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Nei dintorni di Roma
A proposito di “Pasqua e Pasquetta a Roma e dintorni” ovvero i suggerimenti dei colleghi di Comunicaroma mi permetto aggiungere anche la meta di Ariccia.
Piccola cittadina alle porte di Roma arrampicata sulla via dei Castelli dove oltre a una simpatica signora che da decenni delizia con i suoi tipici dolci caserecci turisti e gourmand, è possibile gustare anche delle ottime specialità salate.
Prima fra tutte la porchetta che in questo paese ne hanno fatto un simbolo e non c’è “fraschetta“, così chiamano da queste parti molti posti dove ristorarsi senza tante pretese, che non la proponga nel suo menù.
Termine forse fin troppo azzardato per una cucina che vuol essere tipica, gustosa e senza fonzolosi ma non per questo da prendere alla leggera.
Prima di tutto quindi, porchetta arrosta e affettata senza badare allo spessore ma anche salumi, pecorini, verdure di stagione, sottaceti caserecci, pane che sa di pane ( Genzano docet ) e vino, ovviamente dei Castelli; sul quale, come sanno bene i romani che l’hanno celebrato anche nelle loro canzoni, ha un grande pregio: si lascia bere con lo stesso disimpegno con cui, una dopo l’altra, si mangiano le fette di porchetta e tutte le altre sfiziosità portate in tavola. Che, se dovessero avanzare nei piatti di portata ( non stupitevi se sono di plastica ma fanno solo che bene al conto finale ) alla fine del pranzetto e senza vergogna, potete chiedere che vi vengano messe in una vaschetta da portare a casa.
Sempre che Fabiola, dell’Antico Grottino proprio nel centro del borgo accanto al nobile palazzo Chigi, non abbia già provveduto a confezionarvi il cestino quasi fosse un souvenir di Ariccia.
da Strami
Aliciotti con l’indivia ispirati da papa Urbano VIII

Cinquecento grammi di alici, un ceppo di indivia romana, olio extravergine,aglio, sale e pepe.
Sono questi gli ingredienti ufficiali della Taverna del Ghetto di Roma per preparare uno delle più tipiche specialità della cucina kosher fina da quando papa Urbano VIII vietò agli ebrei di mangiare carne di pesce.
Si tratta del tortino di aliciotti con indivia (per quattro persone ) dal procedimento semplice ma dal risultato che stupisce anche se volete sperimentarlo fra le vostre pareti domestiche e non approfittare dei tavoli della Taverna.
da Strami
Ristoranti Cinesi a Roma: Hang Zou il migliore?

Supponiamo che la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi più discusse da qualche tempo a questa parte abbia risvegliato la sinofilia che c’è in voi.
E che vi sia venuta un’irrefrenabile voglia di cucina cinese. Che abbiate consultato tutti i voli diretti a Pechino e dintorni, senza trovarne uno disponibile (neanche gli alberghi, è vero, ma tanto molti sono solo “di facciata“).
Ora, supponiamo che per caso vi troviate a Roma.
Bene, andate in zona Piazza Vittorio, a metà di Via Merulana circa, ed imboccate la traversa di Via San Martino ai Monti: la c’è da Sonia Hang Zou, probabilmente the best Chinese restaurant in Rome.
da Fabrizio Gabrielli
Tartufo per tutti a soli 16 euro
Le fiere del tartufo nell’arco dell’anno che si svolgono nella cittadina marchigiana di Acqualagna, dove vengono mercanteggiati fra i cinque e seicento quintali di tartufi l’anno, sono quattro. Due, a carattere nazionale dedicate al tartufo bianco, fra ottobre e novembre, quella regionale del Nero Pregiato, la penultima domenica di febbraio, e quella del Nero Estivo, sempre regionale, che prende il via dalle cinque di domani pomeriggio, come succede ormai da 24 anni nel primo week-end di agosto.
da Strami
L’ospitalità non ha prezzo, specie se costa il giusto
Per scelta vacanziera o per lavoro, chi più chi meno, non è improbabile che molti di noi abbiano soggiornato anche in posti di alto lignaggio.
Penso per esempio a una Suvera di Casole d’Elsa, Villa del Quar, a Pedemonte, Villa d’Este a Cernobbio, Hilton a Roma e chi più ne ha visti e provati, più ne metta, ma, come in una bella storia che si rispetti: vi siete mai sentiti chiedere se siete allergici o intolleranti a qualche ingrediente alimentare prima di essere serviti della vostra colazione, pranzo o cena che fosse?
da Strami






