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Vergani Ballotta, i premiati
La scelta di quale piatto premiare per la terza edizione del Vergani Ballotta, concorso enogastronomico del quale vi avevamo dato notizia qualche giorno fa, non è stata indolore. Più di un piatto, preparato dagli oltre 50 cuochi provenienti da tutte le province del Veneto per partecipare alla sfida, avrebbe potuto meritare la vittoria.
Fortuna che la sottile arguzia dei promotori e degli organizzatori del premio – delegazione Euganea dell’Accademia Italiana della Cucina e l’editrice Terra Ferma – è venuta in aiuto, introducendo nel regolamento il doppio vincitore.
Uno proclamato dalla giuria ppoolare, costituita dal mezzo migliaio di ospiti presenti, l’altro, selezionato dalla giuria tecnica; composta da gastronomi e giornalisti.
Risultato: primo premio alla delegazione di cuochi di Rovigo con il risotto mantecato al tartufo di Ariano Polesine da parte degli ospiti, altro primo premio, da parte dei “tecnici”, alla delegazione di cuochi di Venezia con il loro risotto di ortiche e secole.
Ovvero piccolissimi pezzetti di carne che vengono scarnificati dagli interstizi delle vertebre del manzo e /o del maiale.
Altra difficile scelta, quella di premiare il cuoco più bravo fra i presenti con meno di 25 anni relativamente a quella parte del concorso loro dedicata.
Anche qui, e non solo salomonicamente, tale questione è stata superata dai giurati che hanno proclamto due vincitori.
Non solo ex aequo ma anche di sesso femminile l’una, Valentina Spagnolo, e di sesso maschile, Samuel Tecchio, l’altro.
Qui, cliccando la gallery, una serie di scatti della serata, i diversi momenti della serata, i vincitori e i loro piatti, noché alcune fasi della titolazione di una via dedicata al fondatore dell’Accademia Italiana della Cucina, Orio Vergani, ispiratore, con Toni Carta, di questa grande festa della cucina della tradizione.
da Strami
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di strami il 01/1/70
Piatto a Km Zero seconda edizione
Con due giorni di anticipo sul 26 settembre dello scorso anno, mercoledì si è svolta la seconda edizione del concorso enogastronomico veneto “Piatto a km zero”.
Un’idea, quella di proporre dei cibi preparati con i prodotti che si possono vedere guardando “fuori dalla finestra”, nata ormai un anno fa in ambito Coldiretti ma che ha già contagiato centinaia di chef in tutta Italia a iniziare proprio da quelli delle province del Veneto. I quali, per primi, già dallo scorso anno avevano risposto entusiasticamente all’invito dopo che una loro rappresentanza era stata selezionata per partecipare alla sfida. Vincere sì con cibo preparato da ognuno di loro messo a confronto con quello preparato dagli altri colleghi ma vincere anche la battaglia, cosa decisamente più impegnativa, di preparare un piatto usando ingredienti e prodotti il più tipicamente localizzati nelle vicinanze degli abituali fornelli di lavoro.
Quindi, giusto per capirci, se a far “parlare” il suo piatto è un cuoco veneziano, assolutamente vietato lo speck, se invece ad impiattare è un cuoco romano, vietata la burrata di Andria e così via in lungo largo del nostro stivale.
da Strami
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di Strami il 01/1/70






