Posts Taggati come ‘peretti’

Che si dice?

Angelo Peretti e il Bardolino

E’ quasi un mese che Angelo Peretti, di fatto, ha dato un nuovo corso al suo Bardoc. Non più un “locale” aperto tutti i giorni con giorni di chiusura limitati ai soli periodi di riposo, molto pochi visto il suo continuo riferici via web di quel che accadeva nel mondo del vino e del bardolino, ma un blog aperto, come dice lui stesso, per dire – di tanto in tanto – la mia su alcune questioni bardoliniste. Per esprimere opinioni personali. Perché, vivaddio, le mie idee son mie.
A così annunciata intermittenza, si sostituisce la nuova sfida di dare il suo aiuto al neonato foglio elettronico del consorzio tutela del Bardolino, oltre a tutte le altre che già lo impegnano dove serve l’autorevole penna di appassionato cronista del buon vino e del buon mangiare.
Che dire, se non di augurare altrettanto successo ma ricordargli anche la promessa nel continuare le sue righe su Bardoc e non farcene sentire la mancanza?
Con l’occasione, un augurio di buon anno e un prosit di cuore. Magari con un calice di Chiaretto o un felicissimo spumante, Monte Saline, di cui vi darò conto. Ispirato proprio da un pezzo di Peretti.

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dic  08
29
alle 08:48
da Strami

Ultimo commento:

di Community.wineataly.it Blogs — Blog — BarDoc su PepeRosso 2.0 il 01/1/70

[...] blog PepeRosso 2.0 parla dei cambiamenti di BarDoc.Ringrazio di cuore.Qui sotto il testo de...

Che si dice?

Quelli che il vino sa di tappo, che fine faranno?

Durante l’eperimento nella cantina di Matilde Poggi, come dice Alessandro Peretti nel suo bardoc, una delle riflessioni della platea di esperti, invitati per sentire le differenze fra una metà di Chiaretto bloccato in bottiglie con tappi di sughero e, l’altra metà, con tappi a vite, è stata “…e i sommeliers cosa annuseranno? Sapranno ancora individuare l’odore di tappo passando sotto il naso uno stelvin invece che un sughero? Che fine farà una delle prove per ottenere l’ambito tastevin che prevede, appunto, la perfetta esecuzione della sblocattura?”

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lug  08
12
alle 07:29
da Strami

Dov'eravamo

Moscal, locanda fuori dalla frenesia autostradale

Passando sull’autostrada che porta ai monti del trentino e dell’alto Adige o che da li scende in pianura, Affi è un cartello che indica un’uscita autostradale che spesso scivola via oppure viene scelta per i centri commerciali della zona. In realtà, e gli amanti del buon vivere e del bere meglio lo sanno bene, uscire dall’autostrada ad Affi, significa entrare nelle terre del Bardolino con la B maiuscola. Quella terra, per intenderci, tanto cara alll’autorevole Angelo Peretti e ai molti altri giornalisti enogastronomi che, prima di parlare di vino, hanno preso l’uscita autostradale di Affi.

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lug  08
8
alle 07:45
da Strami

Ultimo commento:

di amos il 01/1/70

Salve,

Mi chiamo Amos e lavoro per la Linklift - compagnia di Berlino che si occupa di spazi pub...