Archivi della categoria ‘insanely food-addicted’
Le eco insidie nascoste nel piatto

Stefano Carnazzi, autore del saggio “100 domande sul cibo” appena pubblicato per Edizioni Ambiente, enumera rischi insospettabili che si nascondono nei piatti più spesso presenti in un tipico menù festivo. Ecco alcuni esempi.
Gamberetti in salsa cocktail?
“No ai gamberetti. Le foreste di mangrovie sono habitat preziosi per l’ecosistema marino, per frenare l’erosione delle onde, per la deposizione di uova di pesci e crostacei, per le economie locali. In Asia orlano solo un terzo delle coste originarie, anche a causa dell’allevamento di gamberetti: da lì proviene l’80% dei gamberetti del mondo. In certe zone, per ogni kg di gamberetti scompaiono 500 grammi di pesci e altri crostacei. Senza contare che i gamberetti cinesi sono stati messi per anni a più riprese sotto embargo per l’alta presenza di cloramfenicolo”.
Salmone affumicato?
“Animale nato per nuotare per centinaia di chilometri, viene invece allevato in vasche chiuse, alimentato con ormoni della crescita, antibiotici, grassi, coloranti (la carne del salmone è chiara). In Cile, divenuto uno dei maggiori esportatori mondiali di salmone, s’è parlato di disastro ecologico. Si pescano enormi quantità di piccoli pesci per farne pastone (5 kg per un kg di salmone) e spesso in zone inquinate: un salmone può accumulare concentrazioni di diossina 20-30 volte superiori a quelle che si trovano nel mangime stesso e nell’ambiente circostante”.
Ananas e macedonia tropicale?
“L’import di ananas è aumentato del 5% rispetto allo scorso anno. Ma il Ministro alle politiche agricole Luca Zaia ha di recente ribadito l’invito a uno ‘sciopero dell’ananas’, dicendo ‘no ai prodotti fuori stagione, che non appartengono alla nostra tradizione, coltivati in Paesi dove è ancora possibile utilizzare insetticidi epatotossici e talvolta cancerogeni’. Oltre a ciò, in 100 domande sul cibo dò conto di una ricerca secondo cui un ananas trasportato per via aerea può arrivare a generare 9 volte il suo peso in CO2. Meglio, quindi, in tavola, arance, mele e melograni”.
Cioccolato al grasso di palma
“Dal 2000 si possono utilizzare, per produrre cioccolato, anche grassi differenti dall’autentico burro di cacao, come burro di karitè e olio di palma, fino al 5%. Meno costosi, ma anche meno pregiati, danneggiano i produttori di cacao e alimentano la deforestazione. Dal 1985 la superficie delle piantagioni di palme da olio in Indonesia è oltre decuplicata a scapito delle foreste tropicali. Per evitarlo, basta scegliere il cioccolato con la dicitura ‘puro’ (che esclude l’uso di grassi tropicali) o leggere bene l’etichetta”.
da luca
Un Barbecue con Zorro, un bicchiere d’acqua con l’Arcangelo Gabriele
Coi primi caldi arriva a braccetto la voglia di barbecue.
E se negli USA da mesi ormai gli yankee, per accompagnare la volata presidenziale, cospargono i loro hot dog ed hamburger con le salse piccanti griffate con le facce dei candidati, spuntano in rete nuovi tormentoni ed idee innovative, per dei BBQ davvero poco ordinari.
Con la brand-new BBQ Sword, infatti, potrete trasformarvi in moschettieri della braciola, protettori dei salsicciotti meno abbienti, paladini della giustizia carnivora. Insomma, negli zimbelli della rimpatriata mangereccia.
Ventinove dollari e vi portate a casa il forchettone similspadaccino, con tanto di maschera di Zorro inclusa.
Wurstels, in guardia!
Se invece vi sentite più timorati di Dio e volete ostentare la vostra fede pure a tavola, viene in vostro soccorso Spiritual Water.
Basta ai dilemmi sulla bevibilità o meno dell’acqua santa.
Da oggi potrete “soddisfare la vostra sete materiale e spirituale attraverso un’acqua purificata e le preghiere”, assicura Mr Elicko, produttore della Florida. Che ha già in mente una nuova linea per l’Islam ed il Giudaismo.
Insomma, meglio la Spiritual Water che un bicchiere di…vino!
da Fabrizio Gabrielli
Goal Mangiato: il ristorante Marco allo Stamford Bridge


Marco Pierre White, il vulcanico chef partito dal Gavroche che ha scalato pian piano le vette della gastronomia inglese guadagnandosi una, due, tre stelle Michelin con il suo Oak Room al Belvedere a Piccadilly si lancia oggi in un’impresa titanica: portare la cucina d’altissimo livello in un ambiente tipicamente “ostico”: uno stadio di calcio.
Ma per farlo ha preferito partire da un pugno di certezze: la liaison con Roman Abramovich, patron del Chelsea FC, ed un parterre di tutto rispetto, quella tifoseria che affolla lo Stamford Bridge ed è additata come una delle più paperonesche di tutto il Regno Unito.
da Fabrizio Gabrielli
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di marco il 01/1/70
Hollyfood: star, starlette e vips a tavola

Negli anni 80, Ariel De Guzman era un onesto cuoco che preparava ogni giorno migliaia di pasti per la US Navy.
Poi è diventato il personal chef di casa Bush, e grazie a lui ora sappiamo che la dieta della famiglia più influente del mondo è, come dire, tutt’altro che salutare. E che lui stesso, come dire, non si reputa un cuoco “serio”. Tanto da suggerire – i puristi della buona cucina saltino questa riga – che “da un punto di vista nutrizionale, le verdure surgelate o in scatola sono migliori grazie agli additivi aggiunti da chi le confeziona”.
Ma il personal chef non è un privilegio tutto presidenziale.
Anzi, è il nuovo trend di Hollywood HollyFood.
da Fabrizio Gabrielli
Extreme food: il pericolo nel piatto

I percebes ed i nidi di rondine hanno molti tratti comuni.
Innanzitutto, nei rispettivi paesi di provenienza, sono ritenuti delle prelibatezze. E se chi scrive può avallare sulla bontà del crostaceo galiziano (sì crostaco, anche se lo avresti detto mollusco; più parente del granchio o dell’aragosta piuttosto che non della cozza o della vongola, per intenderci), non altrettanto si può dire del nido di rondine, forse un po’ lontano dai gusti dei palati occidentali.
Ma c’è di più.
Con i percebes o i nidi di rondine, nel piatto metti qualcosa di più di una sciccheria.
Ci metti il pericolo in persona.
da Fabrizio Gabrielli
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di marco il 01/1/70
Se mangi leggero fai femmina

O almeno è così che la pensano gli studiosi delle università di Exeter ed Oxford, nientemeno.
Per la prima volta si arriva ad ipotizzare che il sesso dei nascituri sia da porre in relazione alla dieta seguita dalla madre.
Ed il paradigma è davvero semplice: mangi poco (e leggero?): fiocco rosa.
Mangi abbondantemente e non ti fai sfuggire certo un ricciolo di burro qua ed un soffritto di là? Bene, sarà un maschietto.
da Fabrizio Gabrielli
Lambrusco d’autore


Ci arriviamo con un po’ di ritardo, è vero.
Ma che bella la storia di Pier Luigi Celli e dell’editore reggiano Aliberti!
Capita che l’ex direttore generale dei Rai, Omnitel, Olivetti, Enel ed Eni, oggi direttore generale della libera università Luiss, scriva un libro, una raccolta di racconti, dal titolo “Altri esercizi di pentimento”.
E che il suo editore, Aliberti, decida di pagarlo con una modalità sui generis.
Come? In Lambrusco.
da Fabrizio Gabrielli
Lo assaggio io 2 – Berlusconi va di bufala

Sotto a chi tocca.
Dopo Sposini ed il pollo, il presidente dell’Honduras ed i meloni, si prosegue con la pantomima del “lo assaggio io”.
Il candidato premier per il Popolo delle Libertà viene ritratto nella commedia buffa inscenata alla Coldiretti mentre, dopo aver addentato una fettina di mozzarella di bufala, finge dapprima un malore, poi partecipatamente fa intendere di gradire.
Reclama per una presunta violazione di par condicio la mortadella. Nonostante l’antipatia atavica, almeno un’azzannata al delizioso salume il Cavaliere poteva pure darla, anziché nasconderla sotto il tavolo.
Nel frattempo, la mozzarella di bufala scompare per qualche tempo dalla pizza.
Proprio nel momento in cui Pizza torna sulle schede.
Misteri della fede.
Il primo capitolo della saga “lo assaggio io” qua.
Pasta Garofalo: Colpo d’Occhio per il cinema

“Spaghetto, tu me provochi… e io me te magno!”.
L’indimenticabile scena di Alberto Sordi in Un americano a Roma, al pari di Totò che se ne riempe le tasche in Miseria e Nobiltà, ha cristallizzato il rapporto cinema-pasta e ne ha fatto un’icona.
A perpetuare la tradizione ci pensa oggi Garofalo, uno dei brand più affermati della pasta made in Gragnano.
Infatti, al fianco di mezze maniche, rigatoni e penne, ecco spuntare… le bobine!
da Fabrizio Gabrielli
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di Pasta Garofalo il 01/1/70
Bastoncini a lutto: è morto Capitan Findus

Quando li addentavamo, nei favolosi anni ‘80, ci sentivamo anche noi un po’ “capitani di domani”.
Per questo verseremo una lacrima, oggi, sul pontile del peschereccio, mentre daremo l’ultimo saluto a Capitan Birdseye – che nell’italico stivale non conosciamo che come Capitan Findus.
E’ infatti scomparso ad una settimana dalla Pasqua John Hewer, il leggendario baffuto capitano di vascello che – assoldato dalla Findus – c’ha stuzzicato col merluzzo surgelato per anni e che, come i tempi sono cambiati, è stato subito rimpiazzato dall’aitante John Pescod, che più che convincere i bimbi della bontà del manicaretto surgelato attirava le loro mamme, ammiccando malizioso da un angolo del packaging.
Hewer, che nel 1983 venne nominato “il secondo marinaio più famoso del mondo dopo il Capitan Cook”, raggiunge così ai campi elisi il mitico baffuto del Tonno Insuperabile.
Ed il mondo del food-advertising, sull’attenti, versa una lacrimuccia in ricordo di questi lupi di mare che c’hanno insegnato ad amare il pesce.
da Fabrizio Gabrielli
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di Barbara il 01/1/70






