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Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Formaggi

Quattro giornate per quattro formaggi

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Prenderanno il via a fine settembre e proseguiranno fino a fine ottobre, toccando diverse città italiane, le quattro giornate riservate alla promozione delle quattro DOP italiane prodotte dal latte dei nostri allevamenti che da quest’anno, oltre alla Mozzarella di Bufala Campana, il Parmigiano-Reggiano, Formaggio Asiago includono anche il Pecorino Sardo.

L’iniziativa si articola nel corso di appuntamenti con i quattro formaggi certificati, pensati in maniera specifica per chef e dettaglianti.
I partecipanti potranno così entrare nel dettaglio delle produzioni casearie e, soprattutto, far tesoro delle peculiarità identitarie di ogni formaggio a Denominazione di Origine Protetta; espressione del legame con i territori e le culture che uniscono il nostro paese in un inimitabile tutt’uno.
Si comincia a Cagliari lunedì 27 settembre, per proseguire a Livorno mercoledì 6 ottobre, a Verona martedì 19 ottobre e martedì 26 ottobre a Lecce.

In ogni città ci sarà di un cuoco di chiara fama come Luigi Pomata del “Luigi Pomata Café” di Cagliari, Rosanna Marziale del ristorante “Le Colonne” di Caserta, Massimo Bottura, chef dell’osteria “La Francescana” di Modena e Nicola Portinari del ristorante “La Peca” di Lonigo, che forniranno preziosi consigli per gli abbinamenti gastronomici dei formaggi e per la preparazione di piatti particolari ed alternativi.

Il calendario degli appuntamenti per alimentaristi ed addetti alla grande distribuzione di tutt’Italia, strutturati sempre tra momenti formativi e degustazioni, prevede invece tre date: a Bari giovedì 28 ottobre, a Milano lunedì 8 novembre e Bologna giovedì 11 novembre.

La partecipazione è gratuita, ma a numero chiuso. Per l’iscrizione è necessario rivolgersi al numero verde 800-822181.


n.d.r

l’iniziativa è realizzata con il contributo del MIPAAF

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set  10
9
alle 09:56
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Formaggi, Peperosso consiglia....., Ricette, Spuntini e..

Fin che c’è farina, lievito, acqua e olive …

Bread
Pane, pane e ancora pane. Dal pranzo sontuoso, a quello frugale o alla cenetta romantica è uno dei cibi che nelle nostre tavole non manca mai o almeno, finchè qualcuno non dirà anche ai nostri tempi: che mangino brioche.
Non penso si sia arrivati ancora arrivati a quel punto ma giusto per non essere colti di sorpresa eccovi una ricetta per preparare una gustosa ed economica pagnotta arrichita però, con delle olive.
Per gli ingredienti : 500 g. di farina bianca, 25 g. di lievito di birra, 1 cucchiaio di sale, 10 g. di burro,
100 g. di olive nere di Gaeta, 100 g. di olive verdi, acqua.

Per la preparazione invece: spezzettate il lievito in poca acqua tiepida, unite 2 cucchiai di farina e fomate un panetto morbido.

Lasciate lievitare il panetto finché non sarà raddoppiato di volume. Disponete la farina a fontana e versate al centro il panetto lievitato. Aggiungete acqua tiepida in cui discioglierete un cucchiaio di sale e il burro ed iniziate ad impastare. Lavorate il composto finché non risulti sodo ed elastico.
Formate una palla, mettetela in una ciotola e copritela con un telo, quindi lasciatela lievitare per 1 ora.

Poi riprendete la pasta e componete una pagnotta allungata che metterete in no stampo cosparso di farina. Incorporate le olive denocciolate al panetto lavorandolo velocemente. Fate lievitare ancora un’ora.

Infornate a 200° per 30 minuti e sfornate il vostro pane alle olive al posto del pane normale o per sbocconcellarlo durante un happy hour.

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lug  10
22
alle 03:51
da Strami

Che si dice?, Formaggi, Libri di cucina, Peperosso consiglia....., Vini, giornate diverse

Il cuore del Friuli in tavola si chiama Grave

im03120420.logo.largeAttorno a San Daniele, nel cuore del Friuli Venezia Giulia, si sviluppa un Parco Agro-Alimentare che richiama un gran numero di turisti sia per gli incantevoli paesaggi sospesi tra monti, colline e bacini fluviali, sia per l’eccezionale proposta gastronomica ed enologica.

Protagonista è senz’altro l’inimitabile prosciutto crudo di San Daniele, la cui festa è stata da poco celebrata alla fine di giungo, ma che non è il solo fra i rappresentanti di una tradizione salumiera che comprende anche i meno conosciuti ciccioli e il pestât.
Così pure, non sono da meno i formaggi, fra tutti il Montasio e il Fagagna, i vini della Doc Friuli-Grave e ancora l’acquicoltura del Tagliamento e le distillerie sparse sul territorio.
Insomma una varietà alimentare straordinaria per un territorio così ristretto che si può pregustare attraverso un gustoso ricettario dell’editrice Terra-Ferma che dall’antipasto al dessert, elenca le più ghiotte proposte dei migliori ristoratori della zona.
Il volumetto funge anche da guida alle aziende e alle strutture ricettive del territorio presentando con una novantina di schede, alberghi e bed and breakfast, ristoranti e osterie, forni, aziende agricole, distillerie e, ovviamente, prosciuttifici.

Insomma se proprio non potete andare su in Friuli ma pensate di farlo, Il Parco di San Daniele in Tavola scritto da Adriano Del Fabro, non può mancare nella vostra biblioteca di gourmet o di viaggiatori alla ricerca dei saperi e dei sapori del territorio.

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lug  10
11
alle 11:37
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Formaggi, Peperosso consiglia....., giornate diverse

Al fresco di Usseglio per gustare la toma

imageSono due i fine settimana a diosposizione a iniziare dal venerdì 9 luglio e fino al 17 per fare un salto in quel di Usseglio dove sta per prendere il via Toma di Lanzo e formaggi d’Alpeggio . Protagonisti fra le frescure piemontesi, insieme al salame di Turgia della XIV edizione della mostra regionale dove convergono 100 espositori da tutta Italia, per offrire i loro prodotti con degustazione e assaggi. Atteso appuntamento che anche quest’anno si svolgerà nel suggestivo borgo montano piemontese di Usseglio.

Pittoresco paese dell’Alta Valle di Viù a una sessantina di chilomentri da Torino che si propone per cinque giorni e due weekend consecutivi come gustosa vetrina per i formaggi provenienti da nove regioni italiane (Piemonte, Sardegna, Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Lomabrdia, Puglia, Valle d’Aosta e Sicilia) e dalla vicina Svizzera.
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lug  10
8
alle 06:35
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Formaggi, Ricette, Slow Food, Spuntini e.., nuove tendenze

Parmigiano, Parma e gelato. Altro che tramezzino

GELATO02Se si mettono insieme uno chef come Igor Macchia de La Credenza di San Maurizio Canavese (TO) e un artista del gelato, Alberto Marchetti può essere che ne esca una vera esplosione del gusto quanto mai appropriata per la calda stagione.
Un piatto, perché di questo si tratta, dove il gelato sposa i sapori dell’alta cucina per diventare così il primo “Sandwich gelato da passeggio al Parmigiano reggiano” che può essere servito al ristorante ma anche in gelateria.
Nella ricetta di Igor Macchia, il gelato creato da Alberto Marchetti è una soffice crema al Parmigiano Reggiano dal sapore delicatamente salato che esalta la percezione del prosciutto e si sposa perfettamente con del soffice pane bianco, maionese all’olio di nocciola e verdure candite, come nella migliore delle tradizioni del tramezzino doc.

Ovvero, chi ha detto che il gelato deve essere solo un dessert e non una felice reinterpretazione di due elementi tipici e nobili della cucina e della tradizione italiana, il dop Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma con tanata buona crema ?

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giu  10
30
alle 10:53
da Strami

Che si dice?, Formaggi, Ricette, Ricette della tradizione, Vini, giornate diverse, nuove tendenze

Torna il Montegrande, senza la crisi del 7° anno

semifinalistiaQuando quattro anni vi abbiamo parlato del premio Montegrande, sul fatto che riuscisse ad evitare la possibile e proverbiale crisi del settimo anno, qualche dubbio c’era.
Alla prova dei fatti, il caparbio impegno animato dalla forza della convinzione che i giovani talenti vanno favoriti, mettendo a disposizione il proprio affermato ristorante, la propria brigata di cucina, un complesso meccanismo di giurati e il coinvolgimento del mondo della comunicazione di una regione brulicante di iniziative enogatronomiche, ha ripagato l’ideatrice del concorso.

La giovane Elena Cristofanon che, insieme a suo padre Silvano, patron del ristorante Montegrande, si è ripresentata alla stampa per annunciare il ritorno di questa gara, targata 2010, riservata ai giovani cuochi del Veneto (, chef patron, chef professionisti, nativi od operanti nella Regione di età inferiore ai 30 anni) che sta continuando a crescere sia in qualità che notorietà..
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mag  10
28
alle 05:22
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo, Formaggi, Peperosso consiglia....., Spuntini e.., giornate diverse

Nei dintorni di Roma

palazzo chigibis)A proposito di “Pasqua e Pasquetta a Roma e dintorni” ovvero i suggerimenti dei colleghi di Comunicaroma mi permetto aggiungere anche la meta di Ariccia.
Piccola cittadina alle porte di Roma arrampicata sulla via dei Castelli dove oltre a una simpatica signora che da decenni delizia con i suoi tipici dolci caserecci turisti e gourmand, è possibile gustare anche delle ottime specialità salate.
Prima fra tutte la porchetta che in questo paese ne hanno fatto un simbolo e non c’è “fraschetta“, così chiamano da queste parti molti posti dove ristorarsi senza tante pretese, che non la proponga nel suo menù.
Termine forse fin troppo azzardato per una cucina che vuol essere tipica, gustosa e senza fonzolosi ma non per questo da prendere alla leggera.
porchettabis)Prima di tutto quindi, porchetta arrosta e affettata senza badare allo spessore ma anche salumi, pecorini, verdure di stagione, sottaceti caserecci, pane che sa di pane ( Genzano docet ) e vino, ovviamente dei Castelli; sul quale, come sanno bene i romani che l’hanno celebrato anche nelle loro canzoni, ha un grande pregio: si lascia bere con lo stesso disimpegno con cui, una dopo l’altra, si mangiano le fette di porchetta e tutte le altre sfiziosità portate in tavola. Che, se dovessero avanzare nei piatti di portata ( non stupitevi se sono di plastica ma fanno solo che bene al conto finale ) alla fine del pranzetto e senza vergogna, potete chiedere che vi vengano messe in una vaschetta da portare a casa.
Sempre che Fabiola, dell’Antico Grottino proprio nel centro del borgo accanto al nobile palazzo Chigi, non abbia già provveduto a confezionarvi il cestino quasi fosse un souvenir di Ariccia.

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apr  10
4
alle 05:30
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Formaggi, Peperosso consiglia....., Vocabolario, giornate diverse

Rubine il formaggio venato di rosso che piaceva ai latini

ramateDal Vesuvio al Piemonte il passo non è breve ma se dopo il pomodorino vesuviano volete provare un altra tipica prelibatezza dell’immenso patrimonio gastronomico del nostro Paese allora non dovete perdervi Malvicino.
E’ li, che dalle latte di capre che vivono semibrade, si ricava un formaggio dalle origine antichissime, frutto dell’equilibrio di due mungiture del latte, quella della sera e quella del mattino, microfiltrato e lavorato crudo.
Il sio nome è Rubine e discende probabilmente dal fatto che i latini lo chiamavano “ruber”, rosso, per il carattaristico colore rubino velato che affiora nella stagionatura.

Una delizia per gli occhi ma soprattutto per il palato che non mancherà di trasmettere piacevolissimi ricordi ai neuroni della memoria sensoriale dopo che lo avrete gustato proprio in uno fra i caseifici più veraci dell’alto Appennino piemontese: Le Ramate.
Azienda agricola della famiglia Cambiano che con tenacia e passione ha riportato in vita il piccolo borgo omonimo abbandonato da oltre un trentennio, prendendone, com’era giusto che fosse, il nome per il loro caseifico e per la loro azienda.
Simbolo di un Italia che, specie da quelle parti, non è tutta della Fiat o di altre industrie che non riuscirebbero mai ricavare da soli due litri di latte, 350 grammi di prelibatezza tale da far schiattare d’invidia il miglior crémier di Francia.

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mar  10
5
alle 10:36
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Formaggi, Slow Food, Vini

Formaggiata Campana a Borgo Terravecchia

terravecchiaA proposito dell’eccellenze alimentari citate da Luca nel suo Terrafelix Campania in Mostra, se qualcuno vuole continuare a verificarne la bontà, l’occasione viene dalla Formaggiata Campana Borgo Terrevecchia che da mercoledì 16 dicembre a venerdì 18 avrà come filo conduttore ” Il tesoro sconosciuto, non solo mozzarella di bufala”.
Ovvero la possibilità di assaggiare non solo la tipica e famosa mozzarella campana ma anche altri tipi di squisiti e formaggi che meriterebbero pari notorietà come quelli a pasta filata che rispondono ai nomi di Mozzarella nella Mortella, Caciocavallo Podolico, Provolone del Monaco, Caciocavallo Irpino, Caciocavallo Silano o i pecorini come il Bagnolese, Carmasciano, Laticauda e Matese
Fior di formaggi e fior di passione di maestri campani dell’arte casara che proprio grazie alla Formaggiata di Borgo Torrevecchia, in quel di Giffoni Valle Piana, godranno dei giusti meriti e saranno pure oggetto di “studio” per quanti vorranno apprezzarne le qualità in modo gustosamente ravvicinato durante i laboratori e i seminari pevisti durante l’arco della manifestazione; organizzata con l’apporto della Regione, del Comune di Giffoni Valle Piana ma soprattutto dell’ Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi
( ONAF ) , da Slow Food e dall’associazione sommelier.
L’accesso è gratuito ma la prenotazione è obbligatoria per cui se non volete rimanere senza formaggio e senza un buon bicchiere dei tanti vini picentini e dei colli salernitani che accompegneranno gli assaggi segnatevi questa mail: masarnat@tiscali.it, o questo link

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dic  09
11
alle 07:27
da Strami

Che si dice?, Formaggi, Libri di cucina, Spuntini e.., Vocabolario

Quando chiedete fontina, siate precisi

immagineSarà la Fontina, o meglio le fontine, le protagoniste dell’incontro organizzato dalla regione Valle d’Aosta che per il 25 novembre a Saint-Vincent con inizio alle 17.00 presso il centro Congressi del Grand Hotel Billia.
Un momento di approfondimento, questa la promessa di chi cura l’evento “Io sono le fontine”, legato alla diversità e alla versatilità di questo formaggio e al concorso dedicato alle fontine d’alpeggio divenute, oltre che formaggi dop, uno dei simboli più fondanti della produzione agroalimentare delle Valle d’Aosta.
Un formaggio, la fontina, che grazie alle sue molteplici peculiarità riesce a rispecchiare ogni singolo piccolo produttore locale che, dai caseifici agli alpeggi in quota, tutti insieme danno origine ad un prodotto dalle mille personalità ma accomunate da un’unica identita.
Che, per l’occasione, sarà spiegata da Paolo Massobrio, enogastronomo e già autore della GuidaCriticaGolosa 2010, presentata al Golosaria di Torino, e che può rivelarsi particolarmente interessante per conoscere più da vicino le tante fontine che ci sono in giro.
Alcune delle quali non hanno mai visto la Valle d’Aosta.

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nov  09
19
alle 03:57
da Strami