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Filetto al vino rosso, meglio se al cabernet sauvignon
Esaurita la creatività culinaria legata alle preparazioni della tradizione, può capitare che qualche amante dei fornelli sia rimasto a corto di idee per preparare ancora qualche piatto festaiolo per quello che viene definito il giorno che …tutte le feste si porta via, ovvero l’Epifania.
In questo caso, basta prendere carta e penna, oppure stampate pure la pagina, perchè abbiamo pensato di suggerire un filetto al cabernet. Buono sia come secondo piatto che come piatto unico senza per questo stare ancora davanti ai fornelli per ore e tempi preziosi che possono essere invece dedicati ai bambini di casa vostra, nel giorno della loro festa più attesa.
Per gli ingredienti necessari la lista è questa :
1 kg di carne di bovino adulto, una bottiglia di cabernet sauvignon, una cipolla, una carota, un sedano, una foglia di alloro, uno spicchio d’aglio, tre chiodi di garofano, una stecca di cannella, una stella di anice, timo, tre bacche di ginepro, una presa di cumino, tre foglie di salvia, un ramo di rosmarino e del brodo.
Ovviamente sale, pepe e olio d’oliva in ragione dei vostri gusti.
Procurati gli ingredienti, mettere a marinare la carne irrorandola con tre quarti di bottiglia di cabernet aggiungendo le verdure spezzettate e le spezie, lasciandola riposare per un giorno.
Ultimata questa fase si scola la carne e la si lega con uno spago affinché rimanga compatta e aggiungendo sale e pepe la si fa rosolare con un giro d’olio d’oliva fino a che diventa dorata avendo cura di usare una pentola che possa andare anche in forno.
Successivamente, dopo che si sono sgocciolate e frullate, si aggiungono le verdure e le spezie, il vino rimasto nella bottiglia e tre mestoli di brodo.
A questo punto, s’inforna il filetto per due ore a 160 gradi e si finisce la cottura, lasciandolo poi raffreddare per poter fare delle fette che vanno servite ricoprendole con la salsa di cottura filtrata e fatta addensare facendola sobbollire da sola per qualche minuto.
Per accompagnarlo? Un’altra bottiglia di cabernet sauvignon, meglio ancora se Lafòa di Colterenzio.
da Strami
Riso piselli e fragole per tavole patriottiche
Dopo essere stato per secoli il piatto regale servito ai Dogi nei giorni di festa, fu con i primi motti patriottici dell’800 che il “risi&bisi” saltò i confini veneti e cominciò a popolare le tavole degli italiani che volevano manifestare il proprio amor di patria.
Tutto per merito del bianco del riso, del verde dei piselli e del rosso delle fragole.
Che vennero aggiunte alla ricetta originale, come ingrediente variabile, per completare una scala di colori che richiamava il vessillo risorgimentale dei patrioti.
Destinato a diventare, sconfitti i tiranni, il tricolore italiano.
Fin qui un po’ di storia, di seguito, dopo il continua, la ricetta per un piatto che prima del caldo opprimente che allontana dai fornelli, può risultare insolitamente originale anche se rispolverato da vecchi libri della storia d’Italia… caduti ormai nel dimenticatoio.
da Strami
Ricetta: Borragine in pastella

Veloci, croccanti, semplici, saporiti..questi involtini di borragine ripieni di filante mozzarella, acciuga ed avvolti da una fragrante pastella sono l’ottimo accompagnamento ad una pilsner ben fredda.
La preparazione:
Per la pastella mettete 3 parti di farina normale ed una di farina autolievitante e unite birra ghiacciata fino ad ottenere un composto omogeneo e abbastanza denso.
Poi prendete un bel ciuffo di borragine, staccate le foglie lasciando appena un pezzetto di gambo e dopo averla lavata con cura (dovrete sopportare la puntura delle sue spinette) la asciugate e cominciate a fare gli involtini. Come? ora ve lo spiego…
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da Chiara Romiti
Ultimo commento:
di luigi il 01/1/70
Ricette downloads
Trofie, fiori di zucca e pesto al pistacchio, al primo posto, le frittelle di mele, invece, si piazzano in seconda posizione mentre i cappellacci con salsiccia e purea di fagioli, si aggiudicano il terzo gradino.
Sarebbero queste le prime tre ricette più scaricate da un noto sito di prodotti enogastronomici acquistabili on line che pubblica anche delle ricette.
A scaricarle, sempre secondo quanto emerso dall’analisi dei responsabili del portale, nella maggior parte dei casi sarebbero donne che grazie a internet, porrebbero rimedio alla loro mancanza di tempo nell’imbastire ghiotti pranzetti per i loro uomini.
I quali, risulterbbero sempre pronti a lamentarsi delle scarse virtù culinarie delle donne d’oggi.
da Strami
Carni di maiale protagoniste alla tavola degli Accademici
Come vuole ormai una consolidata consuetudine, l’Accademia Italiana della Cucina raduna ogni anno tutti gli accademici attorno ad un unico grande tavolo per quella che viene definita la ” cena ecumenica”.
Un grande convivio per tutte le delegazioni al quale, questa sera, ogni accademico è chiamato a viverlo con tutti i suoi pari, idealmente uniti da uno stesso prodotto di base della cucina italiana che diventa il tema dell’incontro ecumenico.
Scelto di anno in anno, si è passati dal riso al pane, dalla carne di bovino al pesce, dall’olio al cioccolato, dai legumi ai prodotti dell’orto e, attraverso la cucina del freddo o di quella di tutta la tradizione e la cultura enogastronomica con la cena celebrativa dell’Accademia, nel 2003, si è giunti fino all’elemento dell’edizione di quest’anno: le carni di maiale.
da Strami
Eat for Goals! Quando i calciatori insegnano a mangiare

Nell’attesa che i bambini comincino ad ascoltare i consigli e, magari, a collezionare figurine di cuochi, vignaioli, agricoltori ed allevatori magniloquenti – tipo quelli che sta raccontando Michele Marziani nel suo viaggio tra i Sovversivi del Gusto -, accontentiamoci dei calciatori.
Che, una volta tanto, si dimostrano anche buoni educatori alimentari.
Almeno nel progetto della World Heart Federation, che con il patrocinio della Commissione Europea e della Uefa ha concepito Eat for Goals!, una raccolta di ricette presentate da tredici calciatori provenienti da tutto il mondo.
Un libro che, nelle intenzioni, vuole far convogliare ai calciatori – modelli per i giovani d’oggi – il messaggio che “uno stile di vita salutare è legato indissolubilmente ad un cibo sano”.
da Fabrizio Gabrielli
Prezzi troppo alti ? Facciamoci i biscotti
Non so se altri hanno notato che da qualche settimana, per non dire qualche mese, dalla stragrande maggioranza di giornali e tv è scomparsa la “cronaca” sulla difficoltà degli italiani di arrivare alla quarta settimana”.
Dopo un lungo tormentone, durato tutto il tempo necessario per farci sentire sempre più poveri e sui prezzi dei generi alimentari sempre più alti, sembrerebbe che, visto che le cose non sono cambiate, qualcuno abbia deciso che non c’è niente di meglio di una bella secchiata di silenzio. Un po’ come quando lei sa che lui sa che lei sa e viceversa: meglio lasciar cadere il discorso.
Ebbene non solo non ci sto e, oltre a ricordare che i costi degli alimentari sono sempre più esosi, rammentando la decollata Antonietta di Francia che suggeriva di mangiare brioche se non c’era più pane ma non essendo francese, mi sono fatto i biscotti.
Poca spesa, tanto divertimento e, soprattutto, tanti biscotti.
Come si fa, lo potete leggere dopo il continua
da Strami
Cous cous con la Fest maiuscola a San Vito Lo Capo
Se da qui in avanti saprete dove si trova San Vito lo Capo, nel caso foste come l’ignorante che scrive queste righe, e scoprirete che probabilmente è l’unica cittadina italiana, se non europea, che festeggia il cous cous, allora dovete ringraziare Valentina Grispo.
da Strami
Pesto alla genovese e basilico

Pianta speziata sicuramente no ma in quanto a qualità aromatiche, difficilmente qualche altra pianta riesce a distinguersi più del basilico. Tant’è che la varietà genovese è riuscita addirittura a vedersi riconosciuta come prodotto a denominazionedi origine protetta.
Non tanto per le sue foglie di dimensione medio-piccola, con forma ovale e convessa, ed il colore verde tenue che le caratterizza, ma proprio per la diversità del profumo e dell’aroma rispetto alle altre varietà.
da Strami
Ricetta veloce ? Scampetti nudi
E’ una ricetta che più semplice di così non si può.
Le uniche difficoltà sono quella di trovare scampetti freschissimi, denudarli (privarli del carapace) e metterli nel piatto.
Due gocce di limone per ogni scampetto e un attimo d’olio di oliva non invadente : buono il ligure, quello del Garda o, meglio ancora, dei colli di Arqua’ Petrarca.
Sul piatto qualche spruzzatina di paprica dolce, qualche grano di pepe rosa, tre foglioline di mentuccia e qualche pezzeeto di buccia di limone.
Anche perchè la foto scattata in tutta fretta non fosse troppo povera
!
Ora però, scusate, ma mi pappo anche quei quattro.
p.s
Per togliere il carapace più agevolmente, schiacciate lo scampetto lungo i fianchi prima di denudarlo; non dimenticate poi di togliere il budellino nero e, se volete, gli occhi e i baffi.
Perde in coreografia ma si evita che qualche goccia amaragnola intacchi il dolce dello scampetto.
da Strami






