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Dal Golosaria di Mantova al Galù di San Secondo Parmense

Se avete programmato di trascorrere un week end fra le goloserie del Golosaria di Mantova, domai e dopo domani ,12 e13 giugno, ma siete di quelli incontentabili, allora il suggerimento è quello di sconfinanre anche nel parmense, e da Mantova, in poco più di un oretta, arrivare fino a San Secondo Parmense.
E’ in questo piccolo comune, noto per la tipica produzione della Spalla di San Secondo e il raro vin dolce e frizzante Fortanina, che potete scoprire un luogo nato all’insegna delle 3 C : “Cucina, cantina e calore”.
E’ un relais di campagna con cucina, aperto l’ultimo giorno del 2009 dal sogno comune di quattro amici, cresciuti nel mondo della ristorazione, che vantano, ognuno per la loro esperienza, una storia di tutto rispetto a cominciare dalla carissima Anna Rasi e il non meno apprezzabole Andrea Quadrani, rispettivamente ex-titolare ed exsommelier della storica “Enoteca Angelo Rasi” di Padova; Massimo Bonini, anima della Torrefazione Lady Cafè di San Secondo Parmense e, non ultimo, Sergio Preziosa, allievo dello chef Massimiliano Alajmo de “Le Calandre” di Rubano.
da Strami
Alla Montecchia, la Toscana firmata Alajmo
Se cliccate il link de Le Calandre, vero e proprio laboratorio di ricerca e sperimentazione gastronomica al servizio del gusto che non più tardi di qualche settimana fa è stato inserito nei migliori cinquanta ristoranti del mondo, fra i diversi link e rimandi c’è quello di un altra creatura degli Alajmo: La Montecchia.
Altro pregevole ristorante, coordinato dal papà di Raffaele e Massimiliano Alajmo, Erminio, ospitato in una elegante struttura che un tempo fu un essiccatoio di tabacco, dov’è possibile imparare a gustare lo stile di questa famiglia e le invenzioni di Massimiliano, prima ancora di sedersi ai tavoli de Le Calandre.
Magari proffittando del fatto che in una sera di fine primavera, come accadrà domani venerdì 4 giugno, oltre che luogo di buona tavola, La Montecchia si apre ai suoi ospiti diventando scenario per l’arte della commedia quale fonte d’ispirazione per un menù curato dallo stesso Massimiliano.
da Strami
Gli Alajmo, le Calandre, il genio
Da qualche giorno Massimiliano e Raffaele Alajmo non hanno più il loro ristorante, con un colpo di mano che ha dell’incredibile, visti i tempi strettissimi con cui sono passati dal dire al fare, hanno cancellato le “vecchie” Calandre e hanno rifatto le nuove Calandre.
Un cambio che stupisce ma non sorprendere, la genialità che li ha portati nell’olimpo delle stelle dei ristoranti al top non poteva che sortire quel che può suscitare l’ennesimo elogio o l’ennesima critica.
Parole, righe, commenti, recensioni, racconti, descrizioni e chi più ne ha più ne metta.
Anche noi per esempio, potremmo raccontarvi di come gli Alajmo abbiamo immaginato di ricavare dal tronco di un albero ultrecentenario dei tavoli che non hanno bisogno di tovagliato, di buttare la posateria di ieri per far posto a quella di oggi ma nata nel 400 nel paese dei Ferri Taglienti, del cuoio odoroso di Maranello che adorna le vesti di chi vi serve, delle luci che scendono dall’alto nascondendo quel che non serve illuminare, della “credenza” al centro della sala; e prima ancora del banco e dei lampadari dell’ingresso, della cantinetta per le bottiglie di pronta beva, degli armadi per i soprabiti ma anche per gli imgombranti giacconi.
Insomma, di quel che è nuovo ma solo per chi, peggio per lui, non ha il genio degli Alajmo che continua.
Raccontato in dieci minuti di film senza aggiunta di altre righe, che senza genio, sono inutili.
da Strami
Ultimo commento:
di Strami il 01/1/70
Con il Gusto per la Ricerca, bontà in tavola
Conclusosi con grande successo il sesto appuntamento con “Il Gusto della Ricerca”, rassegna enogastronomica della quale avevamo dato notizia ( qui c’è il link ), tirate le somme e fatti i conti, alla presenza del capitano Andrea Soro e del maresciallo Massimo Giordano delle Frecce Tricolori, Raffaele Alajmo, vice presidente della onlus “Il gusto per la Ricerca” e i fratelli Andrea e Francesco Cerea, hanno consegnato le prime due trance del ricavato dall’ormai tradizionale appuntamento con la manifestazione di beneficenza che riunisce l’eccellenza gastronomica a favore della ricerca scientifica in ambito pediatrico, o ad opere di sussistenza destinate ai bambini.
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da Strami






