi, autore di uno dei ricettari più famosi, scrittore e critico letterario, Pellegrino Artusi; al quale i suoi concittadini non solo gli ha dedicato un intero polo museale quale centro di cultura gastronomica e della cucina domestica italiana, ma hanno ben pensato che all’interno doveva esserci un risotrante per rendere il “museo” ancora più …appettibile.
Ristorante, appunto, dove troverete sia il menù degustazione artusiano da 20 euro ma anche tantissime altre tipicità e specialità preparate all’insegna della miglior tradizione artusiana.
Compresi gli altri due menù degustazione di terra e di mare… con qualche euro in più o un più nutrito menù di cui risulta difficle elencarne tutti i piatti in poche righe.
Il ristorante è aperto dalle 12 alle 15, e dalle 19,30 alle 24 con turno di chiusura il martedì, mentre per i tiratardi che non vogliono impegnarsi in un pranzo o una cena dalla a di antipasto alla d di dolce l’alternativa è L’Osteria di Casa Artusi aperta dalle 19.30 alle due di notte.
Che negli spazi sotterranei del complesso museale, propone una grande selezione di vini al calice e in bottiglia e un buffet libero a 10 euro, comprendente una selezione di formaggi e salumi del territorio, pane, piadine e dolci prodotti e curati sempre dallo chef di casa Andrea Banfi.
Ristorante Casa Artusi di Andrea Banfi & c. via Costa 31 -47034 Forlimpopoli (FC) tel. 0543.748049
da Strami
Peperosso WinePrix: il vino da premiare decidetelo voi
Non sempre si è d’accordo con i tanti esperti che nelle decine e decine di manifestazioni e concorsi enologici premiano questo o quel vino.
Tanto più se oltre alla questione soggettiva si aggiunge il fatto che in molti casi gli esperti che compongono le giurie non sono proprio al di sopra di ogni sospetto o comunque ininfluenzabili.
E’ per questo che abbiamo pensato di sollecitare la vostra voglia di dire quali sono i vini che più vi sono piaciuti nello scorso anno, mandandoci una mail a redazione@communicagroup.it.
Indicando, ovviamente, quegli elementi che possono consentire di stilare una classifica che chiameremo Peperosso WinePrix e pubblicheremo alla fine di Aprile.
Il tutto premettendo che non abbiamo le pretese degli organizzatori del Premio Internazionale del Vino che prima della proclamazione dei migliori vini, chiedono il voto ai frequentatori del loro sito bibenda.it, ai lettori dell’omonima rivista Bibenda e della guida Duemilavini, ma che noi di Peperosso vogliamo solo dare spazio al giudizio di quanti, come voi, si fidano ancora del loro palato più che di quello degli altri.
da Strami
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di consiglio il 01/1/70
Merlot tutt’altro che da… Stradella
Come direbbe Giorgio Salvan, persona nota e autorevole nel mondo della vitivinicoltura non solo padovana ma anche fuori dei suoi confini, per capire un vino, più che limitarsi ad assaggiane uno o più sorsi, bisogna conoscere anche chi lo produce, i suoi vigneti, il territorio che li circonda, i sapori e i gusti dei cibi tradizionali e la cucina a misura di chi quel territorio lo vive ed è disponibile a condividerne con i “foresti” un buon piatto o un buon bicchiere. Una filosofia, quella di Salvan, che mai si è rivelata così attagliata per la degustazione del merlot Stradella dell’azienda La Mincana, della famiglia Dal Martello di Due Carrare, durante un tour proprio alle pendici degli Euganei. Un’azienda, quella dei Dal martello, che si estende per 60 ettari, 18 dei quali coltivati a vigne di merlot, cabernet, nei tipi franc e sauvignon, friularo, chardonnay, serprino, moscato e prosecco. Ed è dai vigneti di merlot, più precisamente dai grappoli di vigne alcune vecchie più di cinquant’anni e altre molto più giovani, che viene ricavato il doc Stradella.
Rosso di colore rubino, dai riflessi granati quand’è attraversato dai raggi di luce che colpiscono il calice, mentre lo si fa roteare per favorirne l’apertura dei profumi che si liberano intensi, gratificando l’olfatto con sentori di vaniglia e piccoli frutti. L’ingresso al palato è caratterizzato da una fresca morbidezza, vagamente minerale, che subito dopo diventa gustosamente secca e calda accentuando le avvolgenti sensazioni di eleganti rotondità di questo rosso, dotato di buona persistenza. Merlot più che indicato per robuste carni alla brace ma anche per essere gustato da solo, meglio se davanti a un camino scoppiettante in una serata brumosa di quelle che con la nebbia avvolgono i colli. Magari in compagnia di Artenio Dal Martello e dell’amico Giorgio Salvan, produttore lui stesso, prodighi nel farvi conoscere, per gustare al meglio, non solo lo Stradella ma anche tutti gli altri rossi e bianchi di questa parte del Veneto. Forse non ancora molto blasonati ma non meno genuini nell’esprimere un territorio fatto anche di qualche bottiglia buona.
da Strami
Filetto al vino rosso, meglio se al cabernet sauvignon
Esaurita la creatività culinaria legata alle preparazioni della tradizione, può capitare che qualche amante dei fornelli sia rimasto a corto di idee per preparare ancora qualche piatto festaiolo per quello che viene definito il giorno che …tutte le feste si porta via, ovvero l’Epifania.
In questo caso, basta prendere carta e penna, oppure stampate pure la pagina, perchè abbiamo pensato di suggerire un filetto al cabernet. Buono sia come secondo piatto che come piatto unico senza per questo stare ancora davanti ai fornelli per ore e tempi preziosi che possono essere invece dedicati ai bambini di casa vostra, nel giorno della loro festa più attesa.
Per gli ingredienti necessari la lista è questa :
1 kg di carne di bovino adulto, una bottiglia di cabernet sauvignon, una cipolla, una carota, un sedano, una foglia di alloro, uno spicchio d’aglio, tre chiodi di garofano, una stecca di cannella, una stella di anice, timo, tre bacche di ginepro, una presa di cumino, tre foglie di salvia, un ramo di rosmarino e del brodo.
Ovviamente sale, pepe e olio d’oliva in ragione dei vostri gusti.
Procurati gli ingredienti, mettere a marinare la carne irrorandola con tre quarti di bottiglia di cabernet aggiungendo le verdure spezzettate e le spezie, lasciandola riposare per un giorno.
Ultimata questa fase si scola la carne e la si lega con uno spago affinché rimanga compatta e aggiungendo sale e pepe la si fa rosolare con un giro d’olio d’oliva fino a che diventa dorata avendo cura di usare una pentola che possa andare anche in forno.
Successivamente, dopo che si sono sgocciolate e frullate, si aggiungono le verdure e le spezie, il vino rimasto nella bottiglia e tre mestoli di brodo.
A questo punto, s’inforna il filetto per due ore a 160 gradi e si finisce la cottura, lasciandolo poi raffreddare per poter fare delle fette che vanno servite ricoprendole con la salsa di cottura filtrata e fatta addensare facendola sobbollire da sola per qualche minuto.
Per accompagnarlo? Un’altra bottiglia di cabernet sauvignon, meglio ancora se Lafòa di Colterenzio.
da Strami
Torcolato, vino dolce che si spreme a gennaio
Di colore è ambrato e dall’intenso profumo di miele e di uva passita che lascia trasparire delle note di vaniglia, il suo nome è Torcolato ed è un tipico vino dolce ottenuto da uva vespaiola, talora accompagnata seppur in misura minore da altre tipiche uve quali tocai, garganega, pedevenda o durella.
Uve particolarmente diffuse in quella parte del Veneto, alle pendici dei vicentini colli Berici, che proprio in questa stagione vivono il loro momento di dolce gloria grazie al Torcolato e alla manifestazione che lo celebra e lo festeggia in pompa magna ormai da quindici anni.
Luogo dell’appuntamento, la cittadina di Breganze dove, a partire da sabato 16 gennaio e per tutta la domenica del 17, si può degustare questo vino che prende il nome dal metodo utilizzato per conservare i grappoli raccolti che vengono appesi a delle travi in soffitte ben areate tramite una coppia di spaghi su cui ogni grappolo viene attorcigliato ( “torcolato” ) e lasciato a riposare fino alla fase della spremitura che, con il nome di “Primo Torcolato” avviene pubblicamente proprio durante la manifestazione, nel pomeriggio della domenica.
Inutile dire che oltre ai gusti e sapori di albicocche secche, scorze di agrumi, datteri, mandorle dolci e mele del Torcolato, l’occasione è buona anche per altre piacevolezze come i formaggi e i salumi di una zona collinare e pedemontana che fra i suoi vanti annovera pure la famosa soprèssa.
da Strami






