Archivi della categoria ‘Spuntini e..’
Sedano e gorgonzola per un stuzzichino veloce
Potreste chiamarlo anche finger food come va tanto di moda definire il cibo che si mangia senza forchetta e coltello ma noi di Peperosso che amiamo il nostro idioma, in questo caso preferiamo stuzzichino.
Semplice e facile da farsi, che rompe la fame ma non riesce a privarti dell’appetito che si fa sentire verso l’ora di mettersi a tavola.
Bastano delle coste di sedano ben lavate e del morbido gorgonzola che spalmerete nell’incavo delle coste stesse dopo averne fatto dei pezzettoni a misura di boccone.
La foto che vedete non è delle migliori ma vi possiamo assicurare che come stuzzichino, anche per accompagnare un aperitivo per eventuali ospiti, il successo è garantito.
Escluso per quanti non amano uno dei formaggi che più di altri, i francesi c’invidiano.
da Strami
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di Fabio il 01/1/70
Quando chiedete fontina, siate precisi
Sarà la Fontina, o meglio le fontine, le protagoniste dell’incontro organizzato dalla regione Valle d’Aosta che per il 25 novembre a Saint-Vincent con inizio alle 17.00 presso il centro Congressi del Grand Hotel Billia.
Un momento di approfondimento, questa la promessa di chi cura l’evento “Io sono le fontine”, legato alla diversità e alla versatilità di questo formaggio e al concorso dedicato alle fontine d’alpeggio divenute, oltre che formaggi dop, uno dei simboli più fondanti della produzione agroalimentare delle Valle d’Aosta.
Un formaggio, la fontina, che grazie alle sue molteplici peculiarità riesce a rispecchiare ogni singolo piccolo produttore locale che, dai caseifici agli alpeggi in quota, tutti insieme danno origine ad un prodotto dalle mille personalità ma accomunate da un’unica identita.
Che, per l’occasione, sarà spiegata da Paolo Massobrio, enogastronomo e già autore della GuidaCriticaGolosa 2010, presentata al Golosaria di Torino, e che può rivelarsi particolarmente interessante per conoscere più da vicino le tante fontine che ci sono in giro.
Alcune delle quali non hanno mai visto la Valle d’Aosta.
da Strami
El Tabaro di Valmaron, casari e malgari dal 1867

I profumi non posso farveli sentire ma se anche voi arriverete fin su nella malga dei Dalla Palma e vi farete accompagnare all’interno del piccolo deposito, sul retro dello spaccio della malga Stazio 1° Lotto Valmaron con l’annesso agriturismo “El Tabaro”, potrete respirarli fin quasi ad assaporare i sapori stessi dei formaggi da cui scaturiscono.
Con loro, i sentori di erbe di montagna, di erba cipollina, di noci e di tutti gli altri ingredienti con i quali Andrea Dalla Palma si diverte a preparare tutte le sue caciotelle dopo aver dato forma all’Asiago dop, al burro di malga e a freschissime ricotte.
Che, tant’è la differenza, se confrontate con quelle comprate in pianura, fanno venire dei dubbi sul nome stesso che la produzione industriale dà alla ricotta: nemmeno una briciola di somiglianza.
Qui, i 1300 metri di dislivello dalla pianura e la bontà del latte appena munto dalla vacche che pascolano beatamente fra gli alpeggi, fanno davvero la differenza e si sente tutta.
Soprattutto quando, accompagnati dall’arietta sottilmente frizzante e dopo ave visto come si lavora il latte e le cose buone che se ne ricavano, ci si siede ai tavoli davanti alla casetta della malga.
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da Strami
Pomodorini farciti in insalata
Con il caldo di questi giorni una fresca insalatina con dei pomodorini ciliegini, della mozzarella e qualche sottaceto è senza dubbio un ottimo rimedio per mettersi a tavola senza tanti problemi ma dopo due o tre volte che si è fatto ricorso a uno dei piatti più semplici da fare anche il peggiore dei commensali può dare segni di stanchezza.
Così, con buona pace dei grandi chef che stavolta potranno essere loro a fare i critici, anzichè preparare la solita insalata ho diviso a metà i pomodorini e dopo averli privati dei semi, li ho farciti con qualche listarella di sottiletta, dei pezzetti di mozzarella, qualche funghetto sott’olio, delle foglioline di basilico sminuzzato, qualche pezzettino di sedano, qualche cappero e un paio di acciughe battute al coltello.
Fatto questo, ho preso i miei pomodorini e li ho fatti stufare in una pentola antiaderente per qualche minuto con dell’olio di oliva, mezzo bicchiere di pinot bianco, un pizzico di sale e una presina di zucchero; coprendoli poi con un coperchio dopo aver spento il fuoco.
Una volta intiepiditi li ho impiattati su piattini da contorno in un letto di misticanza per dare l’idea dello “stuzzichino” e il risultato non è stato affatto sgradito…
da Strami
Panama Cafè, il regno di Chiara

Alcuni lettori curiosoni, qualità essenziale per non essere piatti e uniformati in un mondo sempre più lastricato da schermi TV, ci chiedono che fine ha fatto la nostra carissima collega Chiara Romiti.
Ebbene la risposta è che non ha fatto nessuna fine, semmail il contrario.
Dopo aver deciso che non poteva più sacrificare buona parte della sua passione sulla tastiera di un pc, lasciando “orfani” quanti hanno tentato di riprodurre le sue gustosità fatte ricette, ha dato vita al regno che spetta a ogni chef.
Fatto di fuochi veri, di profumi che salgono da pentole in continua ebollizione, di gusti e sapori mise in place. Dopo che, all’idea creativa di un qualsiasi manicaretto, segue l’azione di trasformare e assemblare gli ingredienti.
Carni, pesci, verdure, frutta, formaggi, salumi, olio, latte, uova, farina, sale, zucchero, spezie, vino e quanto altro ancora serve per deliziare gli avventori del Panama Cafe, il suo regno di via della Polveriera a Civitavecchia.
da Strami
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di strami il 01/1/70
Bollicine su Venezia
Giornata di grandi bollicine italiane quella di sabato 6 giugno nelle sale del Danieli a Venezia.
Nel corso dell’attesa manifestazione, la consegna del premio Bollicine Topline 2009 alla bottiglia migliore. Un premio – ha spiegato Giampietro Comolli del Forum Spumanti d’Italia – per riconoscere e sottolineare il successo delle bollicine italiane nel mondo che, nei primi 4 mesi del 2009, indicano ancora un segno positivo. In netta controtendenza agli champagne, da sempre concorrenti da battere.
da Strami
Un lungo weekend con il “dolze” di Montagnana
Torna , da oggi a domenica 17 maggio, sul palcoscenico del magico centro storico all’interno della città di Montagnana, circondata da un’antica cinta murata medievale perfettamente conservata, l’appuntamento con il prosciutto Berico-Euganeo D.O.P.
Dodicesima edizione per una vera e propria Festa del Prosciutto Veneto che accoglierà quanti vorranno scoprire e riscoprire un’eccellenza gastronomica dalle qualità inimitabili.
Prima fra tutte l’ineguagliabile e morbida dolcezza trasmessa al palato da ogni singola fetta di ogni singolo coscio di suino.
da Strami
Stelle enogastronomiche in ascesa nel padovano
In quel di Sarmeola di Rubano, alle porte di Padova, sulla statale 11 padana superiore, c’è il tempio degli Alajmo ma non è delle Calandre che vi voglio parlare anche se Davide Griggio ne è stato barmann, Stefano Polato ne è stato sommelier e, Mattia Barbieri ne ha vissuto i fuochi dei fornelli.
Piuttosto, è proprio della loro Enoteca Centrale che mi va di raccontare. Anche perchè o la trovate dimenticando le Calandre, se lasciate Padova, o la scoprite prima, se da Vicenza dirigete verso la città del Santo attraversando un altro paesotto del padovano che si chiama Mestrino. Dove proprio nella piazza, quasi di fronte alla chiesa, come in ogni buon municipio d’Italia che si rispetti, oltre alla farmacia, il panificio, il macellaio, il tabacchino e l’edicola c’è sempre stato l’immancabile bar sport o il caffè centrale.
da Strami
Distinti salumi da Cagli
Non siete amanti del pecorino ne tantomeno delle fave di Nerola ?
Poco male, potete cambiare persorso e, per il primo maggio, potete andare in quel di Cagli.
Altra piccola città, questa volta delle Marche, fascinosamente rappresentata dall’antico torrione voluto da Federico di Montefeltro a sovrastare altre decine di bellezze architettoniche dei secoli passati.
Il tutto in una cornice paesaggistica a ridosso della riviera adriatica che anche per quest’anno ospita una rassegna nazionale dei salumi sempre più attesa.
Una ghiotta occasione per scoprire gran parte delle migliori produzioni norcine del nostro Paese in un colpo solo.
Presidi nazionali Slow Food e prodotti dei consorzi nazionali di tutela del salume da gustare nei cortili, negli androni degli antichi palazzi nobiliari e nei principali luoghi storici della città trasformati per l’occasione in sale di degustazione.
Tante e tali che i tre giorni della manifestazione sembrano addirittura un po’ pchini ma, con un po’ di buona volontà e “spirito di sacrificio” possono bastare.
Cliccando il link trovate ogni dettaglio di tutto il nutrito programma.
p.s
Già che ci siete, prima di partire per Cagli, cancellate dalla memoria la parola… colesterolo e non preoccupatevi : le cose buone per davvero non hanno mai ammazzato nessuno.
da Strami
Rosso dei Frati Priori per i fagottini
Se vi siete fatti la domanda : “ma a mezzanotte a chi va di accendere il forno!?”, posta da Chiara nella ricetta dei fagottini di sfoglia con cavolo romano piccante e formaggio, può essere che vi siate chiesti anche cosa bere.
Ebbene, io suggerirei un cabernet sauvignon, in purezza, prodotto da una famiglia di Erbusco che ha sempre fatto vino.
da Strami






