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Dov'eravamo, Peperosso consiglia.....

A Napoli, il Majestic è in controtendenza

IMG_0236 In gran parte dell’Europa i grandi chef fanno a gara per aprire i loro locali nei migliori hotel. In Italia, al contrario, la ristorazione alberghiera ha fama di di essere asettica e insipida. Quasi a non voler mettere nessuno in imbarazzo. Passatini di verdure, sogliola alla mugnaia, composte di frutta e dolci di (modesta ) pasticceria. Tutto questo ha un nome: cucina internazionale, ovvero buona per tutti senza avvelenare nessuno. E così i ristoranti degli alberghi sono fuggiti come la peste da quei clienti un po curiosi di conoscere l’enogastronomia locare o vogliosi di fare nuove esperienze. Il Majestic, a Napoli, fa eccezione. Pur essendo un quattro stelle nell’elegante quartiere di Chiaia, dedicato alla clientela d’affari, il suo ristorante è stato affidato ad un giovane ed esperto chef: Luciano Scotti. E come diceva la pubblicità la musica in cucina è cambiata velocemente. Luciano ha imposto materie prime rigorosamente campane e selezionate. I pomodorini sono i mitici vesuviani del “piennolo”, la pasta è di gragnano ( quasi introvabile sul mercato della grande distribuzione), il maialino arriva dal matese e così via. La sua esperienza maturata nei grandi alberghi accanto a maestri stellati michelin, oggi è libera di innovare nel solco della grande cucina napoletana a cominciare dal quel miracolo gastronomico che è il sartù di riso fino al pesce bandiera gratinato con peperoncino, passando attraverso gli scialatielli con rana pescatrice, filetti di rana pescatrice in crosta filante e carciofi al forno oppure quella delizia che è il filetto di maialino nero in salsa di radicchio. Ma se volete di più, Luciano non si tirerà indietro, accetterà la sfida e vi mostrerà cosa vuol dire la passione per l’eccellenza.

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feb  10
7
alle 11:24
da luca

Chiedilo a Peperosso, Formaggi, Slow Food, Vini

Formaggiata Campana a Borgo Terravecchia

terravecchiaA proposito dell’eccellenze alimentari citate da Luca nel suo Terrafelix Campania in Mostra, se qualcuno vuole continuare a verificarne la bontà, l’occasione viene dalla Formaggiata Campana Borgo Terrevecchia che da mercoledì 16 dicembre a venerdì 18 avrà come filo conduttore ” Il tesoro sconosciuto, non solo mozzarella di bufala”.
Ovvero la possibilità di assaggiare non solo la tipica e famosa mozzarella campana ma anche altri tipi di squisiti e formaggi che meriterebbero pari notorietà come quelli a pasta filata che rispondono ai nomi di Mozzarella nella Mortella, Caciocavallo Podolico, Provolone del Monaco, Caciocavallo Irpino, Caciocavallo Silano o i pecorini come il Bagnolese, Carmasciano, Laticauda e Matese
Fior di formaggi e fior di passione di maestri campani dell’arte casara che proprio grazie alla Formaggiata di Borgo Torrevecchia, in quel di Giffoni Valle Piana, godranno dei giusti meriti e saranno pure oggetto di “studio” per quanti vorranno apprezzarne le qualità in modo gustosamente ravvicinato durante i laboratori e i seminari pevisti durante l’arco della manifestazione; organizzata con l’apporto della Regione, del Comune di Giffoni Valle Piana ma soprattutto dell’ Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi
( ONAF ) , da Slow Food e dall’associazione sommelier.
L’accesso è gratuito ma la prenotazione è obbligatoria per cui se non volete rimanere senza formaggio e senza un buon bicchiere dei tanti vini picentini e dei colli salernitani che accompegneranno gli assaggi segnatevi questa mail: masarnat@tiscali.it, o questo link

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dic  09
11
alle 07:27
da Strami

Dov'eravamo

Terrafelix. Campania in mostra

terrafelix_web
Sessantamila visitatori in cinque giorni, cento aziende ad esporre e vendere prodotti enogastronomici, altrettante ad intrattenere relazioni commerciali con operatori internazionali. Terrafelix, Mostra dell’Agroalimentare campano, alla Mostra d’Oltremare , promossa dalla Regione Campania con Città della Scienza. Durante cinque giorni, la Regione Campania, attraverso l’Assessorato all’Agricoltura guidato da Gianfranco Nappi, ha stipulato una serie d’accordi per la realizzazione di altrettanti progetti di promozione, sviluppo e valorizzazione del sistema agroalimentare regionale.
Ecco una sintesi degli impegni:
Dalla Triennale del Gusto, programma di valorizzazione della qualità agroalimentare attraverso attività istituzionali svolte 365 giorni all’anno, all’Enoteca Regionale a Pompei.
E’ in arrivo il marchio DOAG: Denominazione d’Origine Ambientale Garantita, inserito nell’ambito del Sistema di rintracciabilità Alimentare creato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
Per cinque giorni non si è parlato di “monnezza” o di camorra che pur continuano a convivere con quel 90% di popolazione campana che lavora e produce qualità di eccellenza alimentare.
A parere di Peperosso, troppo poco e troppo tardi visti, e assaggiati, i prodotti in mostra.

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dic  09
10
alle 01:41
da luca

Chiedilo a Peperosso, Vini, giornate diverse

“I Giorni del Lacryma Christi” a Ottaviano

vesuviumFalanghina, Catalanesca, Coda di Volpe o Caprettone, Piedirosso, Sciascinoso ed Aglianico sono questi i secolari vitigni che da disciplinare danno vita a uno dei più famosi vini campani che anche quest’anno sarà onorato e celebrato all’ombra del Vesuvio durante ” I Giorni del Lacryma Christi” .
Fortunata manifestazione promossa dalla “Strada del Vino Vesuvio e dei Prodotti Tipici Vesuviani” in collaborazione con Luciano Pignataro Wine Blog che animerà la cittadina di Ottaviano trasfornandola in un percorso del gusto che parte da via Palazzo del Principe e si snoda fino al Castello Mediceo : cuore della manifestazione, che inizia l’undici settembre e culmina domenica 13 con la premiazione del Concorso Enologico, fra degustazioni, dibattiti e convegni.

Insomma una tre giorni vesuviana organizzata per porre l’accento su una produzione di Lacryma Christi del Vesuvio, nelle sue varietà bianco, rosso, rosato doc e spumante, sempre più degna di attenzione e per dare il giusto riconoscimento ai 60 produttori della Strada del Vino Vesuvio che da quest’anno hanno deciso di gemellarsi con altri due territori vulcanici italiani non meno importanti: il distretto del Soave in Veneto e l’areale dell’ Etna in Sicilia.
A seguire, inoltre, visite guidate ed escursioni per scoprire le bellezze e i sapori delle “terre nere” del comprensorio vesuviano e del parco nazionale con gli immancabili e non meno rappresentativi prodotti tipici di questa terra che merita un weekend.

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ago  09
27
alle 11:56
da Strami