Archivi della categoria ‘Birre’
A Mirabello la scelta è obbligata: I Durandi
Se oggi qualcuno volesse andare a Mirabello, per sentire in diretta le frasi che determineranno nel prossimo futuro le scelte politiche del nostro Paese, ovvero le attese dichiarazioni del presidente della Camera Gianfranco Fini, giunto a conclave con i suoi nel piccolo comune del ferrarese, potrebbe anche aver bisogno di mettere qualcosa sotto i denti.
In quel caso e a meno che non siate politici, maestri nell’arte di dove saper andare a prendersi da mangiare in ogni dove, l’indirizzo è il ristorante ” I Durandi “.
da Strami
Un menù per il caldo
Per un menù che vinca il caldo e all’insegna di uno dei frutti più generosi che la natura mette a disposizione di questa stagione, ricco di sugo e di buone sostanze che reintegrano i liquidi e i sali espulsi con la sudorazione, si può cominciare dall’aperitivo con un fresco aperitivo a base di succo di pesca, il frutto che farà da conduttore al menù anti caldo, e del fresco prosecco.
Mescolato con il frullato di pesca in ragione di due parti di bollicine e una di una parte di frullato.
Per i meno alcolici, ovviamente, le proporzioni possono aumentare in favore del succo di pesca che a quel punto è meglio filtrare per rendere il Bellini, questo il nome del cocktail inventato all’Harry’s bar di Venezia in onore di Giovanni Bellini, meno denso .
Pronto, a quel punto, per accompagnare il primo piatto tipicamente estivo: insalata di pesche e lamponi in misticanza.
Di facile preparazione e con ingredienti decisamente freschi : 2 mazzetti di rucola, un paio d’etti di insalatina mista, 20 gr. di foglioline di spinaci novelli, 2 pesche, 1 cestino di lamponi, 150 g di grana padano tagliato a scaglie, olio d’oliva extravergine, il succo di mezzo limone o aceto , sale, pepe nero . Per prima cosa mondate la rucola, l’insalatina mista e le spinacine; sbucciate le pesche e tagliatele a fettine. Pulite le fragole con uno strofinaccio inumidito e realizzate una salsina, che i francesi chiamano vignagrette, emulsionando l’olio, il sale, il pepe nero macinato al momento e il limone o l’aceto. Condite la rucola mescolandola con l’insalatina e le spinacine. Disponendo il tutto su un piatto dimensionalmente adatto per contenere le verdure che vanno ben distese, aggiungere le scaglie di grana, alternandole con le fettine di pesca, aggiungere i lamponi e servire.
Altra ricetta per continuare il nostro menù
Continua a leggere… »
da Strami
Più di mille birre per l’estate targate Slow Food
Trecento microbirrifici visitati, 179 produttori selezionati, oltre mille birre elencate, 629 assaggiate e valutate, 55 riconoscimenti attribuiti. Sono questi i numeri dell’ultima edzione firmata SlowFood editore dedicata alle birre d’Italia.
” La Guida alle Birre d’Italia 2011″ , un volume che piacerà sicuramente al nostro vecchio amico Fabrizio Gabrielli, appassionato di birra che in questo volume, al pari di tutti gli estimatori di questa “antica invenzione” beverina dell’uomo, potrà quasi sicuramente trovare la birra e i birrifici giusti.
O, altra novità per la guida 2011, quelli contraddistinti dalla chiocciolina simbolo di Slow Food posta a fianco di alcuni birrifici descritti, per contraddistinguere quelle aziende più vicine ai temi dell’associazione, attente alle tematiche ambientali, e che hanno dimostrato di avere a cuore, per quanto possibile nel mondo della birra, alla territorialità.
Per la cronaca il massimo riconoscimento è stato attribuito alla birra Noscia del birrificio campano Maltovivo .
Curatore Luca Giaccone, titolo “Guida alle birre d’Italia 2011″ edizioni Slow Food , prezzo 15,00 €
da Strami
Panama Cafè, il regno di Chiara

Alcuni lettori curiosoni, qualità essenziale per non essere piatti e uniformati in un mondo sempre più lastricato da schermi TV, ci chiedono che fine ha fatto la nostra carissima collega Chiara Romiti.
Ebbene la risposta è che non ha fatto nessuna fine, semmail il contrario.
Dopo aver deciso che non poteva più sacrificare buona parte della sua passione sulla tastiera di un pc, lasciando “orfani” quanti hanno tentato di riprodurre le sue gustosità fatte ricette, ha dato vita al regno che spetta a ogni chef.
Fatto di fuochi veri, di profumi che salgono da pentole in continua ebollizione, di gusti e sapori mise in place. Dopo che, all’idea creativa di un qualsiasi manicaretto, segue l’azione di trasformare e assemblare gli ingredienti.
Carni, pesci, verdure, frutta, formaggi, salumi, olio, latte, uova, farina, sale, zucchero, spezie, vino e quanto altro ancora serve per deliziare gli avventori del Panama Cafe, il suo regno di via della Polveriera a Civitavecchia.
da Strami
Ultimo commento:
di strami il 01/1/70
In Carinzia, per far niente
Probabilmente chi ha deciso di chiamarlo Kurzentrum pensava di mirare a un target di clienti ben preciso, fatto di persone piene di acciacchi e pure di una certa età.
In realtà il Kurzentrum di Bad Bleiberg, in terra di Carinzia a due passi da Villach, è un albergo che va benissimo anche per chi vuole buttare il telefonino alle ortiche e trascorrere qualche giorno di assoluto relax.
Certo, volendo si può disporre di un sacco di trattamenti termali per rimettere in moto articolazioni grippate e ossa scricchiolanti, visto che il piccolo paese di Badbleiberg è noto per le sue acque e cure termali, ma volendo limitarsi all’arte del riposo in mezzo a monti verdissimi e possenti montagne piene di laghi cristallini, è un posto da prendere in esame.
Tanto più che la cucina che abbiamo provato, anche se contraddistinta da tre diversi menu classificati per quantità di calorie che danno davvero l’idea di essere in un centro di cura ( Kurzentrum ), vale la pena.
Non ci sono carbonare, lasagne alla bolognese o abbacchio a scottadito ma i piatti della Carinzia ci sono tutti.
da Strami
Sex on the beach, un classico davanti al mare
Negli anni settanta, quando il linguaggio corrente doveva trovare ancora la sua libertà, si chiamava
“Fun on the Beach” e fu uno dei cocktails più in voga nei mesi esitivi.
Ancora più modaiolo poi, quando con il rilassamento dei costumi cambiò nome e divenne il
“Sex on the Beach” che ancora oggi, tiene testa all’altro suo concorrente da spiaggia, il mojito.
Di questo però, ne parleremo più in la visto che le righe di oggi sono tutte per il Sex on the Beach e per la sua semplice modalità di preparazione che, nella versione base, richiede vodka bianca, liquore alla pesca, succo d’arancia, succo di ribes e ghiaccio.
da Strami
Distinti salumi da Cagli
Non siete amanti del pecorino ne tantomeno delle fave di Nerola ?
Poco male, potete cambiare persorso e, per il primo maggio, potete andare in quel di Cagli.
Altra piccola città, questa volta delle Marche, fascinosamente rappresentata dall’antico torrione voluto da Federico di Montefeltro a sovrastare altre decine di bellezze architettoniche dei secoli passati.
Il tutto in una cornice paesaggistica a ridosso della riviera adriatica che anche per quest’anno ospita una rassegna nazionale dei salumi sempre più attesa.
Una ghiotta occasione per scoprire gran parte delle migliori produzioni norcine del nostro Paese in un colpo solo.
Presidi nazionali Slow Food e prodotti dei consorzi nazionali di tutela del salume da gustare nei cortili, negli androni degli antichi palazzi nobiliari e nei principali luoghi storici della città trasformati per l’occasione in sale di degustazione.
Tante e tali che i tre giorni della manifestazione sembrano addirittura un po’ pchini ma, con un po’ di buona volontà e “spirito di sacrificio” possono bastare.
Cliccando il link trovate ogni dettaglio di tutto il nutrito programma.
p.s
Già che ci siete, prima di partire per Cagli, cancellate dalla memoria la parola… colesterolo e non preoccupatevi : le cose buone per davvero non hanno mai ammazzato nessuno.
da Strami
Nel gusto non c’entra la matematica: Trentatre di Birra del Borgo
Accendo il giradischi e metto su un trentatre giri. Gli altri, spossati dal viaggio, reclamano a gran voce buona birra. E sì che scorre sangue teutonico, nelle loro vene trentine: e poi, provateci voi ad entrare a Trento trotterellando. Sfido che vi venga sete.
Sfodero l’ennesima creazione di Leonardo Di Vincenzo, guru brassicolo di Birra del Borgo, ed ammutoliscono.
Trentatre.
Ambrata, per la precisione.
da Fabrizio Gabrielli
Ultimo commento:
di Mirko il 01/1/70
Altro che birrini e birracce… ‘na biretta!
Tempo fa si parlava di birroni, birrini e birracce, come compromesso low-cost ed industriale al variegato e molto-ma-molto-underground panorama brassicolo artigianale.
Non avevamo utilizzato il termine “birretta”, che con quel vezzeggiativo poteva rimandare a connotazioni negative.
E abbiam fatto bene.
Perché ecco che oggi, annus domini 2009, la “biretta” si concretizza in malto e persona.
Fedeli al dettame che ‘na biretta è sempre ‘na biretta – come si dice spesso e volentieri a Roma e dintorni –, infatti, c’hanno pensato i ragazzi del Birrificio Ostiense Artigianale a lanciare la nuova “birra chiara artigianale BBONA”.
‘NA BIRETTA, per l’appunto.
Ma che d’è ‘na biretta?
Continua a leggere… »
da Fabrizio Gabrielli
Mild, Mild West (Le Mild Ales, orgoglio birrario britannico)
E poi vi diranno che se siete davvero amanti delle birre inglesi, beh, non potete evitare in vita vostra una sorsata di Mild.
E voi, che un po’ l’inglese lo masticate (anzi, lo ingollate), vi chiederete cosa significherà mai quella “leggerezza” del nome, Mild Ale.
Partite da un presupposto: ad essere leggera è la luppolatura. Insomma, se amate le bitter ales, se siete invaghiti dei fiori di luppolo, potreste rimanere delusi.
Ma noi non amiamo solo Mr Humulus Lupulus. E pensiamo che un assaggio valga bene la pena.
da Fabrizio Gabrielli
Ultimo commento:
di Max "Scotsman" Marotta il 01/1/70






