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Bricco dell’Uccellone, barbera che sa aspettare
Piemontese per antonomasia, il barbera è vitigno a bacche rosse da cui si ricava un vino che molti declinano al femminile, scontrandosi con altri che lo vogliono maschile.
Ma, la barbera o il barbera che sia, con il suo piglio vinoso, il sapore asciutto e il corpo deciso che invecchiando assume le gradevoli armonie di un gusto più pieno, è vino che non può mancare nella cantinetta di casa.
Soprattutto se vi capita a tiro un Bricco dell’Uccellone.
Barbera astigiano al 100%, di Rocchetta Tanaro, che trascorso il suo anno di affinamento fra i legni e altri dodici mesi nel vetro, abbandona l’esuberante vivacità dei giovani, per diventare grande bicchiere di vino, senza spigoli o incertezze.
Rosso rubino, riflette un granato che apre la strada a sentori di frutta rossa e piccoli frutti, mischiati a spezialità che puntano alla vaniglia e alla liquirizia. Conservando, nella corposità della ferma struttura, un sapore per niente avaro di sensazioni avvolgenti. Morbide memorie per le papille che rimangono intrigate da questo rosso di casa Braida e dallo spirito di quel grande ideatore di barbere: Giacomo Bologna.
Inutile dire che i suoi compagni di tavola sono le carni e i formaggi stagionati. In caso contrario, il palato vi dice subito che siete fuori strada e potevate risparmiare qualche foglio da dieci euro. Spesi, mediamente, per nobilitare la vostra cantinetta con un / una barbera di classe che può rimanere ad attendere occasioni propizie anche per una decina d’anni. Grado e forza non mancano.
da Strami
Ultimo commento:
di marco il 01/1/70






