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Peperosso consiglia....., Slow Food, Vini

Etichette per le feste nr. 3

soavesupNon è la prima volta che vi parlo del soave di Agostino e Teresa Vicentini, già una volta infatti lo avevo segnalato raccontandovi di un pranzo seduto ai tavoli baccalàdivino di Franco Favaretto, ma visto che non tutti amano le bollicine, in tema di etichette per le feste, appuntamento che può aiutarvi nella scelta del vino per accompagnare i vostri pranzi di fine anno, risuggerisco l’etichetta anche se questa volta è nella sua veste di D.O.C.G. Superiore “IL CASALE”.

Vino bianco di uva garganega dal primo all’ultimo acino decisamente senza bollicine che punta subito alla concretezza di un bicchiere di vino di grande personalità.
Un po’ come il carattere del signor Agostino che anno dopo anno sta imbottigliando vini sempre più buoni e sempre più meritevoli di essere degustati per coglierne l’evoluzione su una strada dove non si usano le scarpe grosse ma un cervello fino, capace di tenere a bada la gamma di sensazioni provocate da questo soave all’impatto con le terminazioni gustative e olfattive di bocca e naso che, dopo i profumi e i sentori dei fiori o i sapori di frutti agrumati e le sapidità minerali, alla fine vengono pure coinvolte da un “attimo” di amaro, dopo un dolce ricordo di pesca, che ti riporta con i piedi per terra per poi, al sorso successivo, rimandarti verso l’alto di eleganti soavità.
Strutturate con equilibrio che fanno di questo vino autoctono ben radicato nella sua terra e nella mente di chi lo produce un clear pale gold, bright glints against the light , ovvero un oro pallido dai riflessi luminosi contro la luce, ben noto anche al di fuori dei confini veronesi di Colognola ai Colli dove Agostino Vicentini e sua moglie Teresa curano la garganega per questo vino che trasforma un giorno qualsiasi in un giorno di festa.
Cliccando qui, il link dell’azienda di cui , visti e assaggiati anche gli altri vini, tornerò a parlarvi.

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dic  09
16
alle 11:46
da Strami

Dov'eravamo

Soave e Baccalà, Divino

Avete mai bevuto un bianco soave “ribollato”, nel senso che già dal profumo riuscite a cogliere una setosa corposità poco distante da quella che si respira con la ribolla ?
Ebbene, se non avete ancora incontrato un soave così e soprattutto l’abbinamento ideale che se ne può fare, il suggerimento è quello di andare a pranzo da Franco Favaretto nel suo Baccalàdivino. Un locale della terra ferma veneziana, dall’aspetto per niente glamour, e nemmeno supponente ma dove il soave di Vicentini viene proposto quale degno compagno di viaggio per un gran tour nel mondo del baccalà. Cibo che viene dai mari del nord ma che da secoli ha trovato in terra veneta una delle sue patrie adottive insieme alla Campania. Ma lì è tutt’altra cosa, come lo è la falanghina con cui solitamente lo accompagnano, e non si è a casa dello schietto Favaretto.

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nov  08
8
alle 09:50
da Strami

Peperosso consiglia.....

Soave Monte di Fice e l’estate pesa meno

Per le calure estive, pesce fresco crudo o cotto a piacere e piatti leggeri a base di formaggi freschi o carni bianche, insieme a tante belle insalate, sono le scelte ideali.
A quel punto però, cosa bere per non appensantire la leggerezza di menù prettamente estivi?

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lug  08
10
alle 07:40
da Strami