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Formaggiata Campana a Borgo Terravecchia
A proposito dell’eccellenze alimentari citate da Luca nel suo Terrafelix Campania in Mostra, se qualcuno vuole continuare a verificarne la bontà , l’occasione viene dalla Formaggiata Campana Borgo Terrevecchia che da mercoledì 16 dicembre a venerdì 18 avrà come filo conduttore ” Il tesoro sconosciuto, non solo mozzarella di bufala”.
Ovvero la possibilità di assaggiare non solo la tipica e famosa mozzarella campana ma anche altri tipi di squisiti e formaggi che meriterebbero pari notorietà come quelli a pasta filata che rispondono ai nomi di Mozzarella nella Mortella, Caciocavallo Podolico, Provolone del Monaco, Caciocavallo Irpino, Caciocavallo Silano o i pecorini come il Bagnolese, Carmasciano, Laticauda e Matese
Fior di formaggi e fior di passione di maestri campani dell’arte casara che proprio grazie alla Formaggiata di Borgo Torrevecchia, in quel di Giffoni Valle Piana, godranno dei giusti meriti e saranno pure oggetto di “studio” per quanti vorranno apprezzarne le qualità in modo gustosamente ravvicinato durante i laboratori e i seminari pevisti durante l’arco della manifestazione; organizzata con l’apporto della Regione, del Comune di Giffoni Valle Piana ma soprattutto dell’ Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi
( ONAF ) , da Slow Food e dall’associazione sommelier.
L’accesso è gratuito ma la prenotazione è obbligatoria per cui se non volete rimanere senza formaggio e senza un buon bicchiere dei tanti vini picentini e dei colli salernitani che accompegneranno gli assaggi segnatevi questa mail: masarnat@tiscali.it, o questo link
da Strami
Caseus Veneti, gusti, sapori e solidarietÃ
Giunta ormai al suo sesto compleanno la manifestazione-concorso tra le eccellenze casearie venete, cui partecipano oltre 90 produttori e 350 formaggi, Caseus Veneti è ormai diventata uno degli eventi più ghiotti per gli appassionati del formaggio e per quanti vogliono trascorrere un fine settimana degustando l’antico risultato dell’arte dei casari.
Che anche in questa parte d’Italia così freneticamente industrializzata, non hanno ancora ceduto alla frenesia della massificazione agroalimentare, conservando produzioni che sono l’espressione più tipica di una storia comune a tutte le regioni italiane: ricavare dal latte quel che per secoli è stato companatico.
da Strami
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di marco il 01/1/70
Casolèt per tutti in Val di Sole
Protagonista della lunga rasssegna enogastronomica che anche quest’anno animerà la Val di Sole dal 19 agosto fino alla fine del mese sarà il Casolet.
Piccolo formaggio di montagna, le forme più tradizionali hanno ancora oggi uno scalzo di circa 10 cm per 10 circa di diametro, prodotto quando le mandrie erano già scese dagli alpeggi, le vacche si apprestavano all’asciutta, le mungiture giornaliere erano scarse e si preparava il formaggio per il consumo domestico dei valligiani.
Una tenera ghiottoneria casearia da consumarsi nei mesi invernali e per dar vita a molti dei piatti tipici della cucina di questa vallata trentina: dall’ insalata di pere e casolèt ai gnocchetti di pane e ortiche al casolèt, dalla scaloppa alla Solandra con casolèt, finferli e porcini, alla polenta concia e casolèt; dalla fonduta leggera al casolèt e tortel di patate con casolèt, al gelato e mousse al casolet.
O, per finire, come semplice pezzo di formaggio da consumarsi per accompagnare un bicchier di vino e rompere il languore che assale improvvisamente chi fa vita di montagna “tra boschi e valli d’or” .

Classico ritornello da canticchiare, dopo che vi sarà tornato alla mente, una volta deciso di partire per trascorrere qualcuno degli utlimi giorni di ferie in Val di Sole, approfittando proprio di questa lunga maratona che ha come tema il “Il Casolet nella cucina solandra”.
Vero cacio di montagna che grazie anche alla qualifica di presidio slow food è uscito dall’anonimato che purtroppo affligge tantisimi altri altri forrmaggi italiani non meno gustosi e non meno meritevoli di nota.
Qualche altra informazione la trovate qui .
Mentre, se vi appassiona il mondo delle bontà e delle rarità casearie del nostro paese allora è quasi d’obbligo una cliccata su “Non toccatemi il formaggio” dello specialista Alberto Marcomini.
da Strami
Frutti dimenticati per incontrare la genuinitÃ
E’ possibile che l’enogastronomia, regno di “trimalcioni” insensibili, che per la gola non esitano a sacrificare anche gli agnelli, si trovi in sintonia con il mondo del verde e degli amanti dell’ecologico, naturale e genuino?
Niente di più semplice che andarlo a verificare nel terz’ultimo weekend di ottobre in quel di Casola Valsenio in provincia di Ravenna. Paese romagnolo che proprio il 18 e 19 ottobre prossimi, oltre a festeggiare i frutti dimenticati, ovvero azzeruole, noci, avellane, prugnoli, mele della rosa, corniole, melegrane, corbezzoli, giuggiole, pere volpine, cotogni, marroni e nespole, con l’occasione accoglie anche gli amanti delle tipicità gastronomiche allestendo appositi stand dove gustare anche altre prelibatezze del territorio.
da Strami






