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Fin che c’è farina, lievito, acqua e olive …

Pane, pane e ancora pane. Dal pranzo sontuoso, a quello frugale o alla cenetta romantica è uno dei cibi che nelle nostre tavole non manca mai o almeno, finchè qualcuno non dirà anche ai nostri tempi: che mangino brioche.
Non penso si sia arrivati ancora arrivati a quel punto ma giusto per non essere colti di sorpresa eccovi una ricetta per preparare una gustosa ed economica pagnotta arrichita però, con delle olive.
Per gli ingredienti : 500 g. di farina bianca, 25 g. di lievito di birra, 1 cucchiaio di sale, 10 g. di burro,
100 g. di olive nere di Gaeta, 100 g. di olive verdi, acqua.
Per la preparazione invece: spezzettate il lievito in poca acqua tiepida, unite 2 cucchiai di farina e fomate un panetto morbido.
Lasciate lievitare il panetto finché non sarà raddoppiato di volume. Disponete la farina a fontana e versate al centro il panetto lievitato. Aggiungete acqua tiepida in cui discioglierete un cucchiaio di sale e il burro ed iniziate ad impastare. Lavorate il composto finché non risulti sodo ed elastico.
Formate una palla, mettetela in una ciotola e copritela con un telo, quindi lasciatela lievitare per 1 ora.
Poi riprendete la pasta e componete una pagnotta allungata che metterete in no stampo cosparso di farina. Incorporate le olive denocciolate al panetto lavorandolo velocemente. Fate lievitare ancora un’ora.
Infornate a 200° per 30 minuti e sfornate il vostro pane alle olive al posto del pane normale o per sbocconcellarlo durante un happy hour.
da Strami
Parmigiano, Parma e gelato. Altro che tramezzino
Se si mettono insieme uno chef come Igor Macchia de La Credenza di San Maurizio Canavese (TO) e un artista del gelato, Alberto Marchetti può essere che ne esca una vera esplosione del gusto quanto mai appropriata per la calda stagione.
Un piatto, perché di questo si tratta, dove il gelato sposa i sapori dell’alta cucina per diventare così il primo “Sandwich gelato da passeggio al Parmigiano reggiano” che può essere servito al ristorante ma anche in gelateria.
Nella ricetta di Igor Macchia, il gelato creato da Alberto Marchetti è una soffice crema al Parmigiano Reggiano dal sapore delicatamente salato che esalta la percezione del prosciutto e si sposa perfettamente con del soffice pane bianco, maionese all’olio di nocciola e verdure candite, come nella migliore delle tradizioni del tramezzino doc.
Ovvero, chi ha detto che il gelato deve essere solo un dessert e non una felice reinterpretazione di due elementi tipici e nobili della cucina e della tradizione italiana, il dop Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma con tanata buona crema ?
da Strami
Weekend di primavera fra i vini Euganei
Ultimi due giorni, sabato primo maggio e domenica 2, per il tradizionale appuntamento con “Vini Euganei a Primavera” fra i dolci declivi dei colli Euganei che contornano Villa Beatrice d’Este posta sulla sommità del Gemola da cui spaziare lo sguardo sull”arcipelago montuoso euganeo.
Circondati dal verde degli uliveti ma soprattutto dal rigermogliare dei vigneti che danno vita al Fior d’Arancio doc spumantizzato, che sta dando da pensare ai blasonati moscati d’Asti, o passito, che promette di ritagliarsi buoni piazzamenti fra gli “aggrediti dalle nobili muffe”.
E ancora, il beverino Serprino, buono per fine pranzo ma anche con pasta fatta in casa ripiena di delicate erbette selvatiche, lo chardonay, il pinot ma anche i merlot e i cabernet che, non più tardi di un giorno fa, hanno ricevuto il plauso del difficile Paolo Massobrio, ben abituato ai rossi del suo monferrino e ai molti altri grandi bordolesi italiani che da qualche anno a questa parte, cominciano a sentire la crescente presenza dei rossi degli Euganei, in decisa e celebrata ascesa.
Grazie e proprio a manifestazioni come “Vin Euganei a Primavera” che di anno in anno sta diventando sempre più attraente per il popolo degli enoturisti ma anche per gli amanti degli angoli più belli d’Italia, italiani, tutti da scoprire e senza paura di rimanere a piedi per colpa un vulcano imbizzarito.
Cliccando qui, informazioni e dettagli se poi con l’occasione volete fare un giro per la città giottesca eccovi un po’ di inidirizzi per mangiare alla padovana.”.
da Strami
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di Tweets that mention Weekend di primavera fra i vini Euganei | PepeRosso.info -- Topsy.com il 01/1/70
Nei dintorni di Roma
A proposito di “Pasqua e Pasquetta a Roma e dintorni” ovvero i suggerimenti dei colleghi di Comunicaroma mi permetto aggiungere anche la meta di Ariccia.
Piccola cittadina alle porte di Roma arrampicata sulla via dei Castelli dove oltre a una simpatica signora che da decenni delizia con i suoi tipici dolci caserecci turisti e gourmand, è possibile gustare anche delle ottime specialità salate.
Prima fra tutte la porchetta che in questo paese ne hanno fatto un simbolo e non c’è “fraschetta“, così chiamano da queste parti molti posti dove ristorarsi senza tante pretese, che non la proponga nel suo menù.
Termine forse fin troppo azzardato per una cucina che vuol essere tipica, gustosa e senza fonzolosi ma non per questo da prendere alla leggera.
Prima di tutto quindi, porchetta arrosta e affettata senza badare allo spessore ma anche salumi, pecorini, verdure di stagione, sottaceti caserecci, pane che sa di pane ( Genzano docet ) e vino, ovviamente dei Castelli; sul quale, come sanno bene i romani che l’hanno celebrato anche nelle loro canzoni, ha un grande pregio: si lascia bere con lo stesso disimpegno con cui, una dopo l’altra, si mangiano le fette di porchetta e tutte le altre sfiziosità portate in tavola. Che, se dovessero avanzare nei piatti di portata ( non stupitevi se sono di plastica ma fanno solo che bene al conto finale ) alla fine del pranzetto e senza vergogna, potete chiedere che vi vengano messe in una vaschetta da portare a casa.
Sempre che Fabiola, dell’Antico Grottino proprio nel centro del borgo accanto al nobile palazzo Chigi, non abbia già provveduto a confezionarvi il cestino quasi fosse un souvenir di Ariccia.
da Strami
Gustarsi il risveglio delle erbe del Tevere nell’ecoturismo
Domenica fra erbe e spezie ma più erbe che spezie nell’ecoturismo Tevere-Farfa nel cuore dell’omonima riserva naturale a una quarantina di chilometri da Roma, a Nazzano. Iniziano da oggi infatti le domeniche primaverili dedicate alle erbe selvatiche che diventano le protagoniste dei vari piatti che compongoo i ghiotti menù.
Preparati nella cucina dell’ecoturismo Tevere Farfa dalla cuoca Lucia che insieme agli altri soci della cooperativa, accoglie ospiti, visitatori e turisti che vogliono tuffarsi in questa oasi naturale.
Sorta per tutelare la zona umida formatasi in seguito alla costruzione, avvenuta nei primi anni 50, di uno sbarramento idroelettrico sul Tevere; dando luogo alla formazione del “lago” di Nazzano e ricreando ambienti naturali floro-faunistici che sono stati posti sotto tutela fin dal 1977 dalla Convenzione internazionale di Ramsar.
Tornando ai menu si parte con quello di oggi : Antipasto di Pizzelle, Fettuccine fatte in casa all’Ortica, Salsicce di Ivo e Arrosticini, Patate al forno, Crostata o Tiramisù di Lucia per proseguire con quello di domenica prossima ( Antipasto di verdure marinate, Fettuccine fatte in casa o Gnocchi al Cinghiale o Borragine, Spuntature e Pollo alla cacciatora, Patate al forno, Crostata o tiramisù di Lucia) e del 28 marzo .
( Antipasto di piccelle, Fettuccine fatte in casa agli asparagi selvatici, Brasato, salsicce, Patate al forno, Crostata o Tiramisù di Lucia).
I bimbi fino a tre anni non pagano, fino a dieci anni 20 euro mentre i grandi se la cavano con 22.
Cliaccando qui la home page dell’ecoturismo, qui invece gli indirizzi di altri luoghi non meno ideali per osservare e gustare da vicino il risveglio della primavera.
da Strami
Gusto ad altissimo livello
Eccellenze enogastronomiche venete nel rifugio più alto della provincia di Treviso, passeggiate con ciaspole, sci alpinismo e sci da Fondo, guidati dal campione Maurilio De Zolt, esibizione di cani da slitta e di motoslitte. Questo il ricco programma per l’ultima domenica di febbraio che il Master in Cultura del Cibo e del Vino dell’università veneziana di Ca’ Foscari ed i suoi partner, hanno organizzato sotto il nome di “Gusto ad altissimo livello a Treviso”, all’insegna della natura, della cultura e dei sapori del territorio presso il Rifugio Posa Puner di Miane (Tv).
“La storia e preziose testimonianze insegnano che Venezia è sempre stata legata alla terre di Valdobbiadene – spiega Roberto Stevanato responsabile del Master – la “presenza” di Ca’ Foscari, anche attraverso eventi come questo promossi dal Master, conferma e perpetua l’antica tradizione”.
“Faremo scoprire la bellezza della montagna di Treviso – aggiunge Gianluca Bisol, dell’omonima azienda produttrice di bollicine e fautore del Master a Valdobbiadene – sorseggiare un calice di Prosecco a 1345 metri, davanti a un panorama mozzafiato, è una emozione unica, che tutti dovrebbero vivere”.
Anche perchè, aggiungiamo noi, la quindicina di euro per il ticket ( i bambini non pagano ), oltre alle guide, il servizo navetta per salire in quota dai due campi base, le degustazioni enoastronomiche e gli assaggi delle migliori tipicità, valgano davvero poco per riportarsi a casa una Serenissima immagine come quella che vedete nella foto.
Informazioni: Rifugio Posa Puner – cell. 3205357163 – tel. 0438960025
da Strami
Sedano e gorgonzola per un stuzzichino veloce
Potreste chiamarlo anche finger food come va tanto di moda definire il cibo che si mangia senza forchetta e coltello ma noi di Peperosso che amiamo il nostro idioma, in questo caso preferiamo stuzzichino.
Semplice e facile da farsi, che rompe la fame ma non riesce a privarti dell’appetito che si fa sentire verso l’ora di mettersi a tavola.
Bastano delle coste di sedano ben lavate e del morbido gorgonzola che spalmerete nell’incavo delle coste stesse dopo averne fatto dei pezzettoni a misura di boccone.
La foto che vedete non è delle migliori ma vi possiamo assicurare che come stuzzichino, anche per accompagnare un aperitivo per eventuali ospiti, il successo è garantito.
Escluso per quanti non amano uno dei formaggi che più di altri, i francesi c’invidiano.
da Strami
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di Fabio il 01/1/70
Quando chiedete fontina, siate precisi
Sarà la Fontina, o meglio le fontine, le protagoniste dell’incontro organizzato dalla regione Valle d’Aosta che per il 25 novembre a Saint-Vincent con inizio alle 17.00 presso il centro Congressi del Grand Hotel Billia.
Un momento di approfondimento, questa la promessa di chi cura l’evento “Io sono le fontine”, legato alla diversità e alla versatilità di questo formaggio e al concorso dedicato alle fontine d’alpeggio divenute, oltre che formaggi dop, uno dei simboli più fondanti della produzione agroalimentare delle Valle d’Aosta.
Un formaggio, la fontina, che grazie alle sue molteplici peculiarità riesce a rispecchiare ogni singolo piccolo produttore locale che, dai caseifici agli alpeggi in quota, tutti insieme danno origine ad un prodotto dalle mille personalità ma accomunate da un’unica identita.
Che, per l’occasione, sarà spiegata da Paolo Massobrio, enogastronomo e già autore della GuidaCriticaGolosa 2010, presentata al Golosaria di Torino, e che può rivelarsi particolarmente interessante per conoscere più da vicino le tante fontine che ci sono in giro.
Alcune delle quali non hanno mai visto la Valle d’Aosta.
da Strami
El Tabaro di Valmaron, casari e malgari dal 1867

I profumi non posso farveli sentire ma se anche voi arriverete fin su nella malga dei Dalla Palma e vi farete accompagnare all’interno del piccolo deposito, sul retro dello spaccio della malga Stazio 1° Lotto Valmaron con l’annesso agriturismo “El Tabaro”, potrete respirarli fin quasi ad assaporare i sapori stessi dei formaggi da cui scaturiscono.
Con loro, i sentori di erbe di montagna, di erba cipollina, di noci e di tutti gli altri ingredienti con i quali Andrea Dalla Palma si diverte a preparare tutte le sue caciotelle dopo aver dato forma all’Asiago dop, al burro di malga e a freschissime ricotte.
Che, tant’è la differenza, se confrontate con quelle comprate in pianura, fanno venire dei dubbi sul nome stesso che la produzione industriale dà alla ricotta: nemmeno una briciola di somiglianza.
Qui, i 1300 metri di dislivello dalla pianura e la bontà del latte appena munto dalla vacche che pascolano beatamente fra gli alpeggi, fanno davvero la differenza e si sente tutta.
Soprattutto quando, accompagnati dall’arietta sottilmente frizzante e dopo ave visto come si lavora il latte e le cose buone che se ne ricavano, ci si siede ai tavoli davanti alla casetta della malga.
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da Strami
Pomodorini farciti in insalata
Con il caldo di questi giorni una fresca insalatina con dei pomodorini ciliegini, della mozzarella e qualche sottaceto è senza dubbio un ottimo rimedio per mettersi a tavola senza tanti problemi ma dopo due o tre volte che si è fatto ricorso a uno dei piatti più semplici da fare anche il peggiore dei commensali può dare segni di stanchezza.
Così, con buona pace dei grandi chef che stavolta potranno essere loro a fare i critici, anzichè preparare la solita insalata ho diviso a metà i pomodorini e dopo averli privati dei semi, li ho farciti con qualche listarella di sottiletta, dei pezzetti di mozzarella, qualche funghetto sott’olio, delle foglioline di basilico sminuzzato, qualche pezzettino di sedano, qualche cappero e un paio di acciughe battute al coltello.
Fatto questo, ho preso i miei pomodorini e li ho fatti stufare in una pentola antiaderente per qualche minuto con dell’olio di oliva, mezzo bicchiere di pinot bianco, un pizzico di sale e una presina di zucchero; coprendoli poi con un coperchio dopo aver spento il fuoco.
Una volta intiepiditi li ho impiattati su piattini da contorno in un letto di misticanza per dare l’idea dello “stuzzichino” e il risultato non è stato affatto sgradito…
da Strami






