Archivi della categoria ‘Chiedilo a Peperosso’
Mangialonga di fine agosto per i vini de La Morra
Torna anche questa’nno, preceduta dal crescente successo di questa manifestazione la 25^ edizione della Mangialonga.
Appuntamento del 28 agosto con la tradizionale passeggiata enogastronomica dedicata ai prodotti tipici e ai vini locali che come da consuetudine,vedrà partire i gruppi di partecipanti ogni 15 minuti da piazza Castello per affrontare questp percorso che si snoda per 4 km tra i sentieri della Langa del Barolo fra scenari irripetibili.
![]()
Un itinerario scandito da tappe di degustazione dove ogni partecipante porterà al collo il proprio bicchiere e ad ogni tappa può assaporare il vino dei diversi produttori di La Morra e le specialità gastronomiche locali, gustandoli direttamente nei luoghi di produzione, tra le vigne di dolcetto, barbera, nebbiolo e barolo.
info : informazioni: Ufficio del Turismo 0173-500344 o visitando l’homepage de La Morra
da Strami
Una zuppa nazionale per celebrare l’Unità d’Italia
Sarà il primo piatto dedicato all’Unità d’Italia il vero protagonista della XII^ edizione de “I Primi d’Italia”, il Festival d’eccezione dei primi piatti nazionali che rappresenta quanto di meglio il nostro Paese ci offre e che si terrà a Foligno dal 23 al 26 settembre. Per tutta la durata dell’attesa manifestazione verranno coinvolte 26 angoli fra i pittoreschi del centro storico e 18 villaggi del gusto, con oltre 200 aziende partecipanti e 80 chef ai fornelli. Uniti, tutti insieme, per uno sforzo corale interamente dedicato ai primi piatti che mettono d’accordo ogni italiano quando si siede e per crearne uno davvero per tutti.
Per questa edizione de” I primi d’Italia” di Foligno, sarà una fantastica zuppa dai cento e più sapori. O meglio una zuppa nazionale che con i suoi venti ingredienti unirà, e non solo idealmente, quanto di più buono rappresenta il nostro Stivale dal Sud al Nord passando per il Centro, Isole comprese.
da Strami
Ultimo commento:
di online il 01/1/70
Il Raccomandato del Km Zero

Come promesso nel darvi notizia dell’imminente svolgimento della IV° edizione del concorso “Piatto a km zero”, il vincitore ( foto sopra ) è stato quello realizzato dallo chef Emanuele Guariento, dell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia, ispirato nella sua preparazione dalla ricetta raccomandata dal presidente del Consiglio Veneto Clodovaldo Ruffato.
Il quale, come gli altri politici presenti è stato la novità di questa edizione della gara nata nel 2007 da un’idea della Coldiretti per valorizzare e promuovere i prodotti della filiera alimentare del nostro Paese.
Rigorosamente italiani ma soprattutto provenienti dalle aziende agricole il più vicino possibile ai fornelli dei ristoranti e delle trattorie che hanno abbracciato questa salutare tendenza. Approvvigionare cioè le loro dispense con prodotti enogastroalimentari che non facciano il giro del mondo prima di arrivare sulle tavole dei commensali, loro clienti.
Tornando all’edizione del concorso di quest’anno, o meglio di ieri sera, oltre ai rappresentanti degli chef delle provincie del Veneto, che come nelle passate edizioni si erano sfidati con i piatti a base degli “ingredienti” più tipici di ogni singola provincia, la novità è stata appunto la partecipazione di un’altrettanta nutrita squadra di politici che per regolamento, dovevano “raccomandare” prodotti alimentari del loro collegio elettorale di provenienza; affiancando e ispirando gli chef nell’interpretazione di una ricetta a Km Zero.
Un po’ come talora accade nel vivere quotidiano quando i politici sono chiamati ad accontentare ora questo ora quel questuante … in cerca di raccomandazioni.
Solo che in questo caso, ad essere raccomandati sono stati i gusti e sapori che solo i prodotti del contadino vicino a casa riescono ancora ad affascinare per la loro sapida schiettezza.
Da qui, anche il rinnovo del nome del concorso che da “Piatto a Km Zero” è diventato ” Km zero raccomandato in cucina”.
Tornando ai piatti in gara, due antipasti, due primi, due secondi e un dolce, la classifica completa con relativi punteggi non è stata diffusa se non per la proclamazione del piatto vincitore la ” Zuppa di trippa con fagioli all’occhio di Castellaro” raccomandata dal Presidente del Consiglio Regionale Veneto Clodovaldo Ruffato e realizzata dal bravo Emanuele Guariento.
Forse, come ci è stato detto, per non enfatizzare la scarsità delle preferenze raccolte dagli altri politici e degli altri piatti.
da Strami
Km Zero, vi diremo chi ha vinto
Oscar Tibolla del Ristorante alle Codole (Canale d’Agordo) con Dario Bond; Emanuele Guariento Antica Trattoria Ballotta ( Torreglia ) con Clodovaldo Ruffato; Maria Romana Rigoni della Trattoria alla Rosa (Adria) con Graziano Azzalin;Beppe Agostini di Teatro dei Sapori (Castelfranco Veneto) con Franco Manzato; Fabrizio Tregnago del Ristorante Tregnago (Montecchia di Crosara) con Davide Bendinelli;
Sergio Dussin Al Pioppetto (Romano d’Ezzelino) con Raffaele Grazia; Roberto Leonardi Ristorante Marco Polo con Pietrangelo Pettenò.
Sono questi i nomi dei cuochi e dei politici ( novità della quinta edizione del concorso gastronomico KM zero e li identificate perché, una tantum i loro nomi vengono dopo quelli dei cuochi ) che fra poche ore, nell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia si daranno battaglia per presentare una caleidoscopica parata delle migliori preparazioni culinarie a base di ingredienti rigorosamente tipici, del territorio.
O meglio prodotti provenienti dai campi della aziende agricole subito fuori la porta dei locali che hanno aderito e aderiscono sempre più massicciamente, e non solo nel Veneto, a questa pregevole tendenza di fare cucina. Soprattutto dopo che proprio nella regione del Leone di San Marco ne sono nati i pionieri che hanno fatto approvare addirittura una legge regionale per promuovere e incoraggiare l’uso di alimenti a Km Zero.
Ora dovrete scusarci ma non vorremmo perderci gli antipasti e i piatti che dobbiamo andare ad assaggiare, degustare e giudicare anche per voi.
Se passerete a cliccarci domani aggiungeremo qualche nota in più e vi diremo chi ha fatto più strada pur restando fermo al Km Zero.
da Strami
Quattro giornate per quattro formaggi

Prenderanno il via a fine settembre e proseguiranno fino a fine ottobre, toccando diverse città italiane, le quattro giornate riservate alla promozione delle quattro DOP italiane prodotte dal latte dei nostri allevamenti che da quest’anno, oltre alla Mozzarella di Bufala Campana, il Parmigiano-Reggiano, Formaggio Asiago includono anche il Pecorino Sardo.
L’iniziativa si articola nel corso di appuntamenti con i quattro formaggi certificati, pensati in maniera specifica per chef e dettaglianti.
I partecipanti potranno così entrare nel dettaglio delle produzioni casearie e, soprattutto, far tesoro delle peculiarità identitarie di ogni formaggio a Denominazione di Origine Protetta; espressione del legame con i territori e le culture che uniscono il nostro paese in un inimitabile tutt’uno.
Si comincia a Cagliari lunedì 27 settembre, per proseguire a Livorno mercoledì 6 ottobre, a Verona martedì 19 ottobre e martedì 26 ottobre a Lecce.
In ogni città ci sarà di un cuoco di chiara fama come Luigi Pomata del “Luigi Pomata Café” di Cagliari, Rosanna Marziale del ristorante “Le Colonne” di Caserta, Massimo Bottura, chef dell’osteria “La Francescana” di Modena e Nicola Portinari del ristorante “La Peca” di Lonigo, che forniranno preziosi consigli per gli abbinamenti gastronomici dei formaggi e per la preparazione di piatti particolari ed alternativi.
Il calendario degli appuntamenti per alimentaristi ed addetti alla grande distribuzione di tutt’Italia, strutturati sempre tra momenti formativi e degustazioni, prevede invece tre date: a Bari giovedì 28 ottobre, a Milano lunedì 8 novembre e Bologna giovedì 11 novembre.
La partecipazione è gratuita, ma a numero chiuso. Per l’iscrizione è necessario rivolgersi al numero verde 800-822181.
n.d.r
l’iniziativa è realizzata con il contributo del MIPAAF
da Strami
A Mirabello la scelta è obbligata: I Durandi
Se oggi qualcuno volesse andare a Mirabello, per sentire in diretta le frasi che determineranno nel prossimo futuro le scelte politiche del nostro Paese, ovvero le attese dichiarazioni del presidente della Camera Gianfranco Fini, giunto a conclave con i suoi nel piccolo comune del ferrarese, potrebbe anche aver bisogno di mettere qualcosa sotto i denti.
In quel caso e a meno che non siate politici, maestri nell’arte di dove saper andare a prendersi da mangiare in ogni dove, l’indirizzo è il ristorante ” I Durandi “.
da Strami
I riflessi della Dorona di Mazzorbo
Sono milioni le persone che conoscono Venezia per le magie dei riflessi che dalle acque ai palazzi sembrano tenerli sospesi anche e più di quel che cercano di fare gli uommi col Mose e anche se può sembrare incredibile, fra i tanti lampi di luce, alcuni, di un un biondo dorato, non nascono nell’acqua che tutto circonda ma da grappoli di uva.
Un’antica varietà tutta veneziana che nei secoli passati testimoniava la perizia dei serenissimi di non essere solo imbattibili uomini di mare ma anche di gente che da un fazzoletto di terra sapeva come ricavare tutto quel che serviva, vino compreso, quand’anche la città fosse stata presa d’assedio rendendo irraggiungibile la terra ferma.
Non fu mai così e nessuno riusci mai a imbrigliare le isole ed è forse per questo che anche quella di Mazzorbo, nel tempo, fu lasciata ad altri destini e le viti della Dorona, questo il nome del vitigno, abbandonate alla decadenza dell’oblio.
Fino a quando, tornando sui passi di un’umanità diventata civiltà secolare, un lampo di ragione scaturito da uomini che non sono solo imprenditori e da istituzioni che non si limitano agli interessi della casta, hanno guardato alle loro origini, abbbandonate forse troppo in fretta ma con le quali si ha sempre un debito inestinguibile.
La Dorona e il suo vino, buono o non buono che se ne sarebbe ricavato, doveva tornare a lanciare i suoi riflessi dorati con i suoi grappoli.
Oggi, a vedere i vignaioli, gli uomini delle istituzioni e i non pochi curiosi con la penna in mano che guarderanno staccare i primi grappoli per una più che simbolica vendemmia, ci saremo anche noi di peperosso e ve ne daremo conto. Salutando il risultato di un progetto voluto da Veneto Agricoltura, del Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano e di imprenditori privati che hanno voluto scommettere sul Vino di Venezia.
da Strami
“ANDÈM A CRÒT” in Valchiavenna
Secondo quanto riportano le fonti, gli avi dei poco più che 7000 abitanti che abitano a Chiavenna poterono insediare il loro abitato in questa parte settentrionale della Lombardia grazie a una grande frana, staccatasi in epoca remotissima dal versante sud. Un assestamento geologico che contrariamente a quel che accade solitamente, lasciò un’eredità tutt’altro che disastrosa. I massi fermatisi sul pendio e sul piano, diedero infatti origine ai crotti. Nome che deriva da grotte ma che in realtà sono delle cavità formatesi dagli spiragli ( sorei ) fra un masso e un altro, dove soffia una corrente d’aria a temperatura costante, sia d’estate che d’inverno, intorno agli 8°C, risultando perciò tiepida d’inverno, fresca d’estate.
Ideali quindi, per essere trasformate in luoghi più che adatti per la conservazione e la maturazione del vino e di moltre altre golosità gastronomiche nonchè per costruirvi intorno piccole costruzioni con tanto di camino e renderli luoghi anche per degustazioni “sul campo” e di convivio con allegre brigate di amici.
Un po’ quel che può succedere anche a voi se decidete di salire in Valchiavenna per la 51^ Sagra dei Grotti che inizia a partire da domenica prossima, 29 agosto, per proseguire nei fine settimana successivi, venerdì 3 sabato 4 e domenica 5 settembre e concludersi nel weekend che va da venerdì 10 a domenica 12 settembre.
da Strami
Un blackberry per le ultime arsure dell’estate
Se chiedete a qualcuno cos’è un blackberry quasi tutti vi risponderanno che si tratta di un smarth phone, dimenticando o non sapendo che il blackberry prima di diventare un simbolo della tecnologia moderna è stato ed è ancora uno dei cocktails migliori per apprezzare il distillato dall’agave blu.
Una pianta di cactus dal quale i messicani della città di Tequila distillano il famoso liquore che come d’uso da quelle parti, va bevuto accompagnandolo con un po’ di sale e limone.
Operazione che richiede un po’ di tecnica perchè bisogna mettere un pizzico di sale sul dorso della mano destra usando le dita della mano sinistra, poi portare la mano destra alla bocca e leccare il sale; immediatamente dopo prendere mezzo limone con la mano destra e spremere alcune gocce direttamente in bocca. A questo punto, con entrambi gli ingredienti in bocca si manda giù un sorso di Tequila dal tipico bicchierino che si chiama “Caballito”.
Insomma gesti rapidi ma un tantino complessi per degustare un liquore che ben si presta, invece, per preparare appunto un comodo Tequila Blackberry ,che si prepara nello shaker con :
4 parti di tequila
2 parti di Creme de Cassis
1 parte di succo di limone.
Ovviamente non si deve dimenticare il ghiaccio per gustare, in questi ultimi giorni d’estate che rimangono, un dissentante e fresco piacere per il palato.
Per conoscere qualche cocktail in più cliccate qui.
da Strami
Ultimo commento:
di online il 01/1/70
Piazzette in Festa negli Appennini di Serra Pistoiese
Per non perdere di vista un tema che attira sempre più vacanzieri e enogastronauti del week end, ovvero il ritorno ai sapori del mondo contadino, la segnalazione di oggi va al piccolo borgo di Serra Pistoiese, nell’Alta Valdinievole fra fitti boschi di generosi castagni che caratterizzano quest’area che gode delle magie scenografiche degli Appennini.
E’ qui, in questo paesello arrocato a 850 m sul livello del mare, che domani prende vita la manifestazione “Piazzette in Festa” che propone un percorso gastronomico farcito con degustazioni tipiche e condito da un corteo storico medievale, giochi, antichi mestieri e musica. Il tutto per celebrare ancora una volta con una festa paesana, i sapori antichi di piatti tipici della cucina contadina locale: dai classici necci ( grossa cialda a base di farina di castagne e farcita solitamente con la ricotta ), alla farinata di cavolo nero; dal pomorodo in crosta alla polenta nel paiolo, dalla fett’unta al buon vino rosso e tante altre “semplicità” che non temono di mettersi un piazza.
Anzi… nelle Piazzette.
informazioni e dettagli cliccando qui
da Strami






