Archivi della categoria ‘giornate diverse’
In terra di Tufo per Cantine Aperte
Considerata una delle cantine più antiche della Campania, la storia infatti ne testimonia la nascita nel 1647 con l’arrivo di Scipione di Marzo in quel di Tufo per sfuggire alla peste che imperversava nella sua San Paolo Belsito, quella dei di Marzo può ben vantarsi di aver prodotto da sempre quel Greco di Tufo che tanto successo ha conosciuto fra i cultori e gli appassionati dei vini rigorosamente del territorio. Vino che secondo la leggenda sarebbe derivato dalle vigne di Greco del Vesuvio che lo stesso Scipione portò con se prima di lasciare la piccola cittadina del napoletano per metterle a dimora nell’avellinese, nella zona che dal piccolo comune di Tufo comprende le frazioni di Santa Lucia e San Paolo, e di Santa Paolina. Nomi di piccoli insediamenti di civiltà in una terra indomabile che di quando in quando rammenta con i suoi movimenti quanta caducità vi sia nelle umane cose che non hanno radici profonde. Quasi caparbie ma non cocciute, orgogliose ma non arroganti. Qualità sempre più rare ma che si possono ancora trovare in luoghi come Tufo e in mille altri luoghi del nostro Paese, a patto di saperlie trovare, conoscerle e capirle. Magari in occasione della giornata ideata dal Movimento Turismo del Vino, che va sotto il nome di Cantine Aperte, il prossimo 29 maggio, che vuole far conoscere al grande pubblico cosa c’è veramente dentro ad ogni singola bottiglia di vino prodotta dai nostri vignaioli nelle loro cantine. Anche quelle scavate nel tufo come quella dei di Marzo che saranno ben ospitali con quanti vorranno salire, o scendere nel regno dei vini di Tufo.
da Strami
Con il vino di venti regioni ecco la Bottiglia dell’Unità Italiana
Consegnata al Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano da Ettore Riello, Giovanni Mantovani e Nicola Moscardo, di Verona Fiere, UNA: bottiglia celebrativa dei 150 anni dell’Unità d’Italia numero 1, ideata dal presidente dell’ente veronese nel corso dell’edizione 2010 di Vinitaly nell’ambito della storica visita del Presidente Napolitano. Un progetto presentato ufficialmente nell’ottobre scorso all’ambasciata italiana a Washington che con la consegna al Presidente Napolitano, ha trovato così il momento celebrativo più alto e prestigioso, a cui seguiranno le presentazioni e le occasioni di visibilità offerte dal 45° Vinitaly in programma a Verona dal 7 all’11 aprile.
La Bottiglia celebrativa dei 150 anni, dopo la consegna al Presidente Napolitano, sarà donata alle massime autorità internazionali, è a tiratura limitata, fuori commercio e racchiude un alto valore simbolico: si propone infatti come strumento di promozione per sottolineare nel mondo le peculiarità della vitivinicoltura italiana e i valori culturali tipici del Belpaese che essa rappresenta.
Il contenuto delle bottiglie, appositamente ideate e disegnate da Aldo Cibic e Riccardo Facci, nasce infatti dall’unione di quaranta vitigni autoctoni (venti a bacca bianca e venti a bacca rossa) per realizzare un cofanetto contenente il “Vino Rosso d’Italia” e il Vino Bianco d’Italia” intesi come summa delle 20 regioni del Belpaese, e che rappresenteranno ufficialmente la ricorrenza della fondazione dello Stato italiano anche all’estero. Per la creazione dei blend è stata coinvolta Assoenologi, mentre i vitigni autoctoni e i relativi vini sono stati specificatamente scelti dai 20 Assessori regionali.
Le 20 uve di vitigni autoctoni a bacca rossa che hanno dato origine al “Vino Rosso d’Italia”
Regione Autonoma Valle d’Aosta: vitigno Petit rouge;
Regione Piemonte: vitigno Barbera;
Regione Lombardia: vitigno Croatina;
Regione Liguria: vitigno Rossese di Dolceacqua;
Regione Veneto: vitigno Raboso;
Regione Trentino Alto Adige: vitigno Teroldego;
Regione Friuli Venezia Giulia: vitigno Refosco dal peduncolo rosso
Regione Emilia Romagna: vitigno Sangiovese
Regione Toscana: vitigno Sangiovese
Regione Lazio: vitigno Cesanese di Affile
Regione Umbria: vitigno Sagrantino
Regione Marche: vitigno Lacrima
Regione Abruzzo: vitigno Montepulciano
Regione Molise: vitigno Tintilia
Regione Puglia: vitigno Negroamaro
Regione Campania: vitigno Aglianico
Regione Basilicata: vitigno Aglianico del Vulture
Regione Calabria: vitigno Gaglioppo
Regione Sicilia: vitigno Nero d’Avola
Regione Sardegna: vitigno Carignano
Le 20 uve di vitigni autoctoni a bacca bianca che hanno dato origine al “Vino Bianco d’Italia”
Regione Valle d’Aosta: vitigno Priè blanc
Regione Piemonte: vitigno Cortese
Regione Liguria: vitigno Vermentino
Regione Lombardia: vitigno Trebbiano di Lugana
Regione Veneto: vitigno Garganega
Regione Trentino Alto Adige: vitigno Weissburgunder
Regione Friuli Venezia Giulia: vitigno Friulano
Regione Emilia Romagna: vitigno Pignoletto
Regione Toscana. vitigno Vernaccia di San Gimignano
Regione Umbria: vitigno Grechetto
Regione Lazio: vitigno Malvasia
Regione Marche: vitigno Verdicchio
Regione Abruzzo: vitigno Trebbiano
Regione Molise: vitigno Falanghina
Regione Puglia: vitigno Fiano
Regione Campania: vitigno Fiano
Regione Basilicata: vitigno Greco
Regione Calabria: vitigno Greco bianco
Regione Sicilia: vitigno Grillo
Regione Sardegna: vitigno Vermentino
da Strami
Il Taste di Firenze incorona Da Vittorio King of Catering
La giuria che si è riunita ieri sera 11 marzio, al Four Seasons di Firenze, composta da grandi nomi dell’enogastronomia, del giornalismo e dell’imprenditoria, oggi pomeriiggio al Taste di Firenze ha premiato il ristorante Da Vttorio in quel di Brusaporto con il Premio Platino del King of Katering
Oltre a Raffaello Napoleone, amministratore delegato Pitti Immagine, Angelo Sajeva, presidente e amministratore delegato Mondadori Pubblicità, Davide Paolin- ideatore di Taste, Riccardo Cioni, amministratore unico La Buccia e coordinatore generale di King of Catering e Gianluca Bisol direttore generale di Bisol gli altri membri erano i noti critici enogastronomici Fiammetta Fadda e Leonardo Romanelli, Paola Budel, chef Ristorante Venissa, Isola di Mazzorbo Burano (Venezia) , Agostino Poletto, direttore marketing Pitti Immagine, Andrea Cecchi, delle Cantine Cecchi e Patrizio Cipollini, G. M. Four Seasons, Firenze.
Da Vittorio di Brusaporto (Bg), è stato seguito dall’oro di Area Kitchen di Milano, dall’argento di Galateo Catering di Firenze (con sede anche a Milano) e dal bronzo del Ristorante Tonino di Cortona (Ar).
Premiati anche i vincitori dei premi di categoria che sono risultati essere il veneto Santi, con sede a Castello di Godego (Tv), che si è aggiudicato i due premi King of Style e King of Tradition & Innovation; Lo Scalco e Bachini&Bellini – entrambi fiorentini – che si sono aggiudicati ex aequo il titolo King of Impossible. Altro ex equo per il King of Mise en place che è stato assegnato a Enoteca La Torre di Viterbo e da Galateo Catering di Firenze. Infine il titolo di King of Menu, vinto da Visconti di Milano e da Tondini di Albusciago di Sumirago (Va). Il Re del Service ha visto sul podio La Piccola Officina di Cornegliano Laudense (Lodi).
da Strami
Una zuppa nazionale per celebrare l’Unità d’Italia
Sarà il primo piatto dedicato all’Unità d’Italia il vero protagonista della XII^ edizione de “I Primi d’Italia”, il Festival d’eccezione dei primi piatti nazionali che rappresenta quanto di meglio il nostro Paese ci offre e che si terrà a Foligno dal 23 al 26 settembre. Per tutta la durata dell’attesa manifestazione verranno coinvolte 26 angoli fra i pittoreschi del centro storico e 18 villaggi del gusto, con oltre 200 aziende partecipanti e 80 chef ai fornelli. Uniti, tutti insieme, per uno sforzo corale interamente dedicato ai primi piatti che mettono d’accordo ogni italiano quando si siede e per crearne uno davvero per tutti.
Per questa edizione de” I primi d’Italia” di Foligno, sarà una fantastica zuppa dai cento e più sapori. O meglio una zuppa nazionale che con i suoi venti ingredienti unirà, e non solo idealmente, quanto di più buono rappresenta il nostro Stivale dal Sud al Nord passando per il Centro, Isole comprese.
da Strami
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di online il 01/1/70
Batteri antipuzza per i 200 anni dell’Oktoberfest
Se nel nostro Paese il tema delle feste e delle sagre che si svolgono in questo scorcio di fine settembre è la vendemmia, l’uva e il vino, al di la delle Alpi, in terra tedesca, la regina delle feste, o meglio della festa più famosa di questo periodo dell’anno, è la birra. Protagonista indiscussa dell’ormai mitica Oktoberfest che da Moanco è stata esportata, scimmiottandola, anche in molte altre nazioni. Quel che invece non è stato ancora esportato, visto che anche per i tedeschi sarà sperimentata su larga scala per la prima volta, è una sostanza messa a punto da un’azienda germanica che dovrà eliminare l’intenso odore di quella parte di birra che cade a terra all’interno dei tendoni e non viene ingurgitata dai festanti tedeschi. Che per la cronaca, nei giorni dell’Oktoberfest dell’edizione dell’anno scorso ne hanno fatto spillare dalle infaticabili birraie ben sei milioni di litri.
Il prodotto, Elbomex, è una mistura a base batterica che grazie alla proprietà digestiva dei microrganismi, dovrebbe garantire la neutralizzazione della puzza della birra stantia e rendere gli ambienti più respirabili nei giorni successivi all’inaugurazione, tenutasi ieri, per continuare a tener pulita l’aria fino al 4 ottobre prossimo. Quando, dicono gli organizzatori, il record della birra bevuta e versata a terra, sarà polverizzato anche per merito di chi, bevuto il boccale della tradizione, se ne scappava via non sopportando il lezzo all’interno dei tendoni.
Cliccando qui la web in diretta dell’Oktoberfest
da Strami
Il GQ di Mosca che piace anche a Berlusconi
Non sappiamo quanti dei nostri lettori possono decidere di trascorrere una seratina al GQ di Mosca visto che non è proprio dietro l’angolo ma dato che anche il nostro primo ministro lo ha scelto per trascorrere la fine del suo soggiorno in Russia in occasione del Forum politico di Yaroslavl, c’è da dire che non è un locale fra i superlativi. Tuttavia, come per tutti gli altri locali di Arkady Noviko anche il GQ moscovita gode del vantaggio di essere particolarmente alla moda e ben frequentato da chi comanda nella grande madre Russia.
All’ingresso, poltrone in pelle originale e mobili costosi, proiettori e schermi al plasma, caminetto e discrete luci soffucse irradiate da candeli, un grande bancone per il bar con uno specchio che riflette uno spazio che invece non c’è perchè, di fatto, il GQ non vuole essere un locale per troppe persone.
Anzi, le due sale al piano superiore dove ci si siede a tavola sono pensate proprio per dare l’idea di esssere al sicuro da sguardi indiscreti e dove poter fare pranzi d’affari o contenuti ricevimenti privati.
Spiccano fra i pezzi d’arredamento, fin troppo ricchi, un pianoforte a coda bianco e altri elementi ispirati al magazine GQ dal design ovvio e nel complesso poco originale. D’altra parte visto che è il magazine a dare il nome a questo locale non poteva essere altrimenti.
Per quanto riguarda la cucina, per gli ospiti che non si limitano ai drink, i menù sono sia europei che asiatici e si può passare dalla carne al pesce senza nessuna difficoltà per gli chef di Arkady Noviko. Fondatore della catena di locali e ristoranti che ha già portato in Russia cuochi italiani del valore di Antonio Baratto o di Marco Zampieri; rspettivamente ai fuochi del “SIR”, che in russo significa formaggio che viene proposto a profusione, e della “CANTINETTA ANTINORI”.
Che sulla falsa riga di quella di Firenze propone libagioni alla toscana divenute vero cult fra i ricchi di Mosca.
Ma tornando al longue GQ, visitato anche dal primo ministro Berlusconi accompagnato dal suo amico Putin, fra i piatti forti, meglio scegliere la fiorentina, ben cotta e morbida, che il branzino con le melanzane piccanti . In alternativa, i granchi del Kamchatka cotti alla brace e serviti con una salsa asiatica piccante a base di pomodoro.
Carta dei vini all’altezza, com’è d’obbligo per questo tipo di locali dove più che al cibo si pensa al bere, e di gran qualità, costo di una seratina dai 70 dollari in su… molto su.
GQ Bar Moscow – 5 Balchug ul., Metro station: Novokuznetskaya Tel 7 495 956 7775
n.d.r
Se invece non volete rischiare di trovarvi faccia a faccia con Putin e Berlusconi qui c’è una lista completa di altri ottimi locali russi.
da Strami
“ANDÈM A CRÒT” in Valchiavenna
Secondo quanto riportano le fonti, gli avi dei poco più che 7000 abitanti che abitano a Chiavenna poterono insediare il loro abitato in questa parte settentrionale della Lombardia grazie a una grande frana, staccatasi in epoca remotissima dal versante sud. Un assestamento geologico che contrariamente a quel che accade solitamente, lasciò un’eredità tutt’altro che disastrosa. I massi fermatisi sul pendio e sul piano, diedero infatti origine ai crotti. Nome che deriva da grotte ma che in realtà sono delle cavità formatesi dagli spiragli ( sorei ) fra un masso e un altro, dove soffia una corrente d’aria a temperatura costante, sia d’estate che d’inverno, intorno agli 8°C, risultando perciò tiepida d’inverno, fresca d’estate.
Ideali quindi, per essere trasformate in luoghi più che adatti per la conservazione e la maturazione del vino e di moltre altre golosità gastronomiche nonchè per costruirvi intorno piccole costruzioni con tanto di camino e renderli luoghi anche per degustazioni “sul campo” e di convivio con allegre brigate di amici.
Un po’ quel che può succedere anche a voi se decidete di salire in Valchiavenna per la 51^ Sagra dei Grotti che inizia a partire da domenica prossima, 29 agosto, per proseguire nei fine settimana successivi, venerdì 3 sabato 4 e domenica 5 settembre e concludersi nel weekend che va da venerdì 10 a domenica 12 settembre.
da Strami
Piazzette in Festa negli Appennini di Serra Pistoiese
Per non perdere di vista un tema che attira sempre più vacanzieri e enogastronauti del week end, ovvero il ritorno ai sapori del mondo contadino, la segnalazione di oggi va al piccolo borgo di Serra Pistoiese, nell’Alta Valdinievole fra fitti boschi di generosi castagni che caratterizzano quest’area che gode delle magie scenografiche degli Appennini.
E’ qui, in questo paesello arrocato a 850 m sul livello del mare, che domani prende vita la manifestazione “Piazzette in Festa” che propone un percorso gastronomico farcito con degustazioni tipiche e condito da un corteo storico medievale, giochi, antichi mestieri e musica. Il tutto per celebrare ancora una volta con una festa paesana, i sapori antichi di piatti tipici della cucina contadina locale: dai classici necci ( grossa cialda a base di farina di castagne e farcita solitamente con la ricotta ), alla farinata di cavolo nero; dal pomorodo in crosta alla polenta nel paiolo, dalla fett’unta al buon vino rosso e tante altre “semplicità” che non temono di mettersi un piazza.
Anzi… nelle Piazzette.
informazioni e dettagli cliccando qui
da Strami
L’Arca dei Savori dei contadini di Brisighella
Dopo i contadini di Auletta, piccolo borgo del salernitano che ha festeggiato con la sua due giorni le tipicità gastroalimentari di quella parte di terra campana con ” A pranzo e cena con i contadini”, con inizio venerdì 27 agosto e conclusione domenica 29, è la volta dei contadini delle terre di Faenza.
Titolo dell’evento, anche questo tutto all’insegna delle migliori tradizioni che in tema di tipicità gastroalimentari fanno del nostro paese un’autentica miniera di preziosità, “L’Arca dei Savori”.
Organizzato dall’associazione Il Lavoro dei Contadini, giunto al suo decimo compleanno, L’Arca dei Savori è un’altro di quei imperdibili appuntamenti che anche quest’anno sembra destinato a riscuotere gli entusiatici favori e consensi di un pubblico che giunge sempre più numeroso di edizione in edizione in quel di Brisighella.
Antico borgo medievale in provincia di Ravenna noto non solo per essere città del vino e del ben mangiare ma anche per la sue feste medievali. Ma tornando all’appuntamento mangereccio del’ultimo week end di agosto, il programma si presenta ricco e fitto di appuntamenti coinvolgendo aziende agricole e contadini dell’intero comprensorio offrendo occasioni e scelte per tutti i gusti. Cliaccando qui l’intero programma e … buone degustazioni.
da Strami
Gustosa scarpinata in Folgaria
Passeggiare nel verde e degustare i prodotti tipici, preparati in piatti che danno vita ad un vero e proprio menù con primi, secondi, frutta, dolce e caffè, è la gradevole proposta che anche quest’anno la Magnarustega lancia a chi vuole trascorrere una domenica immerso nella natura trentina, senza farsi mancare i piaceri della buona cucina.
Ad organizzare l’evento nell’Alta valle del Rio Cavallo con partenza da Costa di Folgaria, la pro loco di Mezzomonte di Folgaria che fedele ai suoi compiti, anche per questo 2010 attende le migliaia di ospiti che fin dal 1998, anno della prima edizione, hanno decretato con la loro presenza l’ampio successo di questa gustosa scarpinata in mezzo ai monti trentini.
L’appuntamento è per domenica 1 agosto presso il punto di ritrovo, fissato nella piana di Costa Folgaria, dalle 8 del mattino dove si accettano le ultime iscrizioni.
Ulteriori informazioni visitando il sito magnarustega o telefonando allo 0464 724100
da Strami






