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La finocchiona che piace anche al primo ministro
Balzata improvvisamente alla ribalta delle cronache nazionali per l’apprezzamento nei suoi confronti da parte del nostro primo ministro, la finocchiona è uno dei tantissimi salumi italiani che deve il suo successo all’antica arte della norcineria.
Diffusa non solo nella patria d’eccellenza per antonomasia, che risponde al nome di Umbria ma in tutte le zone d’Italia dove un tempo, quando non c’erano frigoriferi e congelatori, il bisogno di conservare i cibi, acconciandoli sapientemente, era quanto mai d’obbligo.
Nel caso dei salumi e dei salami, categoria, quest’ultima, a cui appartiene la finocchiona, oltre al sale, elemento conservante essenziale che viene mescolato in giuste dosi all’impasto delle carni di maiale che ne costituiscono l’ingrediente fondamentale, si usavano spezie ed erbe.
Credute, a torto o a ragione, ulteriori elementi per conferire all’insaccato maggior capacità di durare nel tempo: dal pepe al coriandolo, dal pimento, al ginepro, dai pistacchi al finocchio… della finocchiona.
da Strami
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di Gianni il 01/1/70
Guide gastronomiche e La Leggenda dei Frati
Visto che si fa un gran parlare di guide e “guidatori”, di chefs pluristellati e di cuochi scappellati, pronti a prendere il loro posto perchè comunque il gioco vale ed è valso la candela, alla domanda su cosa ne pensassi su tutto il gran baccano, per il momento abbastanza limitato all’etere di Ricci con la sua Striscia e con poche speranze di maggior diffusione su quotidiani e riviste, che sono di carta (stampata) come le guide incriminate, qui c’è una prima risposta.
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da Strami
Riserva Bucerchiale: chianti senza mezzi termini
Si potrà dire che alle lodi fin qui attribuite alla riserva Vigneto Bucerchiale io ne aggiungerei un altra?
E si potrà dire che concordo con la guida DUEMILA VINI 2009, che a questo chianti ha assegnato 5 grappoli?
Se non si può dire, scusate, io intanto l’ho detto perché in un mondo di vini moderni, forse troppo, la riserva Bucerchiale della fattoria Selvapiana è un rosso che nonostante la giovane età , visto che la bottiglia stappata è appena un 2004, sprigiona profumi e sapori d’altri tempi.
Forse eccessivo nei tannini, sostengono alcuni, dall’ingresso troppo austero, dicono altri, ma non per questo, dico io, incapace di lasciare al palato una sensazione di morbida persistenza quale risultato di un’eleganza dalle note aristocratiche.
I profumi, poi, sono riconoscibilissimi anche all’assaggiatore meno pratico e immediatamente identificabili nei sentori di frutto maturo, tabacco, spezie e qui mi fermo. Non tanto perché non se ne possano aggiungere altri più fantasiosi ma perché sarà più piacevole farlo con il vostro naso.
Resta da dire che se siete in vena di esplorazioni, suggerirei di reperire anche qualche annata più datata come un 2001: profumi più esalanti e gusto ancora più maturo. Caratteristica, quest’ultima, che denota l’innata inclinazione di questo sangiovese della Rùfina, a fronteggiare l’incedere del tempo senza timori. Una riserva, per chi ama il chianti senza mezzi termini.
da Strami
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di Paulo Queiroz il 01/1/70
Dreolino, profumi e sapori senza enciclopedia
Avete idea di quanti siano i profumi che un bravo winewriter riesce a tirar fuori da un bicchiere di vino e quali no ?
Sono talmente tanti e tali che bene ha fatto chi si è preso la briga di radunarli addirittura in famiglie. Ovvero raggruppando il finocchio o la tremetina, per esempio, fra gli aromatici-balsamici. Iris, biancospino, tiglio e altri, invece, nella famiglia dei floreali. E dopo i fiori, i futtati : albicocca, ananas, banana, ciliegia prugna e ancora quelli della frutta secca e confettura: fico secco, mandorla, nocciola, noce, cocco, prugna secca, uva sultanina, confettura, frutta cotta…
E fin qui non siamo neanche a mezza strada, visto che poi c’è la famiglia dei vegetali e degli erbacei con erba, felce, fieno tagliato, limoncello, foglia di pomodoro, salvia, foglie morte, mallo di noce e via via per passare all’altro gruppo definito minerale. Profumi riconducibili al territorio di provenienza del vino, al suolo e alle specificità dei vitigni presenti.
da Strami






