Archivi della categoria ‘Ricette della tradizione’

Ricette della tradizione

Straccetti di tonno e carciofi

100_32142Il tonno fresco, freschissimo, solo di pregiatissimo tonno rosso si confonde tra le foglie croccanti del carciofo dopo una danza frenetica e veloce che li ha fatti girare nella padella fino a perdersi l’uno nell’altra. La salsina che resta sul fondo del piatto è un’istigazione alla scarpetta.
E’ una vecchia, ma sempre giovane e gustabile, ricetta della cucina ebraica romana. Si può fare a casa purche abbiate una grande fiducia in chi vi vende il tonno e purchè non sia il commerciale e atlantico pinna gialla. In caso contrario al Ghetto vi aspettano ristoranti in grado di mandarvi in estasi.

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feb  11
17
alle 03:18
da admin

Ultimo commento:

di up il 01/1/70

vedo il commento soltanto adesso. ha ragione david, infatti il tonno è quello pinna gialla (non ...

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Ricette della tradizione, giornate diverse

Piazzette in Festa negli Appennini di Serra Pistoiese

28675cPer non perdere di vista un tema che attira sempre più vacanzieri e enogastronauti del week end, ovvero il ritorno ai sapori del mondo contadino, la segnalazione di oggi va al piccolo borgo di Serra Pistoiese, nell’Alta Valdinievole fra fitti boschi di generosi castagni che caratterizzano quest’area che gode delle magie scenografiche degli Appennini.

E’ qui, in questo paesello arrocato a 850 m sul livello del mare, che domani prende vita la manifestazione “Piazzette in Festa” che propone un percorso gastronomico farcito con degustazioni tipiche e condito da un corteo storico medievale, giochi, antichi mestieri e musica. Il tutto per celebrare ancora una volta con una festa paesana, i sapori antichi di piatti tipici della cucina contadina locale: dai classici necci ( grossa cialda a base di farina di castagne e farcita solitamente con la ricotta ), alla farinata di cavolo nero; dal pomorodo in crosta alla polenta nel paiolo, dalla fett’unta al buon vino rosso e tante altre “semplicità” che non temono di mettersi un piazza.
Anzi… nelle Piazzette.

informazioni e dettagli cliccando qui

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ago  10
20
alle 08:59
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Ricette della tradizione, giornate diverse

L’Arca dei Savori dei contadini di Brisighella

rocca_di_brisighellaDopo i contadini di Auletta, piccolo borgo del salernitano che ha festeggiato con la sua due giorni le tipicità gastroalimentari di quella parte di terra campana con ” A pranzo e cena con i contadini”, con inizio venerdì 27 agosto e conclusione domenica 29, è la volta dei contadini delle terre di Faenza.
Titolo dell’evento, anche questo tutto all’insegna delle migliori tradizioni che in tema di tipicità gastroalimentari fanno del nostro paese un’autentica miniera di preziosità, “L’Arca dei Savori”.
Organizzato dall’associazione Il Lavoro dei Contadini, giunto al suo decimo compleanno, L’Arca dei Savori è un’altro di quei imperdibili appuntamenti che anche quest’anno sembra destinato a riscuotere gli entusiatici favori e consensi di un pubblico che giunge sempre più numeroso di edizione in edizione in quel di Brisighella.
Antico borgo medievale in provincia di Ravenna noto non solo per essere città del vino e del ben mangiare ma anche per la sue feste medievali. Ma tornando all’appuntamento mangereccio del’ultimo week end di agosto, il programma si presenta ricco e fitto di appuntamenti coinvolgendo aziende agricole e contadini dell’intero comprensorio offrendo occasioni e scelte per tutti i gusti. Cliaccando qui l’intero programma e … buone degustazioni.

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ago  10
16
alle 12:44
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Peperosso consiglia....., Ricette della tradizione, Vini

A Siena corrono i cavalli, a Terrarossa i mussi

PAGE2005526_454628E’ nel piccolo borgo di Terrarossa, fra i dolci declivi collinari del veronese, che fra un paio di weekend si svolge una degli eventi più attesi nel comune di Roncà e di tutta l’area veronese dove si produce il Soave, vino fra i più apprezzati dagli estimatori delle fragranze dei vini bianchi.
Ma tornando alll’evento, si comincia la sera di venerdì 23 luglio con l’apertura a suon di musica del chiosco enogastromico, atteso apppuntamento da moltissimi giovani, ma già da alcune settimane prima, le 13 contrade in cui è suddiviso il paese di Terrossa, scelgono fantini e asini per la conquista dell’ambito Palio e preparano con le proprie insegne e con alcune rappresentazioni della vita contadina di un tempo i carri che la sera successiva, sabato 24 luglio (ore 20.15), in collaborazione con le Cantine e la Strada del vino Soave, deliziano i presenti con “Veci magnari, veci mestieri e vin bon”.
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lug  10
10
alle 08:48
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Libri di cucina, Ricette della tradizione, Vini

Il venexian Aldreghetti e la Balla degli spaghetti alla Bolognese

ballaQuando tempo fa vi abbiamo parlato della trattoria Da Poggi, a distanza di tempo, sono arrivati anche alcuni commenti, uno per la verità non proprio entusiasmante ma altri, compresi quelli arrivati direttamente (redazione@communicagroup.it) , sembrano invece confermare che i nostri suggerimenti erano appropriati.
Tanto più se vogliano aggiungere che il patron e chef, Stefano Aldreghetti, continua nella sua incessante opera di difensore e proprugnatore dei piatti della tradizione più tipica veneziana, e non solo, proponendo nei suoi menù molte venezianità che i palati, troppo addomesticati dalla cultura di massa, talora possono anche non “capire” ma una volta educati, non hanno più di che lamentarsi

Ultima fatica di questo chef tutto veneziano, è quella di affiancare altri nobili amici, di penna e di cultura enogastronomica ispirata ai valori della territorialità, nel condurre la battaglia contro gli spaghetti alla bolognese che come in tutti i luoghi turistici, anche a Venezia, vengono richiesti a man bassa da ignavi avventori di ristoranti, trattorie e altri cento e cento locali. I quali ormai sembrano convinti per il solo sentito dire che non ci sia niente di meglio per riassumere la cucina italiana e, tornati al loro Paese, raccontare, danno nel danno, che hanno mangiato pure gli spaghetti alla bolognese o alla “bolognaise

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lug  10
3
alle 09:04
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Peperosso consiglia....., Ricette, Ricette della tradizione

Il riso di Rolo, gustosità italiana all’ombra del campanile

S.Simone 06 165_684Se qualcuno vi dice che abita a Rolo, a meno che anche la vostra carta d’identità non sia firmata dalla stessa sindachessa, potreste pensare che è uno dei tanti comuni del nostro Paese e… avreste ragione.

Che ci sia però qualcosa che lo contraddistingue e ha attirato la nostra attenzione su questo paesotto della bassa reggiana, abitato da meno di 1600 famiglie, di sicuro c’è.
Si tratta di una manifestazione che fa da contraltare alla più antica festa di San Simone, che si tiene in ottobre e come tutte le feste agricole di datata memoria, aveva enorme importanza per l’economia contadina dei comuni dell’area; prima che anche in quest’angolo di pianura fra le province di Reggio, Mantova e Modena, arrivassero i capannoni e la modernità.

Ma tornando alla festa del primo fine settimana di luglio, Riso e Riso, è un appuntamento davvero ghiotto per gli amanti del riso e dei risotti anche perchè è qui che si può trovarare ancora il raro riso di Rolo che viene coltivato da tempi immemorabili.
Un riso superfino (arborio e carnaroli) coltivato e lavorato con metodi di antica tradizione che lo rende decisamente un prodotto tipicamente locale e ben diverso dal vialone nano prodotto nelle campagne mantovano-venete, come del resto insegna l’unica riseria della provincia di Reggio Emilia che proprio a Rolo ha la sua sede dal 1952 e da più di mezzo secolo lavora risoni greggi per singole partite acquistate dagli agricoltori locali.
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giu  10
27
alle 07:19
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Ricette della tradizione, Vini, per sapere la vostra....

Ritorna il Vergani Ballotta edizione 2010

vincitoretecnico

Indetto dall’Accademia Italiana della Cucina e dall’Associazione Cuochi di Padova e Terme Euganee, torna questa sera il Premio Vergani-Ballotta che riassume nel suo nome il senso dell’operazione: una grande festa della cucina tradizionale del Veneto, dedicata all’antico gestore della trattoria ospite, Toni Carta detto Ballotta e al suo fraterno amico Orio Vergani, fondatore dell’Accademia Italiana della Cucina.

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giu  10
16
alle 06:05
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Ricette, Ricette della tradizione, Vini, giornate diverse

Alla Montecchia, la Toscana firmata Alajmo

fotocertaldo3Se cliccate il link de Le Calandre, vero e proprio laboratorio di ricerca e sperimentazione gastronomica al servizio del gusto che non più tardi di qualche settimana fa è stato inserito nei migliori cinquanta ristoranti del mondo, fra i diversi link e rimandi c’è quello di un altra creatura degli Alajmo: La Montecchia.

Altro pregevole ristorante, coordinato dal papà di Raffaele e Massimiliano Alajmo, Erminio, ospitato in una elegante struttura che un tempo fu un essiccatoio di tabacco, dov’è possibile imparare a gustare lo stile di questa famiglia e le invenzioni di Massimiliano, prima ancora di sedersi ai tavoli de Le Calandre.

Magari proffittando del fatto che in una sera di fine primavera, come accadrà domani venerdì 4 giugno, oltre che luogo di buona tavola, La Montecchia si apre ai suoi ospiti diventando scenario per l’arte della commedia quale fonte d’ispirazione per un menù curato dallo stesso Massimiliano.

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giu  10
3
alle 03:43
da Strami

Che si dice?, Formaggi, Ricette, Ricette della tradizione, Vini, giornate diverse, nuove tendenze

Torna il Montegrande, senza la crisi del 7° anno

semifinalistiaQuando quattro anni vi abbiamo parlato del premio Montegrande, sul fatto che riuscisse ad evitare la possibile e proverbiale crisi del settimo anno, qualche dubbio c’era.
Alla prova dei fatti, il caparbio impegno animato dalla forza della convinzione che i giovani talenti vanno favoriti, mettendo a disposizione il proprio affermato ristorante, la propria brigata di cucina, un complesso meccanismo di giurati e il coinvolgimento del mondo della comunicazione di una regione brulicante di iniziative enogatronomiche, ha ripagato l’ideatrice del concorso.

La giovane Elena Cristofanon che, insieme a suo padre Silvano, patron del ristorante Montegrande, si è ripresentata alla stampa per annunciare il ritorno di questa gara, targata 2010, riservata ai giovani cuochi del Veneto (, chef patron, chef professionisti, nativi od operanti nella Regione di età inferiore ai 30 anni) che sta continuando a crescere sia in qualità che notorietà..
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mag  10
28
alle 05:22
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Peperosso consiglia....., Ricette della tradizione, Vini

Assaggiare il territorio della Fassona con 35 euro

Daniele Lunghi .chefQualche settimana fa una coppia di cari amici, in virtù della mia nomea di “buona e informata forchetta”, mi ha letteralmente preso in contropiede chiedendomi se conoscevo la carne di Fassona.
Ebbene, non si può sapere tutto e ho ammesso la mia ignoranza su questo tipo di carne che i piemontesi ben conoscono ma diversa sarebbe stata la mia risposta se mi avessero chiesto di carne sabauda.
Visto che il termine Fassona, più che indicare una specifica razza bovina, sulla quale gli studiosi hanno speso notti insonni, sottolinea la particolarità della razza bovina piemontese di possedere dele masse muscolari ( fassoni ) con scarsa presenza di connettivo che la rendono più tenera alla masticazione e, grazie anche alla poca percentuale di colesterolo, decisamente interessante dal punto di vista gastronomico una volta preparata a dovere.

locandaCome la propone, per darvi un esempio, Daniele Lunghi, chef del ristorante “Locanda Canevari”, sulle colline tortonesi che fedele al suo motto “La scelta delle materie prime che creano un forte legame con il mio territorio è una priorità a cui non voglio rinunciare”, fa spiccare dalla carta suo menù “Assaggiando il territorio” proprio: la spalla tonnata di Fassona secondo noi.

Un classico vitello tonnato, preparato con carne di razza piemontese, utilizzando la spalla (anziché il girello), taglio meno nobile ma egualmente tenero e saporito, in quanto l’animale da cui proviene è di qualità eccellente che ben accompagna le altre gustose tipicità della lista che sono: la carbonara piemontese con bue affumicato e pancetta artigianale affumicata cotta nel forno a legna; la pollastra di cascina (pennuto di provenienza locale allevato con lo stesso sistema dei blasonati polli di Bressecotta ) come l’arrosto al dragoncello e senape; il ricottamisù.

Piatti del territorio ma anche vini del territorio, come il Timorasso che non sfigura insieme alle altre etichette di produttori importanti e piccoli produttori locali eccellent, indicate dalla carta, godibile anche a bicchiere. Due dei quali sono compresi nel menù “Assaggiando il Territorio” che data la qualità, vale ben oltre i 35 euro richiesti.

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mag  10
19
alle 12:35
da Strami

Ultimo commento:

di Tweets that mention Assaggiare il territorio della Fassona con 35 euro | PepeRosso.info -- Topsy.com il 01/1/70

[...] This post was mentioned on Twitter by CommunicaGroup. CommunicaGroup said: Assaggiare il te...