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Che si dice?, Chiedilo a Peperosso

Tre italiani fra i 50 migliori ristoranti al mondo

Reception

Con un balzo in avanti di ben 29 posizioni, il ristorante Le Calandre si è piazzato al 20° posto nella classifica dei 50 ristoranti del mondo “S.Pellegrino World’s 50 Best Restaurants 2010” pubblicata dalla prestigiosa rivista Resturant, dimostrando ancora una volta il consenso mondiale di cui gode questo ristorante alla porte di Padova dei fratelli Massimiliano e Raffaele Alajmo. Una prestigiosa riconferma internazionale dunque, che testimonia quanto sia apprezzata e seguita la cucina degli Alajmo fatta di creativa innovazione, estrema cura per la scelta di ogni singolo ingrediente, di grande professionalità e di autentica passione per l’arte e la sapienza enogastronomica: elementi indispensabili per soddisfare anche il più difficile dei clienti da qualsiasi angolo del mondo provenga.
Sale seppur con un balzo meno accentuato l’Osteria Francescana che con il suo sesto posto inizia la scalata ai primissimi posti fra i dieci, dopo aver stazionato nel nono gradino in attesa di compiere i balzi finali che sono anche quelli più selettivi ma che non sembrano essere niente di insuperabile per le incredibili capacità di Massimo Bottura e del suo staff di via Stella a Modena.

Nuovissima entrata nella classifica fra i cinquanta del mondo, infine, quella di Paolo Lopriore de il Canto ospitato dallìaffascinante scenario della Certosa di Maggiano fra i dolci paesaggi del senese. Luoghi che non potevano che ispirare gusti e sapori d’altri mondi.

La consegna dei premi S.Pellegrino World’s 50 Best Restaurants è avvenuta presso la Guildhall di Londra nel corso di una cerimonia definita a ragione, la serata degli Oscar della gastronomia mondiale.

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mag  10
18
alle 01:10
da Strami

Ultimo commento:

di West35Simone il 01/1/70

Do not cash to buy a building? You should not worry, just because that's achievable to get the bu...

Chiedilo a Peperosso, La domenica speziale, Ricette, Vini

La finocchiona che piace anche al primo ministro

finocchionaBalzata improvvisamente alla ribalta delle cronache nazionali per l’apprezzamento nei suoi confronti da parte del nostro primo ministro, la finocchiona è uno dei tantissimi salumi italiani che deve il suo successo all’antica arte della norcineria.
Diffusa non solo nella patria d’eccellenza per antonomasia, che risponde al nome di Umbria ma in tutte le zone d’Italia dove un tempo, quando non c’erano frigoriferi e congelatori, il bisogno di conservare i cibi, acconciandoli sapientemente, era quanto mai d’obbligo.
Nel caso dei salumi e dei salami, categoria, quest’ultima, a cui appartiene la finocchiona, oltre al sale, elemento conservante essenziale che viene mescolato in giuste dosi all’impasto delle carni di maiale che ne costituiscono l’ingrediente fondamentale, si usavano spezie ed erbe.
Credute, a torto o a ragione, ulteriori elementi per conferire all’insaccato maggior capacità di durare nel tempo: dal pepe al coriandolo, dal pimento, al ginepro, dai pistacchi al finocchio… della finocchiona.

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apr  10
10
alle 10:51
da Strami

Ultimo commento:

di Gianni il 01/1/70

nel natale 2007, in vacanza a New York, enorme stupore e poi gioia nel vedere, nel menu nientemen...

Dov'eravamo

La Suvera, alta ospitalità italiana

relaislasuvera-5Volevo scrivere un paio di righe su un relais di campagna in quel di Pievescola, in provincia di Siena, ma mi sto accorgendo che non è per niente facile.
Colpa, anche, di un certo senso di pudore da tempi di crisi pensando alle indicazioni finali. Quelle sul prezzo, per capirci, che ogni buon notista e suggeritore di hotel e ristoranti, dovrebbe dare a completezza d’informazione quando racconta di un posto come La Suvera.
Qundi meglio togliere subito di mezzo la nota dolente e dire subito che la spesa è poco meno di mille euro a notte per la top delle suite o i 350 euro per una standard.
Ovviamente per due e, altrettanto ovviamente, con una prima colazione da papi.

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apr  09
2
alle 08:22
da Strami