Posts Taggati come ‘chef’

Dov'eravamo, Peperosso consiglia.....

A Napoli, il Majestic è in controtendenza

IMG_0236 In gran parte dell’Europa i grandi chef fanno a gara per aprire i loro locali nei migliori hotel. In Italia, al contrario, la ristorazione alberghiera ha fama di di essere asettica e insipida. Quasi a non voler mettere nessuno in imbarazzo. Passatini di verdure, sogliola alla mugnaia, composte di frutta e dolci di (modesta ) pasticceria. Tutto questo ha un nome: cucina internazionale, ovvero buona per tutti senza avvelenare nessuno. E così i ristoranti degli alberghi sono fuggiti come la peste da quei clienti un po curiosi di conoscere l’enogastronomia locare o vogliosi di fare nuove esperienze. Il Majestic, a Napoli, fa eccezione. Pur essendo un quattro stelle nell’elegante quartiere di Chiaia, dedicato alla clientela d’affari, il suo ristorante è stato affidato ad un giovane ed esperto chef: Luciano Scotti. E come diceva la pubblicità la musica in cucina è cambiata velocemente. Luciano ha imposto materie prime rigorosamente campane e selezionate. I pomodorini sono i mitici vesuviani del “piennolo”, la pasta è di gragnano ( quasi introvabile sul mercato della grande distribuzione), il maialino arriva dal matese e così via. La sua esperienza maturata nei grandi alberghi accanto a maestri stellati michelin, oggi è libera di innovare nel solco della grande cucina napoletana a cominciare dal quel miracolo gastronomico che è il sartù di riso fino al pesce bandiera gratinato con peperoncino, passando attraverso gli scialatielli con rana pescatrice, filetti di rana pescatrice in crosta filante e carciofi al forno oppure quella delizia che è il filetto di maialino nero in salsa di radicchio. Ma se volete di più, Luciano non si tirerà indietro, accetterà la sfida e vi mostrerà cosa vuol dire la passione per l’eccellenza.

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feb  10
7
alle 11:24
da admin

Ultimo commento:

di antonio il 01/1/70

Confermo tutto. Per lavoro mi sono fermato a Napoli alcuni giorni. la prima sera, la stanchezza h...

Chiedilo a Peperosso, giornate diverse

Pasta trend

logo_bassa_pastatrendC’è tempo fino a febbraio per compilare la richiesta on line e ricevere, sempre via internet, il biglietto gratuito per entrare in qualità di visitatore al Pasta Trend di Bologna in programma dal 24 al 27 aprile prossimo.
Un salone che non mancherà di riscuotere i più ampi successi di critica e di pubblico, come si dice in gergo, visto che si pone come la più grande e spettacolare vetrina interattiva dove i visitatori potranno scoprire davvero cosa c’è dietro un piatto di pasta.
Dalla ricerca scientifica ai grandi produttori, dalla sapienza dei maestri artigiani alla più grande passione che coinvolge ogni buongustaio solo a sentire parlare di un appetitoso e invitante piatto di pasta, per una manifestazione riservata sia agli operatori che ai visitatori, nei due giorni di sabato 24 e domenica 25 aprile.

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gen  10
19
alle 05:51
da Strami

Ultimo commento:

di Notizie dai blog su Pasta Trend il grande salone della pasta il 01/1/70

[...] Pasta trend C’è tempo fino a febbraio per compilare la richiesta on line e ricevere, sem...

Peperosso consiglia.....

I segreti di Poggiomarino: La locanda

CrudiMare
Autostrade perse nel nulla. Case ai lati della stada come in un villaggio western. il nostro ospite procede sicuro alla luce dei fari. Intorno è buio. Alla fine due luci accese e un piccolo spiazzo. L’insegna dice:”la locanda”. Siamo a Poggiomarino, a due passi da Ottaviano e a pochi chilometri da Napoli. Il locale è piccolo, otto tavoli in tutto. La luce è quella delle lampade a risparmio energetico. Gli avventori ci guardano con facce fredde. Ci scrutano. il cuore si stringe. Dove siamo capitati? Che sia uno scherzo? Eppure si era parloto di cena indimenticabile.
Ma quando ci sediamo a tavola e cominciano ad arrivare ostriche sugose e freschissime, gamberoni crudi che sanno di mare,polpi tagliati alla julienne,affettato di tonno rosso, tarufi di mare e mazzancolle che chiedono solo di essere assaporate, lo spirito cambia. A tavola vengono messe delle bottiglie di Falerno primitivo, rosso,prodotto da Moio. Assolutamente superbo. Dal colore rosso rubino, con riflessi neri e purpurei e dal profumo delicato si sposa alla perfezione con il pesce. La cena prosegue. Alici fritte come in un tempura, leggero come un pizzo antico. E poi filetto di bandiera al forno con salsa di peperoni. Alfonso, patron e chef si muove con tranquillità tra i tavoli scambia battute con gli ospiti, pronto ad esaudire sfizi golosi purchè a base di pesce. infine sorbetti, crostatine, struffoli ripieni di crema pasticcera chiudono una cena opulenta. Il conto lascia senza fiato. In media con una qualunque trattoria romana o milanese: 45 € più il vino. Usciamo nel buio. Da qualche parte c’è Napoli. Speriamo che Alfonso non venga scoperto dalle grandi guide e resti un nostro piacevole segreto.

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nov  09
26
alle 07:10
da admin