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Il venexian Aldreghetti e la Balla degli spaghetti alla Bolognese
Quando tempo fa vi abbiamo parlato della trattoria Da Poggi, a distanza di tempo, sono arrivati anche alcuni commenti, uno per la verità non proprio entusiasmante ma altri, compresi quelli arrivati direttamente (redazione@communicagroup.it) , sembrano invece confermare che i nostri suggerimenti erano appropriati.
Tanto più se vogliano aggiungere che il patron e chef, Stefano Aldreghetti, continua nella sua incessante opera di difensore e proprugnatore dei piatti della tradizione più tipica veneziana, e non solo, proponendo nei suoi menù molte venezianità che i palati, troppo addomesticati dalla cultura di massa, talora possono anche non “capire” ma una volta educati, non hanno più di che lamentarsi
Ultima fatica di questo chef tutto veneziano, è quella di affiancare altri nobili amici, di penna e di cultura enogastronomica ispirata ai valori della territorialità, nel condurre la battaglia contro gli spaghetti alla bolognese che come in tutti i luoghi turistici, anche a Venezia, vengono richiesti a man bassa da ignavi avventori di ristoranti, trattorie e altri cento e cento locali. I quali ormai sembrano convinti per il solo sentito dire che non ci sia niente di meglio per riassumere la cucina italiana e, tornati al loro Paese, raccontare, danno nel danno, che hanno mangiato pure gli spaghetti alla bolognese o alla “bolognaise”
da Strami
Hostaria Da Poggi, magnar da venexian
Può capitare di essere a Venezia e trovarsi a chiedersi dove pranzare senza entrare in uno dei tanti locali buoni per turisti che magari amano il rischio di conti salati o in locali che ormai hanno perduto quell’identità tipica delle vecchie trattorie veneziane o dei “bacari”, che proponevano le più esemplari specialità di una cucina fatta di cose semplici che sanno diventare raffinate non appena se ne comprende il valore.
Piatti a base di quei prodotti dell’entroterra lagunare e di pesci non blasonati ma non per questo di poco valore: sardoni, anguelle (acquadelle), masanete (piccoli granchi di laguna), folpetti e capesante caorline, e altro ancora che, insieme alle specialità della terra, fegato alla veneziana, risotto coe secole (piccoli pezzetti di carne che rimanevano attaccate alle ossa dopo la spolpatura di tagli nobili), pasta e fasioi col museto (cotechino) e non ultimo il baccalà alla veneziana e mantecato.
Insomma, delizie gastronomiche di un tempo passato che torneranno con tutta la forza dei loro sapori sulle tavole di un locale che, in quel di Cannaregio sarà il locale per chi, a Venezia, vuole mangiare come si è sempre mangiato a Venezia.
Prima del mordi e fuggi dei milioni di “foresti” che assediano ogni giorno la Serenissima, tanto da renderla più simile a una Veneland che a quella città che è ancora fra i ricordi di molti.
Ai fuochi della Hosteria da Poggi, questo il nome del ristorante che dal 4 novembre sarà un punto de stea, come dicono in laguna, Stefano Aldreghetti e tutta la sua perizia per una rinnovata versione di questo locale veneziano che risponderà alla domanda del dove si va a mangiare nella città dei Dogi, senza entrare nell’anonimato di un locale senza personalità.Per trovarlo, nel cuore di Venezia, basta che vi segnate Cannaregio, 2103 Rio terà della Maddalena, a 100 metri dal casinò.
Comunque qui c’è una mappa oppure, l’home page dell’Hosteria Da Poggi.
p.s
Nota interessante: Hosteria Da Poggi fa parte dei ristoranti, non moltissimi in verità, dove anche gli intolleranti al glutine possono star tranquilli, basta avvisare lo chef
da Strami
Ultimo commento:
di Paolo & Famiglia il 01/1/70






