Archivi della categoria ‘Polemiche’

Che si dice?, Polemiche

Le melanzane del New York Times

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Quelle che vedete nella foto dovrebbero essere delle melanzane della varietà giapponese cotte sulla griglia da tale Martha Rose Sshulman che scrive libri di cucina da trent’anni e collabora niente che meno con il New York Times.
La foto è stata pubblicata a corredo di una sua ricetta che oltre a spiegare come fare a ridurre le melanzane in uno stato simile premette pure che lei le preferisce così e non fritte come si fa da noi, riferendosi alle nostre variazioni “parmigiane” o “caponate“.
Ora che il NYT on line sia unquotidiano più che autorevole, non si discute, ma con una collaboratrice che presenta e realizza piatti simili pensiamo che uno qualsiasi dei mille e più blog italiani che si occupano di gastronomia, e scusate l’ardire, il nostro peperosso compreso, vale almeno cento volte tanto, almeno per quel che pensiamo noi su come si preparano le melanzane.

Certo, si dirà che i gusti sono gusti ma ridurre una melanzana in quello stato non ci sembra proprio da NYT.

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lug  10
24
alle 05:54
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Libri di cucina, Polemiche, Ricette

“A Salute to Cooking”, ricette d’elite per le mamme

cookbookVi incuriosisce sapere quali sono i manicaretti preferiti da Tony e Cherie Blair, della Duchessa di Cornwall o del Duca di Edimburgo e di un altro centinaio di vips della musica, dello spettacolo, dell’economia, della politica e dello sport, britannici e no?

Ebbene basterà che facciate un saltino a Londra nel pomeriggio di oggi e grazie all’idea della blasonata firma del dressing di Sua Maestà, targata Washington Tremlett, camiciaio di teste coronate e il who’s who internazionale, potrete averlo in omaggio, a soli 119 euro, acquistando un flacone di Chelsea Garden Cologne da regalare alla vostra mamma.
A lei la regale essenza a voi la soddisfazione di avere qualche spunto gastronomico d’elite.
Magari proprio per preaparare un pranzetto alla vips , alla vostra mamma, visto che domani, come tutte le mamme, va festeggiata.

roseSe però non avete tempo per il volo a Londra, basta un fiore e un… sacco di BACI! …forse rischiate di farla anche più felice.

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mag  10
8
alle 09:09
da Strami

Ultimo commento:

di Tweets that mention “A Salute to Cooking”, ricette d’elite per le mamme | PepeRosso.info -- Topsy.com il 01/1/70

[...] This post was mentioned on Twitter by CommunicaGroup. CommunicaGroup said: “A Salute to C...

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo, Polemiche

Il Communicator of the year per il vino italiano non è italiano

img_campagna_20101 Più che dei vini o dei distillati che potete trovare in fiera a Verona fino a lunedì 12 aprile , di notizie così, da domani sui quotidiani o sui blog ne troverete a bizzeffe, quel che ha colpito è che nel giorno dell’inaugurazione del 44° Vinitaly, presente un presidente di Regione ancora ministro dell’agricoltura, che tanto si è speso per promuovere e rilanciare la forza del nostro fatto in Italia, sono stati premiati quali “Communicator of the year” made in Italy,i giornalisti Peter Richards e Susie Barrie (Master of Wine).

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apr  10
8
alle 03:50
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Polemiche, giornate diverse

Nell’ermetica Tarquinia per week end gastronomici tutti da scoprire

800Sono oltre una trentina i ristoranti nell’interno del territorio del Comune di Tarquinia che insieme alla cinquantina di aziende che produciniole diverse tipicità locali, partecipano al progetto dell’Università Agraria tarquiniense denominato Made in Tarquinia.
Ovvero un concorso gastronomico che mette in rete ristoranti e produttori locali, con promozione mirata e giudizio insindacabile degli avventori.
I quali, nei prossimi tre week end di aprile a iniziare da sabato 10 aprile, dopo aver degustato le diverse proposte dei ristoranti, offerte in un menù a prezzo fisso, possono votare a loro insindacabile giudizio lo chef che meglio avrà interpretato le delizie di quest’angolo d’Italia che meriterebbe più attenzione a partire da chi lo governa e da chi dovrebbe promuoverlo.

Esempi ??
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apr  10
7
alle 10:40
da Strami

Che si dice?, Polemiche, Vini, per sapere la vostra....

Bere il vino fa male, soprattutto al portafoglio

nicchiaaGli economisti Philippe Masset, della Hotel School di Losanna, e Jean-Philippe Weisskopf, dell’Universita’ di Friburgo, analizzando i prezzi delle aste della Chicago Wine Company, prendendo in esame il periodo che va da gennaio 1996 al primo mese del 2009, hanno concluso che in tempo di crisi, la presenza dei vini in un portafoglio titoli, particolarmente per quanto riguarda i piu’ prestigiosi, ne aumenta il rendimento.
Tanto che ora i due analisti hanno creato addirittura un indice il General Wine Index (GWI) per misurare l’effettiva bontà dell’eventuale investimento che è stato messo a confronto con altri di altri panieri.
Ebbene per il GWI niente bolle speculative, niente Torri gemelle, e nemmeno gli effetti delle diverse azioni di dumping: il trend è solo rivolto verso l’alto, qualsiasi sia il tipo di vino.
Un invito a non bere il vino per tenere in salute il portafoglio ?

Pr gli appasionati delle percentuali d’incremento buono l’esempio per un Barbaresco riserva Santo Stefano: nel 1982 prezzo medio di 135 dollari, nel 2009, più di 600. Altre curiosità le trovate qua .
Se però volete il parere di Peperosso, il vino , con saggia moderazione, bevetelo; iIl portafoglio sarà anche meno gonfio ma lo spirito sarà più sereno…

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apr  10
1
alle 06:51
da Strami

Che si dice?, Polemiche

Per la Santanchè piatto unico: spaghetti alla puttanesca

santanche280xFreeSe non fosse perchè a metterla sul piatto è stata una sottosegretaria del governo della Repubblica Italiana, la proposta di togliere le prostitute dalle strada per farle esercitare in bar e ristoranti come succede in Spagna, così ha esemplificato Daniela Santanchè, dove ai piani superiori sono presenti delle stanze utilizzate per questo, verrebbe da pensare che il primo di aprile sia arrivato anticipando il calendario di una decina di giorni.
Purtroppo il calendario segna ancora che siamo nel mese di marzo e anche se la dichiarazione è stata subito rivista e prontamente corretta di fronte alle immediate rimostranze del presidente della federazione italiana pubblici esercenti, Lino Enrico Stoppani, e di Pia Covre, del comitato per i diritti civili delle prostitute, l’idea della sottosegretaria sembra proprio una sparata che poteva risparmiarsi e risparmiarci.

Bar, ristoranti e pubblici esercizi insieme all’enogastronomia e la cultura del convivio più che di prostitute avrebbe bisogno di ben altre cose.
Magari, cara sottosegretaria, un suo più saggio intrevento sulla sua collega di governo, ministro Gelmini, e sulla sua riforma scolastica che delle scuole aberghiere, si è occupata solo per togliere quel po’ di tanto di buono che c’era.
Come viene da pensare guardando i tanti buchi dei quadri orari dell’allegato B che accompagna la stesura definitiva del regolamento sulla scuola targato Gelmini.

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mar  10
21
alle 08:25
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Polemiche, giornate diverse, per sapere la vostra....

Trofeo culinario stellare fatto in casa

stelle1Mancano pochi giorni alla manifestazione organizzata dall’Associazione Cuochi Italiani che si terrà a Perugia il 25 e il 26 marzo per la consegna ufficiale del Trofeo “Stelle della Ristorazione”.
Fin qui tutto bene, anzi, viene addirittura da pensare che era ora che ci fosse una manifestazione tutta italiana per l’atribuzione di stelle al merito culinario che non fossero quelle francesi della rossa Michelin ma come per tante altre cose che accadono nel Paese dell’apparire, c’è davvero da rellegrarsi ?
O meglio, che senso può avere questo trofeo stellare che viene assegnato seguendo il criterio ben dichiarato nelle pagine web della stessa Associazione Italiana Cuochi e che lasciamo a voi commentare :
Il Trofeo “Stelle della Ristorazione” sarà assegnato gratuitamente ed esclusivamente ai Cuochi professionisti, nostri associati, che saranno presenti alla manifestazione.
N.d.r
Tali cuochi, dopo avere versato i quarantacinque euro di quota associativa ed entrati in possesso del trofeo, fra le altre possono pure richiedere ad un prezzo speciale, anche una bella targa istituzionale personalizzata con il nome e cognome del Cuoco professionista, associato e con marchio dell’Associazione inciso, serigrafato e smaltato a quattro colori. La targa è in ottone satinato da orologeria e misura 300×200x2 mm, con bordo diamantato, del peso di 1100 grammi… Mah!

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mar  10
11
alle 05:56
da Strami

Che si dice?, Polemiche, Vini

Vittoria giudiziaria per il prosecco tutelato

spumanteVisto che per il mondo dell’enologia e della gastronomia italiana non sono poche le penne sensazionalistiche che sono sempre pronte a dare il massimo risalto quando è l’uomo che morde il cane e non viceversa, fatto assai limitato per numero di casi e comunque sempre ascrivibile a chi non fa il suo lavoro ma il truffatore e quindi non come la stragrande maggioranza dei nostri produttori che lavorano con impegno e serietà, è con soddisfazione che vi giriamo la notizia appena giunta in redazione riguardante uno dei prodotti simbolo della vitivinicoltura italiana: il prosecco.
Ebbene secondo quanto comunicato dal Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene, che si era costituito parte civile contro una catena di supermercati tedeschi e contro il produttore che la riforniva di quel che veniva commercializzato come prosecco ma che prosecco non era, oggi la condanna in sede penale della catena di hard discount e della cantina.
La chiusura di questo procedimento con la condanna definitiva, si legge nella nota diffusa dal Consorzio, è la dimostrazione che il lavoro di squadra permette di difendere adeguatamente la nostra denominazione Conegliano Valdobbiadene e, più in generale, il mondo prosecco.

Scritto questo, oltre a complimentarci con il Consorzio per il successo ottenuto in collaborazione con le forze dell’ordine e con l’istituo ICQ di Conegliano che ha agito da coordinatore per la battaglia iniziata nel 2000, non restano che gli auguri perchè anche altre realtà produttive del nostro territorio riescano a trovare tanta e tale costanza nel difendere questo nostro grande patrimonio enogastronomico e agroalimentare sottoposto giorno dopo giorno alle più spudorate falsificazioni.

Non di meno, l’augurio che i sensazionalisti pronti a sparare titoli a sei colonne, una tantum diano anche notizie come questa.

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feb  10
11
alle 06:20
da Strami

Polemiche, insanely food-addicted, per sapere la vostra....

Le eco insidie nascoste nel piatto

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Stefano Carnazzi, autore del saggio “100 domande sul cibo” appena pubblicato per Edizioni Ambiente, enumera rischi insospettabili che si nascondono nei piatti più spesso presenti in un tipico menù festivo. Ecco alcuni esempi.

Gamberetti in salsa cocktail?
“No ai gamberetti. Le foreste di mangrovie sono habitat preziosi per l’ecosistema marino, per frenare l’erosione delle onde, per la deposizione di uova di pesci e crostacei, per le economie locali. In Asia orlano solo un terzo delle coste originarie, anche a causa dell’allevamento di gamberetti: da lì proviene l’80% dei gamberetti del mondo. In certe zone, per ogni kg di gamberetti scompaiono 500 grammi di pesci e altri crostacei. Senza contare che i gamberetti cinesi sono stati messi per anni a più riprese sotto embargo per l’alta presenza di cloramfenicolo”.

Salmone affumicato?
“Animale nato per nuotare per centinaia di chilometri, viene invece allevato in vasche chiuse, alimentato con ormoni della crescita, antibiotici, grassi, coloranti (la carne del salmone è chiara). In Cile, divenuto uno dei maggiori esportatori mondiali di salmone, s’è parlato di disastro ecologico. Si pescano enormi quantità di piccoli pesci per farne pastone (5 kg per un kg di salmone) e spesso in zone inquinate: un salmone può accumulare concentrazioni di diossina 20-30 volte superiori a quelle che si trovano nel mangime stesso e nell’ambiente circostante”.

Ananas e macedonia tropicale?
“L’import di ananas è aumentato del 5% rispetto allo scorso anno. Ma il Ministro alle politiche agricole Luca Zaia ha di recente ribadito l’invito a uno ‘sciopero dell’ananas’, dicendo ‘no ai prodotti fuori stagione, che non appartengono alla nostra tradizione, coltivati in Paesi dove è ancora possibile utilizzare insetticidi epatotossici e talvolta cancerogeni’. Oltre a ciò, in 100 domande sul cibo dò conto di una ricerca secondo cui un ananas trasportato per via aerea può arrivare a generare 9 volte il suo peso in CO2. Meglio, quindi, in tavola, arance, mele e melograni”.

Cioccolato al grasso di palma
“Dal 2000 si possono utilizzare, per produrre cioccolato, anche grassi differenti dall’autentico burro di cacao, come burro di karitè e olio di palma, fino al 5%. Meno costosi, ma anche meno pregiati, danneggiano i produttori di cacao e alimentano la deforestazione. Dal 1985 la superficie delle piantagioni di palme da olio in Indonesia è oltre decuplicata a scapito delle foreste tropicali. Per evitarlo, basta scegliere il cioccolato con la dicitura ‘puro’ (che esclude l’uso di grassi tropicali) o leggere bene l’etichetta”.

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dic  09
29
alle 06:31
da admin

Che si dice?, Polemiche, giornate diverse, per sapere la vostra....

Ma i cenoni sono davvero anacronistici e noiosi ?

ingredienti_645_458In una nota stampa appena ricevuta, leggo che Paolo Massobrio boccia i cenonni delle feste come anacronistici e noiosi e suggerisce un menù alla francese.
Ovvero… “abolire le portate, ma mettere tutto in tavola dando lo spazio, magari, ad una sola portata di sostanza. E questo per lasciare ai commensali la libertà di scegliere le porzioni che desiderano, ma anche evitare che qualcuno, a Natale, rimanga relegato in cucina. Insomma meno forma e più sostanza dedicata alla convivialità o, come ebbe a dire una mia collega “più affetti e meno affettati”.
Ebbene, non discuto sul fatto che tale considerazione possa anche attagliarsi a qualche noiosissimo cenone al quale anch’io, come molti di voi, sono stato costretto ma come la mettiamo con bisnonne, nonne e mamme che, al contrario di quel che dice Massobrio – “anche perchè manca un personaggio fondamentale del passato, che è la massaia. Oggi non c’è più, al suo posto c’è una donna che lavora come l’uomo e che magari arriva alla vigilia delle feste con lo stesso giusto desiderio di riposo e relax.” – ci sono ancora ?
O vogliamo pensare per forza che tutte le donne che apettano di cucinare l’inimagginabile per tutta la famiglia al completo attendendo felicemente la data del cenone come l’ennesima prova di quanto sono insostituibili, sono veramente sparite; magari per dare ragione a una delle tante “verità” da rivista tipo “Donna Moderna”?

E ancora, perchè non pensare che davanti ai fornelli oltre alle schiere femminee si sono aggiunti fior di maschi che con altrettanta predisposizione culinaria avanzano pari pretese di compiacere parenti, ospiti amici ma soprattutto non sono più quei tipi di uomini che non si alzano da tavola nemmeno per prendere un cucchiaino?

Trovandosi così dalla parte di Massobrio ma solo quando dice che “Il gusto di stare insieme non può essere relegato solo a fare andare le mandiboleche” e, aggiungo io, fare in modo che le mandibile vadano per il verso giusto.
Cosa che non sarà mai ne anacronistica ne noiosa e ne… francese.

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dic  09
20
alle 10:24
da Strami

Ultimo commento:

di dataghoul il 01/1/70

se i cenoni siano o meno noiosi, credo che dipenda in gran parte dai commensali...