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Tavern, pesce pescato pesce mangiato
Entrare in un ristorante che serve piatti a base di pesce e scoprire che fra le dotazioni della
cucina non c’è alcun tipo di freezer se non quello piccolino per sorbetti e gelati, è certamente il biglietto da visita migliore per sapere che di lì a poco gusterete il meglio del pescato, fresco di giornata.
Se poi riuscite a strappare anche l’informazione di come il titolare, Roberto Veronese, riesce
a reperire la materia prima per i piatti preparati dal suo chef Matteo Cazzin, in cucina con l’aiuto
cuoco Monica Baratella, capirete di aver trovato il ristorante dove le regole del ben mangiare sono dettate dalla qualità delle varietà di pesce catturato nei diversi momenti dell’anno. «Se Savino mi dice che per certi tipi di pesce “no xe stagion”, spiega Roberto, svelando parte del nome dell’ex pescatore di Chioggia, suo fornitore di fiducia, quei pesci ai tavoli del mio ristorante non li troverete». Così pure non troverete “la solita minestra” di un menu sempre uguale, con le solite spigole allevate nelle “piscine” della Grecia, quando va bene, le orate prefabbricate in vasche da ingrasso o altro pesce che prima di arrivare sul piatto, ha fatto il giro del mondo un paio di volte. Non è questo lo stile del ristorante Tavern di Monselice, del suo patron e tanto meno del cuoco Matteo.
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da Strami
“I Giorni del Lacryma Christi” a Ottaviano
Falanghina, Catalanesca, Coda di Volpe o Caprettone, Piedirosso, Sciascinoso ed Aglianico sono questi i secolari vitigni che da disciplinare danno vita a uno dei più famosi vini campani che anche quest’anno sarà onorato e celebrato all’ombra del Vesuvio durante ” I Giorni del Lacryma Christi” .
Fortunata manifestazione promossa dalla “Strada del Vino Vesuvio e dei Prodotti Tipici Vesuviani” in collaborazione con Luciano Pignataro Wine Blog che animerà la cittadina di Ottaviano trasfornandola in un percorso del gusto che parte da via Palazzo del Principe e si snoda fino al Castello Mediceo : cuore della manifestazione, che inizia l’undici settembre e culmina domenica 13 con la premiazione del Concorso Enologico, fra degustazioni, dibattiti e convegni.
Insomma una tre giorni vesuviana organizzata per porre l’accento su una produzione di Lacryma Christi del Vesuvio, nelle sue varietà bianco, rosso, rosato doc e spumante, sempre più degna di attenzione e per dare il giusto riconoscimento ai 60 produttori della Strada del Vino Vesuvio che da quest’anno hanno deciso di gemellarsi con altri due territori vulcanici italiani non meno importanti: il distretto del Soave in Veneto e l’areale dell’ Etna in Sicilia.
A seguire, inoltre, visite guidate ed escursioni per scoprire le bellezze e i sapori delle “terre nere” del comprensorio vesuviano e del parco nazionale con gli immancabili e non meno rappresentativi prodotti tipici di questa terra che merita un weekend.
da Strami






