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Mastroberardino, Prosecco e Libera Terra al top negli USA

Sono Mastroberardino, Prosecco e Libera Terra i nomi italiani che figurano nell’annuale classifica stilata da Wine Enthusiast Magazine nel presentare i 55 nomi più eccellenti dei settori che vanno dalla produzione di vini e liquori al marketing e alla loro distribuzione.
Un selezionatissimo gruppo di persone e aziende, per quest’ambita classifica, diviso per categorie da ogni parte del mondo che per quanto riguarda la cantina Mastroberardino ne riconosce il merito di essere fra le cinque migliori d’Europa, alla zona del Prosecco, l’area vitivinicola degna di essere fra le prime del vecchio continente e, al marchio Libera Terra e ai suoi vini, una delle cinque migliori aziende innovatrici.
La cerimonia di premiazione, com’è tradizione dell’autorevole Magazine si terrà durante la cena di gala presso la prestigiosa New York Public Library di New York City il 24 gennaio2011.
Per quella data contiamo di farvi vedere la foto ufficiale dei premiati mentre quella che vedete è la foto di gruppo dei protagonisti dell’edizione 2009.
Fra loro, l’italiano Franco Sartori per il Valpolicella fra i vini dell’ dell’anno (secondo da sx nella fila in alto) , Claudio Rizzoli in rappresentanza della Cantina di Mezzacorona qual miglior cantina fra le Europee (secondo da sx nella fila in basso) Leonardo LoCascio quale importatore (quarto da sx nella fila in basso).
da Strami
I cavalieri de L’Huitre de Bretagne a Venezia
Sarà Paola Budel, chef bellunese formatasi alla scuola di Gualtiero Marchesi e Michel Roux, a creare un menù particolare che omaggia la cultura lagunare, valorizzando però anche la pregiata Ostrica di Bretagna, in occasione della cena di gala della Confrèriedes Chavaliers de L’Huitre de Bretagne, ovvero la confraternita dei cavalieri dell’ostrica di Bretagna, che si tiene sabato sera nell’isola veneziana di Mazzorbo. Antica isola della Serenissima riportata recentemente all’originale splendore, con la realizzazione di una struttura alberghiera di charme e del ristorante Venissa, dalla famiglia dei vitivinicoltori Bisol. Dinastia di vignaioli di Valdobbiadene che con il loro Pas Dosè Doble, sono riusciti a convincere anche i francesi di quanto sono entusiasmanti le bollicine venete anche di fronte alle ostriche bretoni. Tanto che, il pregiato “Talento” metodo classico è stato eletto dagli stessi cavalieri della confraternita francese quale miglior abbinamento con le bivalve della Bretagna; con buona pace dei produttori di champagne.
da Strami
In nome dell’Aglianico
Al via da domenica 16 maggio la tre giorni di Vitigno Italia, a Catel dell’Ovo a Napoli, giunto quest’anno al suo sesto appuntamento con il mondo del vino da vitigno autoctono e tradizionale italiano nell’ambito dell’articolato Mese del Vino della Campania.
Tornando però ai tre giorni del trecentesco Castel dell’Ovo, che è il cuore dell’evento,tutto il pittoresco Borgo Marinari ai piedi del castello, il Real Circolo Savoia e i grandi hotel del lungomare diventano teatro per concorsi, incontri tecnici, workshop, degustazioni guidate, performance gastronomiche e quant’altro di meglio si possa pensare per vivere tre giorni di grande festa all’insegna dei vini dei territori del nostro Paese.
Vero e proprio giacimento enologico fatto di varietà assolutamente uniche spesso dimenticate e ancora tutte da scoprire ma che qui, a Castel dell’Ovo, trovano la più degna delle accoglienze.
Fra le molte occasioni per non disertare Vitigno Italia “I Carati dell’Aglianico“.
da Strami
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di Tweets that mention In nome dell’Aglianico | PepeRosso.info -- Topsy.com il 01/1/70
Gusto ad altissimo livello
Eccellenze enogastronomiche venete nel rifugio più alto della provincia di Treviso, passeggiate con ciaspole, sci alpinismo e sci da Fondo, guidati dal campione Maurilio De Zolt, esibizione di cani da slitta e di motoslitte. Questo il ricco programma per l’ultima domenica di febbraio che il Master in Cultura del Cibo e del Vino dell’università veneziana di Ca’ Foscari ed i suoi partner, hanno organizzato sotto il nome di “Gusto ad altissimo livello a Treviso”, all’insegna della natura, della cultura e dei sapori del territorio presso il Rifugio Posa Puner di Miane (Tv).
“La storia e preziose testimonianze insegnano che Venezia è sempre stata legata alla terre di Valdobbiadene – spiega Roberto Stevanato responsabile del Master – la “presenza” di Ca’ Foscari, anche attraverso eventi come questo promossi dal Master, conferma e perpetua l’antica tradizione”.
“Faremo scoprire la bellezza della montagna di Treviso – aggiunge Gianluca Bisol, dell’omonima azienda produttrice di bollicine e fautore del Master a Valdobbiadene – sorseggiare un calice di Prosecco a 1345 metri, davanti a un panorama mozzafiato, è una emozione unica, che tutti dovrebbero vivere”.
Anche perchè, aggiungiamo noi, la quindicina di euro per il ticket ( i bambini non pagano ), oltre alle guide, il servizo navetta per salire in quota dai due campi base, le degustazioni enoastronomiche e gli assaggi delle migliori tipicità, valgano davvero poco per riportarsi a casa una Serenissima immagine come quella che vedete nella foto.
Informazioni: Rifugio Posa Puner – cell. 3205357163 – tel. 0438960025
da Strami
The Italian Wine Master:uniti si vince
Sarà il primo di febbraio, presso l’hotel Hilton di Chicago, la prima tappa del viaggio americano,The Italian Wine Master, in cui le tre grandi denominazioni toscane Brunello, Chianti Classico e Vino Nobile di Montepulciano, insieme al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, si uniranno per presentare le ultime annate disponibili sul mercato e rinforzare l’attenzione dei consumatori di uno dei paesi di riferimento per il vino italiano.
«Si tratta di un’occasione straordinaria e allo stesso tempo rara – dicono i responsabili dei Consorzi – nella quale non sarà la singola denominazione ad emergere, ma quello che potremmo definire il “Sistema Italia” del vino, che accomuna le quattro realtà partecipanti a questo grande evento e che è senz’altro da ritrovare nell’elevatissima qualità dei prodotti e nella cura e tutela dei prodotti e nella cura e tutela delle produzioni».
Vuoi vedere che i nostri produttori hanno finalmente capito che è meglio scendere in campo uniti da un obiettivo comune, piuttosto che procedere in ordine sparso?
Agli oltre 140 produttori che dopo Chicago si trasferiranno a New York, il 4 febbraio e nell’attesa che ai quattro consorzi se ne aggiungano altri, i nostri auguri!
da Strami
Etichette per le Feste nr. 2
Ottimo con la pasta frolla, crostate alla frutta, dessert con creme, pasticceria secca, dolci al cucchiaio e perchè non con il tradizionale panettone è comunque adatto anche come aperitivo e le sue bollicine sono davvero tutto un programma soprattutto, giusto per continuare il nostro discorso sulle etichette per le feste, per brindare al Natale o al nuovo anno.
Il suo nome è Cartizze e da quando veniva prodotto solo per pochi trevigiani, ha spopolato in ogni dove anche se inizialmente, non proprio tutte le bottiglie messe sul mercato, cavalcando la tigre della moda, erano all’altezza di quanto vuole invece il disciplinare sul prosecco e i suoi puntini sulle i.
Tornando al Cartizze, prodotto in una ristretta sottozona all’interno dell’area del prosecco, sembra che il suo nome derivi dai gardiss che nell’idioma delle colline trevigiane traduce la parola graticci sui quali venivano lasciate appassire le uve perchè aumentasse la loro dolcezza e l’aroma.
Due caratteristiche del resto già presenti in questo particolare prosecco, dal colore brillante, giallo paglierino con riflessi verdognoli contrappuntati da bollicine persistenti e di grana minuta che sembrano sprigionare il profumo fruttato e floreale dove pere, pesche e mele si contendono la scala insieme ai sentori dei fori di prato per lasciare infine il posto al sapore, sapidamente elegante che richiama alla memoria il gusto di una pera.
E badate bene che non sono le solite manfrine di chi scrive di vino ma se trovate il Cartizze vero vero e fatto bene, ne avrete la prova anche voi.
E seppure le feste e le gozzoviglie non siano i momenti migliori per le degustazioni, è anche vero che se non si beve bene in un giorno di festa quano lo si dovrebbe fare?
Per cui, piccolo investimento di un paio di decine di euro o poco più, e il piacere di brindare con il Cartizze diventa tale… nel senso più letterale.
Per la cronaca, quello che abbiamo assaggiato per voi, è quello prodotto dai Bisol che si occupano di prosecco da un bel po’ di generazioni
in quel di S.Stefano di Valdobbiadene.
Piccola frazione da cui esce questo Cru di assoluto rispetto che inseriamo nelle etichette per le feste che da qui al momento dei brindisi dei prossimi giorni, stiamo stappando per darvene conto.
Alla prossima …
da Strami
French 75, cocktail da guerra
Quando fu inventato durante la prima guerra mondiale, uno degli ingredienti originari del French 75 era il cognac ma con l’andare dei tempi, il morbido distillato fu sostituito dal gin che lo rese ancora più secco e preciso proprio come l’arma dell’artiglieria francese da 75 millimetri da cui prese il nome.
Il French 75 non è difficile da preparare e ancora meno difficile da bere data la decisione del succo di limone mescolato con la forza del gin, l’aggiunta delle bollicine dello champagne, o di ottimo prosecco per contenere il costo, e la morbidezza dello sciroppo di zucchero semplice.
Per le dosi :
1 oz di gin ( circa 30 millilitri o tre cucchiai ), 1/2 ounce di succo di limone (un’oncia vale 28,3 grammi ma per semplicità 1 cucchiaio e mezzo di succo andrà bene) 4/ 5 ounce di champagne (circa 120 millilitri ) e 1/4 oz di sciroppo (circa 7 millilitri pari a un cucchiaino ).
Per lo sciroppo : mettere 1/2 tazza di zucchero e 1 / 2 tazza di acqua in una piccola casseruola messa su fuoco medio e mescolare fino a quando lo zucchero si scioglie. Raggiunta l’ebollizione, ridurre il calore a medio-basso e fare andare per 5 minuti per poi lasciare raffredare lo sciroppo che, una volta fatto si usa tutte le volte che i cocktail lo richiedono… fino a finirlo.
Inutile dire che tutti gli ingredienti prima di “armare” il vostro French 75 vanno ben raffredati per vincere la guerra…contro il caldo di questi giorni.
da Strami
Alta cucina sotto coperta, alla Cooking Cup
Ad aggiudicarsi il prestigioso trofeo Challenger della 9° edizione della S.Pellegrino Cooking Cup, manifestazione che coniuga lo sport della vela con l’alta cucina, è stato il team della Felci 45 Città di Grisolera. Equipaggio di prim’ordine che ha sbaragliato le decine di avversari lungo il percorso velico della regata svoltasi nell’impagabile scenario lagunare che circonda la Serenissma, aggiudicandosi ben quattro riconoscimenti.
Trionfando nella “Combinata Regata – Cucina” , nella regata “Trofeo Compagnia della Vela”, nella gara culinaria, nella Categoria 1 (Ranking Classe 1) e primeggiando nella classifica generale.
Il tutto grazie al sapiente mix dell’esperienza dello skipper Alberto Sonino e dell’armatore Franco Daniele, l’entusiasmo di Matteo Bisol, della famiglia dei noti produttori vitivinicoli, che non ha dimenticato a casa fior di bollicine per accompagnare il talento fatto bontà, della chef Paola Budel.
da Strami
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di consiglio il 01/1/70
Bellini, long-drink con prosecco doc in attesa della G
E’ di questi giorni la notizia che dalla prossima vendemmia, la produzione spumantistica del prosecco di Conegliano Valdobbiadene con le “carte” in regola, potrà fregiarsi oltre che della doc, anche della docg.
Infatti, dopo la conclusione dell’iter per il riconoscimento a denominazione di origine controllata e garantita per le colline di Conegliano Valdobbiadene, non resta che attendere la pubblicazione del decreto ministeriale, eppoi… tutti a brindare con il “ Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore”.
Intanto però, e finchè le varietà delle uve attualmente ammesse per fare questo tipico spumante attendono la garanzia della G che, con la firma dal ministro Luca Zaia, saranno nobilitate al pari dello champagne ( uve prosecco – minimo 85% -, uve verdiso, perera, bianchetta e prosecco lungo – massimo 15% -), il Bellini, almeno per questa estate, lo si può continuare a fare con il prosecco doc, fin qui prodotto.
Long drink di stagione inventato un’ottantina d’anni fa in quel di Venezia che fu chiamtao Bellini per la somiglianza del suo colore con quella riconoscibile in un dipinto del Giovan Battista Bellini che impressionò l’inventore del cocktail, Giuseppe Cipriani.

Un colore rosa, ottenuto schiacciando una pesca bianca con uno schiacciapatate ( in alternativa si usa il frullatore ) che va versata in un flut, in ragione di un terzo, dove si aggiungono due terzi di prosecco e un “attimo” di succo di lampone o di ciliegia..
Inutile dire che va servito freddo.
Variante per il vostro Bellini, probabilmente poco gradita ai 160 spumantisti e agli oltre 3000 viticoltori che faranno il nuovo prosecco con tanto di docg, le bollicine dello champagne al posto di quelle venete.
da Strami
Fragole e spumante per una fresca estate
Lo spunto per una bevanda che funzioni contro le calure estive, fresca, vitaminica e dissetante, viene dal Bollicine Topline, del quale vi avevamo dato notizia.
La preparazione è semplice, basterà munirsi di un bicchiere appena più largo di un flut, una fragola bella matura e di un po’ di bollicine italiane. Scelte, magari , proprio fra l’elenco degli spumanti italiani che si sono aggiudicati i primi posti del concorso internazionale veneziano.
da Strami






