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Fior d’Arancio, un moscato verso la docg
Fra i milioni di bottiglie stappate per i brindisi di Natale e Capodanno che hanno segnato una netta sconfitta delle bollicine francesi, a tutto vantaggio degli spumanti e dei prosecchi di casa nostra, da registare anche il buon piazzamento del Fior d’Arancio che è stato richiesto in ragione ben superore rispetto all’offerta produttiva.
Un tipico moscato giallo dei colli Euganei che proprio alla vigilia delle festività è stato riconosciuto dal centro per l’enologia di Asti, che di moscato ne conosce virtù e vizi, quale prodotto inimitabile fra i moscati gialli che vengono vinificati nelle limitatissime zone italiane vocate per la produzione di questo spumante.
Fra le quali, appunto, l’area degli Euganei che a breve, come ci ha confermato il presidente del consorzio per la tutela vini DOC del colli Euganei, Antonio Dal Santo, consluso l’iter previsto dalla normativa, potrà entrare fra le zone di produzione a denominazine di origine controllata e garantita proprio grazie al Fior d’Arancio.
Vino spumante decisamente particolare dal buon profuno persistente dell’uva, dolcemente aromatico ma non troppo lezioso e dal bel colore giallo di paglia dai riflessi dorati.
Uno spumante da fine pranzo che piace molto alle signore ma che non dispiace neppure ai palati dei signori soprattutto se accompagnato con dolci di pasta sfoglia, crostate di frutta e foccacce fatte in casa.
A conferma che la dolcezza piace a tutti…
da Strami
Dreolino, profumi e sapori senza enciclopedia
Avete idea di quanti siano i profumi che un bravo winewriter riesce a tirar fuori da un bicchiere di vino e quali no ?
Sono talmente tanti e tali che bene ha fatto chi si è preso la briga di radunarli addirittura in famiglie. Ovvero raggruppando il finocchio o la tremetina, per esempio, fra gli aromatici-balsamici. Iris, biancospino, tiglio e altri, invece, nella famiglia dei floreali. E dopo i fiori, i futtati : albicocca, ananas, banana, ciliegia prugna e ancora quelli della frutta secca e confettura: fico secco, mandorla, nocciola, noce, cocco, prugna secca, uva sultanina, confettura, frutta cotta…
E fin qui non siamo neanche a mezza strada, visto che poi c’è la famiglia dei vegetali e degli erbacei con erba, felce, fieno tagliato, limoncello, foglia di pomodoro, salvia, foglie morte, mallo di noce e via via per passare all’altro gruppo definito minerale. Profumi riconducibili al territorio di provenienza del vino, al suolo e alle specificità dei vitigni presenti.
da Strami
Soave Monte di Fice e l’estate pesa meno
Per le calure estive, pesce fresco crudo o cotto a piacere e piatti leggeri a base di formaggi freschi o carni bianche, insieme a tante belle insalate, sono le scelte ideali.
A quel punto però, cosa bere per non appensantire la leggerezza di menù prettamente estivi?
da Strami






