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Quando si è parlato di dare il via a questo appuntamento settimanale, una voce amica mi ha messo in guardia avvisandomi che a parlar di vino avrei rischiato grosso. Moltissimi intenditori, migliaia di sommelier e frotte di esperti dal “nasuncolo rosso". Che fare? Recedere? No. Meglio stappare vini come il Nosiola o
come questo granato scuro, con tinte arancioni e profumi eleganti che concedono solo poche repliche . Saporevolmente, (si potrà scrivere?) caldo, potente ma vellutato e che, a seconda di chi sei, ricorda rose selvagge o viole delicate. Qualcuno dice che sia vino da meditazione, altri, di contro, lo vogliono in tavola con primi robusti come i pizzoccheri o carni rosse e torte salate a base di formagggio bitto. Io, invece, che ne ricevo una bottiglia in regalo una volta l’anno, quando lo bevo lo piango…vedendolo finire. Ops, dimenticavo di dire che il suo nome è Sfursat. Nello specifico, e ringraziando il buon amico che me ne fa dono, il 5 stelle di Negri. Produttore di Chiuro (Sondrio) che, insieme agli altri suoi colleghi del consorzio, produce davvero un bel vino.
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