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Che si dice?, Peperosso consiglia.....

Arte in Tavola, cucina internazionale tipica e locale

tagliatelle_nere_scampi_zucchine copiaCome rilevato da Luca nelle sue righe dedicate al Majestic di Napoli, la situazione sulla ristorazione e sulla complementare accoglienza del personale di sala dei grandi hotel non sempre è così sconsolante.
Vero che gli chef e i maître d’hôtel di un tempo sembrano aver abbandonato i grandi alberghi per lasciar spazio a presenza più asettiche e frettolose per ospiti apparentemente altrettanto frettolosi e poco attenti, ma per fortuna di uomini d’affari, congressisti e gente che lavora fuori casa, oltre agli esempi come Luciano Scotti del Majestic, esistono ancora altri professionisti dell’ospitalità alberghiera che non hanno abdicato.
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feb  10
9
alle 04:08
da Strami

Dov'eravamo, Peperosso consiglia.....

A Napoli, il Majestic è in controtendenza

IMG_0236 In gran parte dell’Europa i grandi chef fanno a gara per aprire i loro locali nei migliori hotel. In Italia, al contrario, la ristorazione alberghiera ha fama di di essere asettica e insipida. Quasi a non voler mettere nessuno in imbarazzo. Passatini di verdure, sogliola alla mugnaia, composte di frutta e dolci di (modesta ) pasticceria. Tutto questo ha un nome: cucina internazionale, ovvero buona per tutti senza avvelenare nessuno. E così i ristoranti degli alberghi sono fuggiti come la peste da quei clienti un po curiosi di conoscere l’enogastronomia locare o vogliosi di fare nuove esperienze. Il Majestic, a Napoli, fa eccezione. Pur essendo un quattro stelle nell’elegante quartiere di Chiaia, dedicato alla clientela d’affari, il suo ristorante è stato affidato ad un giovane ed esperto chef: Luciano Scotti. E come diceva la pubblicità la musica in cucina è cambiata velocemente. Luciano ha imposto materie prime rigorosamente campane e selezionate. I pomodorini sono i mitici vesuviani del “piennolo”, la pasta è di gragnano ( quasi introvabile sul mercato della grande distribuzione), il maialino arriva dal matese e così via. La sua esperienza maturata nei grandi alberghi accanto a maestri stellati michelin, oggi è libera di innovare nel solco della grande cucina napoletana a cominciare dal quel miracolo gastronomico che è il sartù di riso fino al pesce bandiera gratinato con peperoncino, passando attraverso gli scialatielli con rana pescatrice, filetti di rana pescatrice in crosta filante e carciofi al forno oppure quella delizia che è il filetto di maialino nero in salsa di radicchio. Ma se volete di più, Luciano non si tirerà indietro, accetterà la sfida e vi mostrerà cosa vuol dire la passione per l’eccellenza.

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feb  10
7
alle 11:24
da admin

Ultimo commento:

di antonio il 01/1/70

Confermo tutto. Per lavoro mi sono fermato a Napoli alcuni giorni. la prima sera, la stanchezza h...