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In terra di Tufo per Cantine Aperte
Considerata una delle cantine più antiche della Campania, la storia infatti ne testimonia la nascita nel 1647 con l’arrivo di Scipione di Marzo in quel di Tufo per sfuggire alla peste che imperversava nella sua San Paolo Belsito, quella dei di Marzo può ben vantarsi di aver prodotto da sempre quel Greco di Tufo che tanto successo ha conosciuto fra i cultori e gli appassionati dei vini rigorosamente del territorio. Vino che secondo la leggenda sarebbe derivato dalle vigne di Greco del Vesuvio che lo stesso Scipione portò con se prima di lasciare la piccola cittadina del napoletano per metterle a dimora nell’avellinese, nella zona che dal piccolo comune di Tufo comprende le frazioni di Santa Lucia e San Paolo, e di Santa Paolina. Nomi di piccoli insediamenti di civiltà in una terra indomabile che di quando in quando rammenta con i suoi movimenti quanta caducità vi sia nelle umane cose che non hanno radici profonde. Quasi caparbie ma non cocciute, orgogliose ma non arroganti. Qualità sempre più rare ma che si possono ancora trovare in luoghi come Tufo e in mille altri luoghi del nostro Paese, a patto di saperlie trovare, conoscerle e capirle. Magari in occasione della giornata ideata dal Movimento Turismo del Vino, che va sotto il nome di Cantine Aperte, il prossimo 29 maggio, che vuole far conoscere al grande pubblico cosa c’è veramente dentro ad ogni singola bottiglia di vino prodotta dai nostri vignaioli nelle loro cantine. Anche quelle scavate nel tufo come quella dei di Marzo che saranno ben ospitali con quanti vorranno salire, o scendere nel regno dei vini di Tufo.
da Strami
Sorsi di Lune, altro che chiacchere

Poche ore al D-Day per la grande cena-evento che l’8 giugno, alla Città del Gusto di Napoli, vedrà coinvolte 65 tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, enologhe, sommelier, giornaliste, comunicatrici e tutte le simpatizzanti dell’Associazione Donne del Vino della Campania.
Il nome dell’evento, “Sorsi di lune”, è una carrellate di percorsi del gusto e del fare targata Donne del Vino della Campania, dedicata ai vini, alle ricette, ai prodotti e alle suggestioni di un grande patrimonio enogastronomico che trova le sue migliori espressività nel Cilento, Campi Flegrei, Vesuvio, Ager Falernus, Alto Casertano, Irpinia e Sannio; in una parola, la Campania.
Regione troppo spesso mitizzata da altrettanti troppo numerosi e insensati luoghi comuni non proprio lusinghieri che questa volta, attraverso le sue donne, sarà al centro delle attenzioni del mondo enogastronomico che non può che salutare con entusiasmo quel che si prosppetta come l’anteprima di un triennio ricco di iniziative e novità grazie a questa associazione di donne che poco chiaccherano e molto fanno e che per questo 2010 saranno guidate dalla neo delegata Mari Ida Avallone, succeduta a Elena Martusciello, oggi presidente nazionale.
Nella foto il brindisi per la neodelegata Ida Avallone- foto “rubata a Luciano Pignataro.
Per informazioni sull’evento “Sorsi di Lune” : Città del gusto, Via Coroglio, 104/E,80124 Napoli.
Tel: 081/19808900-902-908-910 fax 081/19808911
napoli@cittadelgusto.it – eventi.na@cittadelgusto.it
da Strami
In nome dell’Aglianico
Al via da domenica 16 maggio la tre giorni di Vitigno Italia, a Catel dell’Ovo a Napoli, giunto quest’anno al suo sesto appuntamento con il mondo del vino da vitigno autoctono e tradizionale italiano nell’ambito dell’articolato Mese del Vino della Campania.
Tornando però ai tre giorni del trecentesco Castel dell’Ovo, che è il cuore dell’evento,tutto il pittoresco Borgo Marinari ai piedi del castello, il Real Circolo Savoia e i grandi hotel del lungomare diventano teatro per concorsi, incontri tecnici, workshop, degustazioni guidate, performance gastronomiche e quant’altro di meglio si possa pensare per vivere tre giorni di grande festa all’insegna dei vini dei territori del nostro Paese.
Vero e proprio giacimento enologico fatto di varietà assolutamente uniche spesso dimenticate e ancora tutte da scoprire ma che qui, a Castel dell’Ovo, trovano la più degna delle accoglienze.
Fra le molte occasioni per non disertare Vitigno Italia “I Carati dell’Aglianico“.
da Strami
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di Tweets that mention In nome dell’Aglianico | PepeRosso.info -- Topsy.com il 01/1/70
L’enoturismo della Campania alla Feltrinelli di Napoli
Ancora buon bere ma anche buona gastronomia, turismo e cultura in mezzo ai libri per la presentazione dell’edizione di Cantine Aperte 2010 della Regione alla Feltrinelli di piazza Martiri a Napoli nella giornata di domani 6 maggio.
L’evento sarà l’occasione per presentare tutti i contenuti dell’edizione di quest’anno, le proposte delle singole aziende ed il gemellaggio tra l’associazione prediletta dagli enoturisti e Feltrinelli – Gribaudo, suo marchio storico dell’editoria gastronomica.
Al termine della presentazione, piazza dei Martiri ospiterà la prima tappa del british bus del Mese del vino: una sala degustazioni itinerante ed interamente dedicata agli eventi enologici previsti in Campania nel mese di maggio. L’evento rientra infatti nel Maggio del vino, il calendario di eventi a tema enogastronomico promossi dall’assessorato regionale campano all’agricoltura.
da Strami
101 Vini da bere almeno una volta nella vita
Appuntamento con “101 VINI DA BERE ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA spendendo molto poco”, fatica letteraria di Luciano Pignataro, questa sera alle 21 presso le sale Librerie.coop Ambasciatori a Bologna.
Protagonsita della serata, ovviamemte, l’autore, ben noto al pubblico degli enogastronauti per avere seguito con particolare attenzione l’evoluzione dell’enologia campana e meridionale fin dal 1994, Luciano Pignataro che sarà accompagnato in questa presentazione felsinea del suo libro, dopo gli appuntamenti di Palermo, Roma e Napoli, dagli interventi di Gabriella Ercolini, politico, Laura Franchini, sommelier, e Marco Nanetti, enotecario.
In veste di moderatore, infine, il giornalista Lorenzo Frassoldati.
da Strami
In Campania, maggio di vino nella terra del sole
Manca solo qualche giorno a quel che si annuncia come uno degli eventi più attesi nella capitale del sole e dell’intera Campania, che sarà coinvolta, per un mese intero, dalla festa enologica che la Regione ha voluto promuovere dando vita al Mese del Vino. Una iniziativa collettiva per fare sistema e rendere accessibile a tutti il fantastico mondo della vitivinicoltura e del vino con eventi in location storiche, appuntamenti in cantina, degustazioni, affari, ma anche rassegne trasversali che coniugano il vino all’arte, al design e al lusso.
Dall’isola di Ischia alla verde Irpinia, passando per la città di Napoli e la Reggia di Caserta, sino all’area archeologica di Pompei, una girandola di eventi per celebrare i vini campani e i vitivinicoltori di questa parte d’Italia che al recente VinItaly non ha mancato di attrarre nei suoi padiglioni migliaia di estimatori al pari di altre regioni storicamente in prima fila come la Toscana o il Piemonte e lo stesso Veneto, padrone di casa del grande rassegna internazionale veronese. Ma tornando al mese del Vino, il calendario, promosso dall’assessorato regiionale all’agricoltura Campana, va dal 6 maggio all’8 giugno e vede come protagonisti
da Strami
Pomodorino Piennolo del Vesuvio e pasta di Gragnano
Si svolgeranno all’interno delle cucine del “Premiato Pastificio Afeltra” in Gragnano a iniziare da martedì 9 marzo, le prove del concorso per aggiudicarsi il premio gastronomico “Piennolo d’Oro”.
Una gara fra cuochi che chiama a raccolta sia gli chef della Campania che di tutte le altre regioni, per proporre un piatto di loro invenzione composto da prodotti tipici regionali e con l’obbligo dell’uso del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio e la Pasta di Gragnano.
Due veri e propri simboli della cucina regionale campana divenuti ormai portabandiera del miglior Made in Italy gastronomico che grazie anche a questa tre giorni, (la manifestazione si conclude l’11 marzo con la giornata dedicata alle prove degli chef provenienti dalla altre regioni dopo i primi due giorni riservati alle prove dei cuochi campani) andrebbe decisamente più incoraggiato e ricordato anche dai grandi media nazionali.
Che troppo spesso confinano il mondo della gastronomia fra i “pezzi di colore” o striminzite rubruichette che non rendono onore nè alla storia delle nostre tradizioni, fatte anche di buona tavola come insostituibile momento conviviale, nè a tutto il mondo dell’agroalimentare e del suo indotto, chef e ristoratori compresi.
Un mondo che vale tanto oro quanto pesa.
per maggiori dettagli e programma completo questo è il link
A Napoli, il Majestic è in controtendenza
In gran parte dell’Europa i grandi chef fanno a gara per aprire i loro locali nei migliori hotel. In Italia, al contrario, la ristorazione alberghiera ha fama di di essere asettica e insipida. Quasi a non voler mettere nessuno in imbarazzo. Passatini di verdure, sogliola alla mugnaia, composte di frutta e dolci di (modesta ) pasticceria. Tutto questo ha un nome: cucina internazionale, ovvero buona per tutti senza avvelenare nessuno. E così i ristoranti degli alberghi sono fuggiti come la peste da quei clienti un po curiosi di conoscere l’enogastronomia locare o vogliosi di fare nuove esperienze. Il Majestic, a Napoli, fa eccezione. Pur essendo un quattro stelle nell’elegante quartiere di Chiaia, dedicato alla clientela d’affari, il suo ristorante è stato affidato ad un giovane ed esperto chef: Luciano Scotti. E come diceva la pubblicità la musica in cucina è cambiata velocemente. Luciano ha imposto materie prime rigorosamente campane e selezionate. I pomodorini sono i mitici vesuviani del “piennolo”, la pasta è di gragnano ( quasi introvabile sul mercato della grande distribuzione), il maialino arriva dal matese e così via. La sua esperienza maturata nei grandi alberghi accanto a maestri stellati michelin, oggi è libera di innovare nel solco della grande cucina napoletana a cominciare dal quel miracolo gastronomico che è il sartù di riso fino al pesce bandiera gratinato con peperoncino, passando attraverso gli scialatielli con rana pescatrice, filetti di rana pescatrice in crosta filante e carciofi al forno oppure quella delizia che è il filetto di maialino nero in salsa di radicchio. Ma se volete di più, Luciano non si tirerà indietro, accetterà la sfida e vi mostrerà cosa vuol dire la passione per l’eccellenza.
da admin
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di antonio il 01/1/70
Formaggiata Campana a Borgo Terravecchia
A proposito dell’eccellenze alimentari citate da Luca nel suo Terrafelix Campania in Mostra, se qualcuno vuole continuare a verificarne la bontà, l’occasione viene dalla Formaggiata Campana Borgo Terrevecchia che da mercoledì 16 dicembre a venerdì 18 avrà come filo conduttore ” Il tesoro sconosciuto, non solo mozzarella di bufala”.
Ovvero la possibilità di assaggiare non solo la tipica e famosa mozzarella campana ma anche altri tipi di squisiti e formaggi che meriterebbero pari notorietà come quelli a pasta filata che rispondono ai nomi di Mozzarella nella Mortella, Caciocavallo Podolico, Provolone del Monaco, Caciocavallo Irpino, Caciocavallo Silano o i pecorini come il Bagnolese, Carmasciano, Laticauda e Matese
Fior di formaggi e fior di passione di maestri campani dell’arte casara che proprio grazie alla Formaggiata di Borgo Torrevecchia, in quel di Giffoni Valle Piana, godranno dei giusti meriti e saranno pure oggetto di “studio” per quanti vorranno apprezzarne le qualità in modo gustosamente ravvicinato durante i laboratori e i seminari pevisti durante l’arco della manifestazione; organizzata con l’apporto della Regione, del Comune di Giffoni Valle Piana ma soprattutto dell’ Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi
( ONAF ) , da Slow Food e dall’associazione sommelier.
L’accesso è gratuito ma la prenotazione è obbligatoria per cui se non volete rimanere senza formaggio e senza un buon bicchiere dei tanti vini picentini e dei colli salernitani che accompegneranno gli assaggi segnatevi questa mail: masarnat@tiscali.it, o questo link
da Strami
Terrafelix. Campania in mostra

Sessantamila visitatori in cinque giorni, cento aziende ad esporre e vendere prodotti enogastronomici, altrettante ad intrattenere relazioni commerciali con operatori internazionali. Terrafelix, Mostra dell’Agroalimentare campano, alla Mostra d’Oltremare , promossa dalla Regione Campania con Città della Scienza. Durante cinque giorni, la Regione Campania, attraverso l’Assessorato all’Agricoltura guidato da Gianfranco Nappi, ha stipulato una serie d’accordi per la realizzazione di altrettanti progetti di promozione, sviluppo e valorizzazione del sistema agroalimentare regionale.
Ecco una sintesi degli impegni:
Dalla Triennale del Gusto, programma di valorizzazione della qualità agroalimentare attraverso attività istituzionali svolte 365 giorni all’anno, all’Enoteca Regionale a Pompei.
E’ in arrivo il marchio DOAG: Denominazione d’Origine Ambientale Garantita, inserito nell’ambito del Sistema di rintracciabilità Alimentare creato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
Per cinque giorni non si è parlato di “monnezza” o di camorra che pur continuano a convivere con quel 90% di popolazione campana che lavora e produce qualità di eccellenza alimentare.
A parere di Peperosso, troppo poco e troppo tardi visti, e assaggiati, i prodotti in mostra.
da admin






