Archivi della categoria ‘La domenica speziale’
Pesto alla genovese e basilico

Pianta speziata sicuramente no ma in quanto a qualità aromatiche, difficilmente qualche altra pianta riesce a distinguersi più del basilico. Tant’è che la varietà genovese è riuscita addirittura a vedersi riconosciuta come prodotto a denominazionedi origine protetta.
Non tanto per le sue foglie di dimensione medio-piccola, con forma ovale e convessa, ed il colore verde tenue che le caratterizza, ma proprio per la diversità del profumo e dell’aroma rispetto alle altre varietà .
da Strami
Olivo, olive e olio d’oliva
Se c’è una pianta che probabilmente non è mai stata nemmeno immaginata come appartenente alle specie speziate o alle erbe aromatiche, è l’olivo. Eppure, senza l’aiuto di un giro d’olio ottenuto spremendo i suoi frutti, la cucina sarebbe davvero triste.
Oltre alla naturale vocazione nel condire, quale altro elemento riesce ad essere fresco, piccante, fruttato, amaro, armonico, dolce, vegetale e gustoso in un colpo solo?
da Strami
Il fascino francese della poivrette

In italiano si chiama nigella ma il francese poivrette, le dà un tono da haute cuisine forse più azzeccato. Si tratta infatti di una piantina dai cui semi si ricava una spezia molto simle al pepe ma che non ne copia la stessa piccante intensità . E anche per l’aroma, la differenza è molto più addolcita dalla somiglianza con sentori di fincchio, origano e anche di noce moscata. Soprattutto se i semi vengono debitamente pestati in un mortaio per esaltarne le caratteristiche speziali.
da Strami
Erba Pepe per sostituire pepe e peperoncino
Dicono che il peperoncino sia da preferire al pepe perchè irrita meno “certe vie ” ma c’è più d’uno che con il peperoncino, di contro, può passare brutti quarti d’ora a causa dell’intolleranza. Rinunciare dunque al piacevole e consono piccantino che ben si accompagna a molti cibi?
In caso affermativo perchè, prima di arrendersi, non provare la soluzione offerta dalle foglie di erba pepe.
da Strami
Ultimo commento:
di marco castrocaro il 01/1/70
Timo, il Mediterraneo in tavola

Il timo non è proprio una spezia ma viste le qualità degli steli di questa pianta, una volta essicati e sminuzzati, è bene tenerne un barattolino in cucina. Se poi, oltre alla gastronomia vi piace anche il giardinaggio, coltivarne un pianticella è facile. In quel caso, basterà aggiungere qualche rametto fresco su gran parte dei cibi che preparate per goderne tutta la freschezza mediterranea.
Insalate, pesce, frutti di mare, minestre, zuppe di verdure, piatti di carne, o salse di burro, si trasformano e l’anonimato scompare. Al suo posto, un deciso sapore aromatico, con punte amarognole leggermente pungenti, del quale il palato vi ringrazierà .
da Strami
Ultimo commento:
di il 01/1/70
Paese che vai senape che trovi
Si fa presto a dire passami la senape ma quale si vuole veramente?
Quella che si ricava dalla pianta della brassica nigra ( a dx nella foto) ovvero senape nera, o quella della brassica alba, conosciuta come senape bianca ( lato sx della foto), o la senape bruna che nasce dalla brassica juncea, e, infine, la brassica sirvensi, detta senape selvaggia?
E’ infatti da ognuna di queste piante e dai semi contenuti dai loro fiori simili a pannochhie che attraverso una lunga lavorazione si ottiene quella salsa più o meno piccante che conosciamo come senape e che i francesi hanno reso celebre in tutto il mondo con il nome di moutarde.
Francesismo che però non deve far dimenticare la vera origine di casa nostra quando, qualche secolo fa, prima di importarla in Francia, i romani le avevano dato il nome di mustum ardens, (mosto ardente) proprio perchè mescolavno i semi di senape al mosto d’uva, dando vita alla salsa di senape per antonomasia.
Da quell’era in poi, in ogni paese che vai, trovi la moutarde che vuoi e ormai è un tipo di salsa che viene preparata in un numero incredibile di modi e varietà .
Per cui, visto che i gusti e le preferenze personali non si discutono, ognuno scelga la sua.
da Strami
Pepe (spazio) rosso
A proposito del felice appellativo coniato dagli ideatori di questo blog e trovandomi momentaneamente in nessuna faccenda affacendato, ho digitato pepe (spazio) rosso sulla barra di ricerca di Google per vedere quante e quali pagine web potessero risultare interessanti.
Ebbene si può cominciare leggendo di Bartolomeo Platina per passare poi a GiovanVettorio Soderini che descriveva il “pepe erbaceo” e al quale faceva da contraltare Pierandrea Mattioli.
Entrambi del 500, entrambi appassionati cultori delle specie botaniche e anticipatori di Linneo e di Antonio Tozzetti Targioni.
Il quale, finalmente e anche se diviso in due parole, scriveva di pepe rosso già a quel tempo.
da Strami
Il sale nero delle Hawaii
Dal tocco coreografico esotico che può dare ai vostri piatti fino alla sua indiscutibile differenza con il sale di tutti i giorni, quello vedete nella foto è un sale davvero da provare.
E’ il sale nero dell’isola di Molokai che, durante la lavorazione di essicazione, viene arrichito di elementi minerali di lava vulcanica dagli artigiani hawaiani.
Il tutto per ricavarne un sapore non amaro – contrariamente alla maggior parte dei tipi di sale – leggermente affumicato e un tenue ricordo sulfureo.
Ideale per abbellire e insaporire qualsiasi piatto è perticolarmente gustoso per carni alla griglia o per condire una pasta semplice e veloce.
All’olio, limone e sale… nero.
Se volete vedere da dove arriva eccovi il link
Erba porcellana al posto della fecola di patate
Contrariamente al consueto appuntamento con una spezia, le righe di oggi sono per l’erba porcellana. Una pianta che oltre ad essere raccolta per essere consumata sia cruda che cotta ha, fra le altre, una cartteristica davvero curiosa: fa restringere il brodo e i sughi degli stufati. Questo, grazie alle sue foglie carnose e di consistenza mucillaginosa che riescono quasi a dare quell’effetto addensante normalmente provocato dalla fecola di patate.
da Strami
Magia in cucina : il dragoncello
Se a sentir parlare di foglie di dragoncello vien da pensare a maghe e streghe indaffarate nel preparare misteriose pozioni non è del tutto sbagliato.
In tempi antichi, godeva di buona fama quale rimedio per diversi malanni o, insieme ad altre sostanze, come risolutore di gravidanze indesiderate.
In realtà , il dragoncello, o artemisia dracunculus, è un erba aromatica quasi speziata che ferme restando le sue proprietà erboristiche, più che per intrugli magici, si presta meglio per usi culinari davvero da sperimentare.
da Strami






