Archivi della categoria ‘Dov'eravamo’

Dov'eravamo, nuove tendenze

Un gelato tricolore per i 150 anni d’Italia

150(1)Mentre impazzano le diatribe se era o meno il casso di festeggiare la nascita del nostro Paese sotto l’unica bandiera tircolore, a 150 anni dall’unificazione dell’Italia la città di Torino ospiterà più di 200 giornate di festa, mostre, esposizioni e spettacoli per presentare quanto di meglio l’Italia ha da offrire: arte, cultura, storia, made in Italy e, non ultima, una tradizione enogastronomica unica al mondo. Mille sapori che rendono insuperabile l’italica passione per il piacere del gusto anche mentre si passeggia con un gelato fra le dita. Golosa invenzione che nacque proprio nella prima capitale d’Italia, nel 1937, con la nascita del pinguino. Molte gelaterie torinesi ne vantano i natali ma a tutto’oggi però il vero inventore rimane ufficialmente sconosciuti. Tutto il contrario di quello che invece succederà per il cono del 150^ anniversario dell’unità d’Italia che passerà alla storia come invenzione di Alberto Marchetti. GRB_4418Un cono, quello di uno dei più noti gelatieri di Torino e del Paese, che sarà simbolicamente venduto a 150 centesimi (1,50 €), e combina in modo delicato e particolare i sapori tipici della nostra Italia, da Nord a Sud.l gusto è una delicata crema all’arancia candita , le cui scorze sono sapientemente preparate ad arte da Corrado Assenza del Caffè Sicilia di Noto, che racchiude i profumi caldi e tipici dell’isola, ricoperta da una sfiziosa crema al Gianduja, simbolo per eccellenza della tradizione piemontese e della prima capitale d’Italia realizzata con olio di nocciola di Pariani. Non poteva mancare un omaggio al più popolare dei sapori: il caffè che viene spolverizzato sul cioccolato per rafforzarne l’essenza e lasciare sul palato una sensazione piacevole e duratura Tradizione rivisitata, connubio inconsueto, ma gradevole: il gusto per i 150 anni dell’Unità d’Italia sarà un goloso viaggio virtuale attraverso i sapori di un Paese unito da un nobile vessillo tircolore e …da un semplice cono da passeggio.

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feb  11
19
alle 05:05
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo

Il Raccomandato del Km Zero

zuppaditrippe
Come promesso nel darvi notizia dell’imminente svolgimento della IV° edizione del concorso “Piatto a km zero”, il vincitore ( foto sopra ) è stato quello realizzato dallo chef Emanuele Guariento, dell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia, ispirato nella sua preparazione dalla ricetta raccomandata dal presidente del Consiglio Veneto Clodovaldo Ruffato.
Il quale, come gli altri politici presenti è stato la novità di questa edizione della gara nata nel 2007 da un’idea della Coldiretti per valorizzare e promuovere i prodotti della filiera alimentare del nostro Paese.
Rigorosamente italiani ma soprattutto provenienti dalle aziende agricole il più vicino possibile ai fornelli dei ristoranti e delle trattorie che hanno abbracciato questa salutare tendenza. Approvvigionare cioè le loro dispense con prodotti enogastroalimentari che non facciano il giro del mondo prima di arrivare sulle tavole dei commensali, loro clienti.
Tornando all’edizione del concorso di quest’anno, o meglio di ieri sera, oltre ai rappresentanti degli chef delle provincie del Veneto, che come nelle passate edizioni si erano sfidati con i piatti a base degli “ingredienti” più tipici di ogni singola provincia, la novità è stata appunto la partecipazione di un’altrettanta nutrita squadra di politici che per regolamento, dovevano “raccomandare” prodotti alimentari del loro collegio elettorale di provenienza; affiancando e ispirando gli chef nell’interpretazione di una ricetta a Km Zero.
Un po’ come talora accade nel vivere quotidiano quando i politici sono chiamati ad accontentare ora questo ora quel questuante … in cerca di raccomandazioni.
Solo che in questo caso, ad essere raccomandati sono stati i gusti e sapori che solo i prodotti del contadino vicino a casa riescono ancora ad affascinare per la loro sapida schiettezza.
Da qui, anche il rinnovo del nome del concorso che da “Piatto a Km Zero” è diventato ” Km zero raccomandato in cucina”.
Tornando ai piatti in gara, due antipasti, due primi, due secondi e un dolce, la classifica completa con relativi punteggi non è stata diffusa se non per la proclamazione del piatto vincitore la ” Zuppa di trippa con fagioli all’occhio di Castellaro” raccomandata dal Presidente del Consiglio Regionale Veneto Clodovaldo Ruffato e realizzata dal bravo Emanuele Guariento.

Forse, come ci è stato detto, per non enfatizzare la scarsità delle preferenze raccolte dagli altri politici e degli altri piatti.

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set  10
16
alle 10:55
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo

Km Zero, vi diremo chi ha vinto

Oscar Tibolla del Ristorante alle Codole (Canale d’Agordo) con Dario Bond; Emanuele Guariento Antica Trattoria Ballotta ( Torreglia ) con Clodovaldo Ruffato; Maria Romana Rigoni della Trattoria alla Rosa (Adria) con Graziano Azzalin;Beppe Agostini di Teatro dei Sapori (Castelfranco Veneto) con Franco Manzato; Fabrizio Tregnago del Ristorante Tregnago (Montecchia di Crosara) con Davide Bendinelli;
Sergio Dussin Al Pioppetto (Romano d’Ezzelino) con Raffaele Grazia; Roberto Leonardi Ristorante Marco Polo con Pietrangelo Pettenò.
Sono questi i nomi dei cuochi e dei politici ( novità della quinta edizione del concorso gastronomico KM zero e li identificate perché, una tantum i loro nomi vengono dopo quelli dei cuochi ) che fra poche ore, nell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia si daranno battaglia per presentare una caleidoscopica parata delle migliori preparazioni culinarie a base di ingredienti rigorosamente tipici, del territorio.
vincitoreeeO meglio prodotti provenienti dai campi della aziende agricole subito fuori la porta dei locali che hanno aderito e aderiscono sempre più massicciamente, e non solo nel Veneto, a questa pregevole tendenza di fare cucina. Soprattutto dopo che proprio nella regione del Leone di San Marco ne sono nati i pionieri che hanno fatto approvare addirittura una legge regionale per promuovere e incoraggiare l’uso di alimenti a Km Zero.
Ora dovrete scusarci ma non vorremmo perderci gli antipasti e i piatti che dobbiamo andare ad assaggiare, degustare e giudicare anche per voi.
Se passerete a cliccarci domani aggiungeremo qualche nota in più e vi diremo chi ha fatto più strada pur restando fermo al Km Zero.

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set  10
15
alle 05:31
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo, Vini

I riflessi della Dorona di Mazzorbo

Mazzorbo_Scarpa_Volo_MINI_01Sono milioni le persone che conoscono Venezia per le magie dei riflessi che dalle acque ai palazzi sembrano tenerli sospesi anche e più di quel che cercano di fare gli uommi col Mose e anche se può sembrare incredibile, fra i tanti lampi di luce, alcuni, di un un biondo dorato, non nascono nell’acqua che tutto circonda ma da grappoli di uva.
Un’antica varietà tutta veneziana che nei secoli passati testimoniava la perizia dei serenissimi di non essere solo imbattibili uomini di mare ma anche di gente che da un fazzoletto di terra sapeva come ricavare tutto quel che serviva, vino compreso, quand’anche la città fosse stata presa d’assedio rendendo irraggiungibile la terra ferma.
Non fu mai così e nessuno riusci mai a imbrigliare le isole ed è forse per questo che anche quella di Mazzorbo, nel tempo, fu lasciata ad altri destini e le viti della Dorona, questo il nome del vitigno, abbandonate alla decadenza dell’oblio.

Fino a quando, tornando sui passi di un’umanità diventata civiltà secolare, un lampo di ragione scaturito da uomini che non sono solo imprenditori e da istituzioni che non si limitano agli interessi della casta, hanno guardato alle loro origini, abbbandonate forse troppo in fretta ma con le quali si ha sempre un debito inestinguibile.

La Dorona e il suo vino, buono o non buono che se ne sarebbe ricavato, doveva tornare a lanciare i suoi riflessi dorati con i suoi grappoli.

Oggi, a vedere i vignaioli, gli uomini delle istituzioni e i non pochi curiosi con la penna in mano che guarderanno staccare i primi grappoli per una più che simbolica vendemmia, ci saremo anche noi di peperosso e ve ne daremo conto. Salutando il risultato di un progetto voluto da Veneto Agricoltura, del Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano e di imprenditori privati che hanno voluto scommettere sul Vino di Venezia.

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set  10
3
alle 06:35
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo, Vini

Roero o Langhe da 30 a 50 euro.

BARBARESCO20-BLUE’ partito con il primo venerdì di luglio e proseguirà ogni venerdì fino al 24 di settembre il lungo calendario con il Tour in minibus e accompagnatore alla scoperta del Roero e dell’Alta Langa.
Una serie di percorsi fra le bellezze e le attrattive di questi angoli di Piemonte, ben noti nel mondo degli enogastronauti per i vini e per le mille altre sfiziosità con cui deliziare i palati più esigenti.
Il tutto in una coreografia paesaggistica e scenari incredibilmenti suggestivi.
Partecipare è semplice, basta infatti raggiungere piazza Risorgimento della cittadina di Alba, acquistare il ticket presso l’ufficio turistico che trovate in piazza e che per un tour costa 30 euro o 55 per tutti e due i percorsi nello stesso giorno, e salire sulla navetta.
Al resto ci pensa l’organizzazione che come da proverbiale precisione piemontese, non vi farà rimpiangere la spesa.

Ulteriori informazioni o prenotazioni: Consorzio Turistico LANGHE MONFERRATO ROERO
Tel 0173 362562 – info@turismodoc.it

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lug  10
14
alle 03:50
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo, Peperosso consiglia....., Vini

A proposito di angoli e chef nascosti

antipasto390A proposito di angoli nascosti dove nemmeno immagini che possano celarsi talenti culinari di cui provare le loro proposte come ci ha ricordato qualche giorno fa il nostro admin, se siete in vista dei colli Euganei, in quella parte de Veneto che come ricorda Paolo Massobrio sta mettendosi sempre più in luce per la crescita qualitativa dei loro vini, c’è un paese, Teolo, che vale la deviazione.

vitellaP1050395(1)In località Treponti di Teolo infatti, potete trovare l’Hostaria Mata, che non propone “bigoi” o “pollo fritto”, che sono fra i cavalli di battaglia di molti ristoranti e trattorie della area euganea, ma i piatti preparati dallo chef Marco Vitella, decisi insieme al patron dell’osteria, Andrea Rossi, ispirati ad una cucina che vuole differenziarsi sia per creatività che per l’impiego dei prodotti proposti.Tutti acquistati non secondo logiche modaiole quanto in ragione di quel che offre il mercato del momento o che viene dettato dalla fantasia di chef e titolare. Tanto che alla Hostaria Mata non viene proposto il solito menu stampato ma, di giorno in giorno, vengono elencati i piatti pronti ad uscire dalla cucina e preparati al momento sulla scorta di quanto è stato deciso solo per quel giorno.

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lug  10
7
alle 11:16
da Strami

Che si dice?, Dov'eravamo, Slow Food, Vini

Fragranze di fiori e sapori del territorio a Bevilacqua

Castello-di-Bevilacqua-NotturnoPromossa in collaborazione la condotta Slow Food valli Grandi Veronesi e con Villa Franciacorta, Petali di Sapore” è il titolo della serata organizzata per domani 3 giugno, dalla famiglia Iseppi Cerato nel ristorante Antica Ala del loro Realis Castello di Bevilacqua, con lo scopo di far riscoprire i sapori e gli aromi legati ai prodotti di un territorio ricco e generoso, accompagnando ogni piatto, preparato dallo chef Giandomenico Zocca, cresciuto alla scuola di Marchesi, con i profumi e i colori di un fiore diverso l’uno dall’altro.

giandomenico2Dai fiori di zucca ai fiori d’arancio, da queli di sambuco a quelli di lavanda per un mix di gustosità che nei piatti, oltre alla fragranza dei fiori, vedrà come come proatgonisti il RisoCarnaroli di Grumolo delle Abbadesse, i formaggi Monte Veronese di Malga, il Morlacco del Grappa di Malga e tante altre tipiche sorprese di uno chef sempre capace di stupire…deliziosamente.

Info e ulterori dettagli visitando il sito del Castello a pochi chilometri da Verona.

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giu  10
2
alle 05:01
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo, giornate diverse

Novità per la Festa di Montagnana

prosciutto_03In concomitanza con il tradizionale appuntamento della “Festa del Prosciutto di Montagnana” , in programma dal 14 al 23 maggio che come ogni anno richiama migliaia di raffinati palati e buone forchette, come novità 2010, la pro loco di Montagnana, in collaborazione con la Camera di Commercio di Padova, il Consorzio Prosciutto Veneto Berico Euganeo dop e l’istituto Jacopo da Montagnana, propone il primo concorso “Prosciutto e piacere da bere”. Una vera e propria gara che si prefigge di valorizzare il Prosciutto Veneto dop e i vini delle doc padovane, attraverso il migliore abbinamento del prosciutto con i vini dei Colli Euganei, di Bagnoli, di Merlara, delle Corti Benedettine, della Riviera del Brenta e del Prosecco che, appunto, concorrono a formare le doc della zona.
Ogni produttore vitivinicolo, per questa edizione poco meno di una ventina i candidati, presenta un vino della sua cantina da abbinare al prosciutto, tagliato fresco, stagionato sedici mesi o sopra i diciotto mesi, mentre a giudicare il vino ideale per l’abbinamento ci pensa una commissione composta da un rappresentante della pro loco, della Camera di Commercio di Padova, del Consorzio Prosciutto Veneto Berico Euganeo dop, dell’APPE ( associazione provinciale pubblici esercizi ), della condotta Slow Food, di un sommelier e di un giornalista di settore.

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mag  10
7
alle 04:32
da Strami

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Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo, Vini

Buon vino e buoni libri in quel di Capua

Continua il sodalizio dell’azienda vinicola casertana Villa Matilde, con la cultura.2_750
E’ di ieri la cena nell’Ex Libris di Capua, book-bar un po’ ristorante e un po’ spazio espoitivo, che ha salutato come protagonisti il Falerno del Massico Doc e lo scrittore Diego De Silva in veste di presentatore e sostenitore dell’esordiente Eleonora Danco al concorso Premio Falerno Primo Romanzo.
Brillante idea promossa dall’Associazione Culturale Architempo di Capua per coniugare il valore del vino Falerno con il fermento intellettuale dagli scrittori esordienti.
danco1-221x300Due grandi patrimoni fatti di storie e di passioni animate da sapienti creatività: l’una enologica, per un vino senza tempo, l’altra meno terrena, ma non per questo di un altro mondo, per libri senza età. Come i testi scritti per il teatro da Eleonora Danco, autrice, regista e attrice romana fra le rivelazioni del «giovane teatro arrabbiato» degli ultimi anni che in “Ero purissima”, unisce storie che fanno ridere e fanno male. Storie di adolescenza, di conflitti familiari, sesso e droga, con la periferie intorno.
Che, peggio per tutti, almeno potrebbero essere coltivate a vigneto.

Informazioni sul Premio Falerno Primo Romanzo

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apr  10
30
alle 05:56
da Strami

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Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo, Spuntini e.., Vini, giornate diverse

Weekend di primavera fra i vini Euganei

vini euganei  2504 copiaUltimi due giorni, sabato primo maggio e domenica 2, per il tradizionale appuntamento con “Vini Euganei a Primavera” fra i dolci declivi dei colli Euganei che contornano Villa Beatrice d’Este posta sulla sommità del Gemola da cui spaziare lo sguardo sull”arcipelago montuoso euganeo.
Circondati dal verde degli uliveti ma soprattutto dal rigermogliare dei vigneti che danno vita al Fior d’Arancio doc spumantizzato, che sta dando da pensare ai blasonati moscati d’Asti, o passito, che promette di ritagliarsi buoni piazzamenti fra gli “aggrediti dalle nobili muffe”.
E ancora, il beverino Serprino, buono per fine pranzo ma anche con pasta fatta in casa ripiena di delicate erbette selvatiche, lo chardonay, il pinot ma anche i merlot e i cabernet che, non più tardi di un giorno fa, hanno ricevuto il plauso del difficile Paolo Massobrio, ben abituato ai rossi del suo monferrino e ai molti altri grandi bordolesi italiani che da qualche anno a questa parte, cominciano a sentire la crescente presenza dei rossi degli Euganei, in decisa e celebrata ascesa.
Grazie e proprio a manifestazioni come “Vin Euganei a Primavera” che di anno in anno sta diventando sempre più attraente per il popolo degli enoturisti ma anche per gli amanti degli angoli più belli d’Italia, italiani, tutti da scoprire e senza paura di rimanere a piedi per colpa un vulcano imbizzarito.

Cliccando qui, informazioni e dettagli se poi con l’occasione volete fare un giro per la città giottesca eccovi un po’ di inidirizzi per mangiare alla padovana.”.

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apr  10
29
alle 11:56
da Strami

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