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Anche i ciechi possono “leggere” il vino
Se cliccando su Peperosso avete notato che l’ultimo post risale a un paio di giorni fa la colpa è del Vinitaly. O meglio, o sei è li o non sei li.
Non che in fiera a Verona manchi la sala stampa, giornalisti pubblicisti e blogger compresi che sono molti di più degli oltre 4000 espositori, il fatto è che proprio perchè tutti stanno scrivendo di tutto e di più, scatta la riflessione.
Cosa scrivere sui vini del Vinitaly e di chi li fa che non abbiate già letto o leggerete?
Ecco, la nota giusta per cominciare a dire qualcosa di “non uguale”, potrebbe essere proprio la parola leggere.
Facoltà della quale io e voi possiamo disporre ma chi non può?
Come può scegliere l’etichetta giusta, chi non ci vede, fra le migliaia che vengono incollate sulle bottiglie e come qui, al Vinitaly, riescono a “ubriacare” solo a vederle ?
da Strami
Vini in braille

Visto che gli inviti a comprare direttamente dai produttori sembrano graditi e visto che il tempo dei regali è alle porte, ecco un’idea che va oltre il consueto. Sono bottiglie di vini veronesi, Soave di Valpolicella, Valpolicella Superore e Ripasso, prodotti dall’azienda Villa Caplèt. Si possono ordinare direttamente telefonando in azienda e regalarle poi a chi vi è caro ma, per sua sfortuna, sia ipovedente o non ci veda affatto.
Oltre al piacere del palato gli regalerete la sorpresa di sapere cosa berrà … sfiorando le etichette stampate in braille, anche in inglese.
da Strami
Ultimo commento:
di marco il 07/12/2007 alle 21:19






