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Il GQ di Mosca che piace anche a Berlusconi

g_GQ_big_01Non sappiamo quanti dei nostri lettori possono decidere di trascorrere una seratina al GQ di Mosca visto che non è proprio dietro l’angolo ma dato che anche il nostro primo ministro lo ha scelto per trascorrere la fine del suo soggiorno in Russia in occasione del Forum politico di Yaroslavl, c’è da dire che non è un locale fra i superlativi. Tuttavia, come per tutti gli altri locali di Arkady Noviko anche il GQ moscovita gode del vantaggio di essere particolarmente alla moda e ben frequentato da chi comanda nella grande madre Russia.

All’ingresso, poltrone in pelle originale e mobili costosi, proiettori e schermi al plasma, caminetto e discrete luci soffucse irradiate da candeli, un grande bancone per il bar con uno specchio che riflette uno spazio che invece non c’è perchè, di fatto, il GQ non vuole essere un locale per troppe persone.
g_GQ_big_04Anzi, le due sale al piano superiore dove ci si siede a tavola sono pensate proprio per dare l’idea di esssere al sicuro da sguardi indiscreti e dove poter fare pranzi d’affari o contenuti ricevimenti privati.
Spiccano fra i pezzi d’arredamento, fin troppo ricchi, un pianoforte a coda bianco e altri elementi ispirati al magazine GQ dal design ovvio e nel complesso poco originale. D’altra parte visto che è il magazine a dare il nome a questo locale non poteva essere altrimenti.
Per quanto riguarda la cucina, per gli ospiti che non si limitano ai drink, i menù sono sia europei che asiatici e si può passare dalla carne al pesce senza nessuna difficoltà per gli chef di Arkady Noviko. Fondatore della catena di locali e ristoranti che ha già portato in Russia cuochi italiani del valore di Antonio Baratto o di Marco Zampieri; rspettivamente ai fuochi del “SIR”, che in russo significa formaggio che viene proposto a profusione, e della “CANTINETTA ANTINORI”.
Che sulla falsa riga di quella di Firenze propone libagioni alla toscana divenute vero cult fra i ricchi di Mosca.

g_GQBAr_big_05Ma tornando al longue GQ, visitato anche dal primo ministro Berlusconi accompagnato dal suo amico Putin, fra i piatti forti, meglio scegliere la fiorentina, ben cotta e morbida, che il branzino con le melanzane piccanti . In alternativa, i granchi del Kamchatka cotti alla brace e serviti con una salsa asiatica piccante a base di pomodoro.

Carta dei vini all’altezza, com’è d’obbligo per questo tipo di locali dove più che al cibo si pensa al bere, e di gran qualità, costo di una seratina dai 70 dollari in su… molto su.

GQ Bar Moscow – 5 Balchug ul., Metro station: Novokuznetskaya Tel 7 495 956 7775

n.d.r
Se invece non volete rischiare di trovarvi faccia a faccia con Putin e Berlusconi qui c’è una lista completa di altri ottimi locali russi.

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set  10
12
alle 06:49
da Strami

Chiedilo a Peperosso, La domenica speziale, Ricette, Vini

La finocchiona che piace anche al primo ministro

finocchionaBalzata improvvisamente alla ribalta delle cronache nazionali per l’apprezzamento nei suoi confronti da parte del nostro primo ministro, la finocchiona è uno dei tantissimi salumi italiani che deve il suo successo all’antica arte della norcineria.
Diffusa non solo nella patria d’eccellenza per antonomasia, che risponde al nome di Umbria ma in tutte le zone d’Italia dove un tempo, quando non c’erano frigoriferi e congelatori, il bisogno di conservare i cibi, acconciandoli sapientemente, era quanto mai d’obbligo.
Nel caso dei salumi e dei salami, categoria, quest’ultima, a cui appartiene la finocchiona, oltre al sale, elemento conservante essenziale che viene mescolato in giuste dosi all’impasto delle carni di maiale che ne costituiscono l’ingrediente fondamentale, si usavano spezie ed erbe.
Credute, a torto o a ragione, ulteriori elementi per conferire all’insaccato maggior capacità di durare nel tempo: dal pepe al coriandolo, dal pimento, al ginepro, dai pistacchi al finocchio… della finocchiona.

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apr  10
10
alle 10:51
da Strami

Ultimo commento:

di Gianni il 01/1/70

nel natale 2007, in vacanza a New York, enorme stupore e poi gioia nel vedere, nel menu nientemen...

le freak c'est chic

Meno male che Silvio fa il vino – Berlusconi acquista la Tenuta di Montecucco (anzi no)

Già ce la immaginavamo, la scena.
A forza di constatare che Maldini “migliora invecchiando”, dopo essersi sentito dire che lui porterà pure i tacchi à la Sarkozy ma “nella botte piccola c’è il vino buono”, dopo la cristallina riprova che “se tuona d’aprile prepara un barile”, i fratelli Berlusconi, dopo i successi nel calcio, nella televisione e con l’Italia che li porta sugli scudi, decidono poi alla fine di buttarsi nel vitivinicolo.
E lo fanno acquistando, nientemeno, una tenuta nel pieno della Maremma toscana.
L’azienda agaria Tenuta di Montecucco.

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giu  08
2
alle 09:00
da Fabrizio Gabrielli

Ultimo commento:

di marco il 01/1/70

maestro passa sul mio blog urge un tuo commento...:)