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Che si dice?, Peperosso consiglia.....

Arte in Tavola, cucina internazionale tipica e locale

tagliatelle_nere_scampi_zucchine copiaCome rilevato da Luca nelle sue righe dedicate al Majestic di Napoli, la situazione sulla ristorazione e sulla complementare accoglienza del personale di sala dei grandi hotel non sempre è così sconsolante.
Vero che gli chef e i maître d’hôtel di un tempo sembrano aver abbandonato i grandi alberghi per lasciar spazio a presenza più asettiche e frettolose per ospiti apparentemente altrettanto frettolosi e poco attenti, ma per fortuna di uomini d’affari, congressisti e gente che lavora fuori casa, oltre agli esempi come Luciano Scotti del Majestic, esistono ancora altri professionisti dell’ospitalità alberghiera che non hanno abdicato.
E’ il caso degli appartenenti all’associazione “Arte in Tavola “, sodalizio di professionisti del settore turistico – ricettivo – alberghiero, nata a Desenzano del Garda con lo scopo di superare gli egoismi delle singole categorie ed approdare ad una professionalità globale del settore turistico alberghiero, valorizzando però quel’impagabile fattore umano proprio di ogni singolo componente.

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feb  10
9
alle 04:08
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo

Il Presidentino padovano cambia rotta

presidentinointerno_3Dopo un primo avvio come locale guidato da un filosofia di degustazioni serali, che lasciavano poco spazio alla fantasia del cliente ma molta, forse troppa, a quella della cucina e del sommelier, il Presidentino, ristorante pensato per essere fra i più gradevoli dell’ indaffaratissima Padova, oggi sembra aver trovato la rotta giusta.
Non più chiusura il mezzodì, niente camicie di forza culinarie la sera, ma un ventaglio di godibili proposte che una volta impiattate, pareggiano qualità e raffinatezza insieme ad ottime dosi di mestiere sia dello chef che del suo aiuto.
Giovani entrambi, poco più che ventenne l’aiuto Paolo Mazzuccato, già citato dai Mura del Venerdì di Repubblica, qualche anno in più il timoniere Nicola Cogo, cresciuto fra Alajmo, Barontini e altri stellati francesi.

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feb  10
3
alle 11:11
da Strami

Che si dice?, Vini, giornate diverse

The Italian Wine Master:uniti si vince

_HilSarà il primo di febbraio, presso l’hotel Hilton di Chicago, la prima tappa del viaggio americano,The Italian Wine Master, in cui le tre grandi denominazioni toscane Brunello, Chianti Classico e Vino Nobile di Montepulciano, insieme al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, si uniranno per presentare le ultime annate disponibili sul mercato e rinforzare l’attenzione dei consumatori di uno dei paesi di riferimento per il vino italiano.
«Si tratta di un’occasione straordinaria e allo stesso tempo rara – dicono i responsabili dei Consorzi – nella quale non sarà la singola denominazione ad emergere, ma quello che potremmo definire il “Sistema Italia” del vino, che accomuna le quattro realtà partecipanti a questo grande evento e che è senz’altro da ritrovare nell’elevatissima qualità dei prodotti e nella cura e tutela dei prodotti e nella cura e tutela delle produzioni».
Vuoi vedere che i nostri produttori hanno finalmente capito che è meglio scendere in campo uniti da un obiettivo comune, piuttosto che procedere in ordine sparso?
Agli oltre 140 produttori che dopo Chicago si trasferiranno a New York, il 4 febbraio e nell’attesa che ai quattro consorzi se ne aggiungano altri, i nostri auguri!

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gen  10
28
alle 11:49
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Peperosso consiglia....., giornate diverse

La signora del Caviale

untitled“La signora del caviale” racconta di una comunità di pescatori di storioni sulle rive ferraresi del Po. Un intreccio di uomini, di storie e di amori, all’ombra della seconda guerra mondiale.
A tenere le fila della vicenda, la presenza discreta e distante della signora del caviale….
Un romanzo tutto da leggere scritto da una autore, Michele Marziani, che non dimentica mai di far comparire nei suoi romanzia vini e cibi, che rendono più reali i personaggi delle sue storie, legandoli non solo a sentimenti ed emozioni ma anche ad aromi e profumi.
Se per caso o volutamente, siete dalle parti di Lugo di Ravenna, sabato 30 gennaio, alle ore 17,30, presso l’noteca e tisaneria Enò in via Magnapassi 30, Michele presenterà il suo “La signora del caviale”.
Successivamente, in sua compagnia, la degustazione di tre vini che hanno un legame ciascuno con i romanzi di Marziani.
Costo pressochè simbolico delle tre degustazione e degli assaggi di salumi e formaggi, dieci euro.
Il piacere del convivio con Marziani e il suo romanzo, gratuito.

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gen  10
26
alle 09:18
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Libri di cucina, giornate diverse

La sensualità dei sapori della “carne”

Senza tit La sensualità dei sapori della “carne”: la cucina lenta dei profumi dell’amore.
Se queste righe vi fanno pensare di aver sbagliato nella scelta dell’url e di aver digitato quello dei colleghi di Lipsblog, piuttosto che il nostro di Peperosso, entrambi appartenenenti alla grande famiglia del Communicagroup, niente paura.
Siete proprio sulla pagina giusta che per una volta, non solo vuole segnalarvi un ghiotto appuntamento enogastronomico ma anche un evento artistico dedicato a uno dei temi più cari agli amici di Lips: l’erotismo.

Vocabolo dai significati intriganti che in quel di San Severo, fino al 14 febbraio, è il protagonista de “L’incanto e l’identità” e di Eros e Glamour , per una rassegna di archeologia, arte, letteratura, antropologia culturale, psicologia e pedagogia, musica, teatro, cinema, fotografia e fumetto sui molteplici aspetti dell’Eros.
Insomma una sorta di disamina a tutto tondo che però, ed è qui che la cosa divent interessante, non poteva escludere anche lo stretto legame che esiste fra cucina, cibo ed eros.
Tema la cui trattazione è affidata, mercoledì 27 gennaio, alla “conversazione” di e con Rosa Parisi, docente di antropologia delle culture del Mediterraneo all’università di Foggia.
Titolo della conversazione, appunto, La sensualità dei sapori della “carne”: la cucina lenta dei profumi dell’amore.
Nel caso vi serva pure un suggerimneto su dove trovare cibo e ospitalità La fossa del grano è un indirizzo da segnare ricordando, giusto per stare in tema, che non sono pochi i piaceri che possono stupire dalla semplicità della cucina familiare, come nel caso di questa trattoria, situata proprio nel centro della foggiana cittadina di San Severo.

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gen  10
25
alle 11:57
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso

Il codice a barre dei cibi

cpdicebarre
In tema di consumo di alimenti e prodotti di produzione italiana, o per dirla alla Coldiretti prodotti Km zero, al di la delle indicazioni non sempre chiare riportate in etichetta, sui prodotti confezionati esiste un codice a barre per individuare il paese di provenienza del prodotto acquistato in modo immediato.
I codici-barra, infatti, non si prestano ad interpretazioni più o meno soggettive, sono più facilmente memorizzabili e, le prime tre cifre di ogni codice barra-numerico contraddistinguono a livello mondiale ogni paese o zona del mondo di produzione di ogni singolo prodotto commercializzato, anche di natura non alimentare.

Il codice a barre che identifica i prodotti italiani inizia la sequenza dei numeri con 8 00 e può arrivare a comprendere i numeri che arrivano fino all’ 8 39. Dall’ 8 40 in poi e fino all’ 8 49, per continuare l’esempio, il prodotto proviene dalla Spagna; dopo ancora, quindi 8 50, il paese produttore diventa Cuba e così via.

I Paesi che iniziano tutta la serie numerica dei codici a barra iniziando da 0 00 fino a 1 30, sono gli Stati Uniti e il Canada mentre la Cina, potenza produttiva ormai onnipresente in tutti i settori compresi quelli alimentari, è contraddistinta dai primi tre numeri 6 90, 6 91, 6 92, fino a 6 95.

Detto questo, se in tema di cibo siete di quelli che vogliono sapere l’origine del prodotto e preferite quelli di casa nostra e non avete i vostri botteganti di fiducia ( con la buona volontà si riescono ancora a trovare ) perchè ricorrete ai supermercati, il codice da memorizzare comincia con il numero 8.
Non sarete sicuramente al riparo, visto che una ditta italiana può richiedere un codice italiano anche per merci prodotte all’estero, tuttavia qualcosa di italiano con cui prendersela almeno c’è.
Se poi volete conoscere anche tutti gli altri codici di tutti gli altri paesi qui c’è un link da cliccare.

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gen  10
23
alle 07:13
da Strami

Che si dice?, Vini, per sapere la vostra....

Santa Margherita è davvvero la cantina migliore sul web?

Gaetano MarzottoSecondo l’analisi condotta da winenews sui siti delle cantine italiane di tutto il nostro Paese, prendendone in esame 2350, il sito vincitore risulterebbe quello dell’azienda Santa Margherita.
Parametri di valutazione: impatto emozionale, grafica, navigabilità, innovazione, semplicità di utilizzo, completezza e la varietà dei contenuti oltre all’aggiornamento.
Ebbene di fronte a tanti e tali riconoscimenti siamo ritornati a dare un’occhiatina al www.santamargherita.com e in effetti quasi tutti i parametri potrebbero essere condivisi fatto salvo qualche difettuccio sulla navigabilità, la velocità di caricamento dele pagine e l’impatto emozionale.

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gen  10
21
alle 06:58
da Strami

Ultimo commento:

di consiglio il 01/1/70

Concordo che il vero sapiente è colui che sa di non sapere. Soprattutto se vuol sapere e decide...

Che si dice?, per sapere la vostra....

A voi la parola

Senza titPerchè segnalare una trattoria, un ristorante, un agriturismo, un albergo o un b&b che vi ha particolarmente soddisfatto, soprattutto dove la qualità e il prezzo sono ancora … per tutti ?

Perchè da oggi, sarà cura di Peperosso pubblicare le vostre note ed estenderle a tutti i lettori di questo blog che non mancheranno di apprezzare i suggerimenti di quanti, come molti di voi che ci leggono, amano la buona cucina, il buon bere e il piacere di scoprire che non ci sono solo gli stellati o tutti i locali elencati nelle guide più o meno famose ma tanti altri professionisti dell’accoglienza che meritano il giusto spazio.

L’indirizzo mail è: redazione@communicagroup.it e contiamo che ci aiutate a scoprire le mille e una sorprese dell’ospitalità italiana. A voi la parola!

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gen  10
16
alle 10:32
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo, Ricette della tradizione, Vini

A Forlimpopoli con 20 euro pranzate a Casa Artusi

image_galleryAi curiosi lettori che ci chiedono gli indirizzi di trattorie o ristoranti dove si possano ancora spendere cifre contenute senza rinunciare al piacere del mangiare, un’idea potrebbe esere il menù elencato di seguito, servito in tavola a soli 20 euro :
Sformato di funghi (452), Ravioli all’uso di Romagna con pomodoro fresco e basilico (98 ), Braciuola di manzo ripiena arrosto (537), latteruolo (694).

Per quanto riguarda il numero che vedete fra parentesi non dovete pensare a quale codice ma solo al numero della ricetta originale ne “La Scienza in Cucina e l’Arte di Mangiar Bene” di Pellegrino Artusi (anno 1911, XV° edizione).
Questo perchè il ristorante in questione è ospitato proprio negli spazi di Casa Artusi, in quel di Forlimpopoli.
Città natale del più celeberrimo degli enogastronomi, autore di uno dei ricettari più famosi, scrittore e critico letterario, Pellegrino Artusi; al quale i suoi concittadini non solo gli ha dedicato un intero polo museale quale centro di cultura gastronomica e della cucina domestica italiana, ma hanno ben pensato che all’interno doveva esserci un risotrante per rendere il “museo” ancora più …appettibile.
Ristorante, appunto, dove troverete sia il menù degustazione artusiano da 20 euro ma anche tantissime altre tipicità e specialità preparate all’insegna della miglior tradizione artusiana.
Compresi gli altri due menù degustazione di terra e di mare… con qualche euro in più o un più nutrito menù di cui risulta difficle elencarne tutti i piatti in poche righe.
Il ristorante è aperto dalle 12 alle 15, e dalle 19,30 alle 24 con turno di chiusura il martedì, mentre per i tiratardi che non vogliono impegnarsi in un pranzo o una cena dalla a di antipasto alla d di dolce l’alternativa è L’Osteria di Casa Artusi aperta dalle 19.30 alle due di notte.
Che negli spazi sotterranei del complesso museale, propone una grande selezione di vini al calice e in bottiglia e un buffet libero a 10 euro, comprendente una selezione di formaggi e salumi del territorio, pane, piadine e dolci prodotti e curati sempre dallo chef di casa Andrea Banfi.

Ristorante Casa Artusi di Andrea Banfi & c. via Costa 31 -47034 Forlimpopoli (FC) tel. 0543.748049

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gen  10
15
alle 02:35
da Strami

Che si dice?, Polemiche, giornate diverse, per sapere la vostra....

Ma i cenoni sono davvero anacronistici e noiosi ?

ingredienti_645_458In una nota stampa appena ricevuta, leggo che Paolo Massobrio boccia i cenonni delle feste come anacronistici e noiosi e suggerisce un menù alla francese.
Ovvero… “abolire le portate, ma mettere tutto in tavola dando lo spazio, magari, ad una sola portata di sostanza. E questo per lasciare ai commensali la libertà di scegliere le porzioni che desiderano, ma anche evitare che qualcuno, a Natale, rimanga relegato in cucina. Insomma meno forma e più sostanza dedicata alla convivialità o, come ebbe a dire una mia collega “più affetti e meno affettati”.
Ebbene, non discuto sul fatto che tale considerazione possa anche attagliarsi a qualche noiosissimo cenone al quale anch’io, come molti di voi, sono stato costretto ma come la mettiamo con bisnonne, nonne e mamme che, al contrario di quel che dice Massobrio – “anche perchè manca un personaggio fondamentale del passato, che è la massaia. Oggi non c’è più, al suo posto c’è una donna che lavora come l’uomo e che magari arriva alla vigilia delle feste con lo stesso giusto desiderio di riposo e relax.” – ci sono ancora ?
O vogliamo pensare per forza che tutte le donne che apettano di cucinare l’inimagginabile per tutta la famiglia al completo attendendo felicemente la data del cenone come l’ennesima prova di quanto sono insostituibili, sono veramente sparite; magari per dare ragione a una delle tante “verità” da rivista tipo “Donna Moderna”?

E ancora, perchè non pensare che davanti ai fornelli oltre alle schiere femminee si sono aggiunti fior di maschi che con altrettanta predisposizione culinaria avanzano pari pretese di compiacere parenti, ospiti amici ma soprattutto non sono più quei tipi di uomini che non si alzano da tavola nemmeno per prendere un cucchiaino?

Trovandosi così dalla parte di Massobrio ma solo quando dice che “Il gusto di stare insieme non può essere relegato solo a fare andare le mandiboleche” e, aggiungo io, fare in modo che le mandibile vadano per il verso giusto.
Cosa che non sarà mai ne anacronistica ne noiosa e ne… francese.

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dic  09
20
alle 10:24
da Strami

Ultimo commento:

di dataghoul il 01/1/70

se i cenoni siano o meno noiosi, credo che dipenda in gran parte dai commensali...