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Toti Dal Monte e la cucina di Giuseppe Maffioli, altro che molecole
Non so se ricordate di alcune righe scritte a suo tempo in onore di un grande vecchio dell’enogastronomia che si chiamava Giuseppe Maffioli ma in ogni caso vi riparlerò di questo personaggio anche perchè, giovedì 30 aprile, altri hanno pensato di rendergli dovuto e meritato onore.
Cultore e maestro della cucina della tradizione, fu precursore dell’attuale “tipico e locale” e proprio rileggendo qualche suo scritto, l’ho pure immaginato in veste di commentatore delle polemiche di questi giorni sulla cucina molecolare.
Avendolo conosciuto, anche se non bene come avrei voluto ora che sono più avanti con gli anni, penso che non avrebbe mancato di usare una colorita espressione quale
“…ndè in mona “.
Invito alla veneta a cambiare registro che non credo abbia bisogno di traduzione tant’era la comprensibile schiettezza dell’idioma di Maffioli.
La stessa, che usò per diffondere concetti enogastronomici tutt’altro che molecolari, fatti del piacere per la convivialità genuina, della scoperta e riscoperta di tradizioni gastronomiche all’ombra di ogni campanile d’Italia e di prodotti locali che non hanno bisogno di tante manipolazioni fisico-biochimiche per diventare delizie del palato.
Come possono esserlo quelle del menù ideato per il secondo appuntamento della manifestazione “Cena di Note“, organizzata dal Corriere della Sera- Corriere Veneto in collaborazione con Papageno e 7Gold, per rendere omaggio proprio alla cucina del territorio e ai grandi interpreti del pentagramma.
Abbinando alla loro arte musicale, l’enogastronomia dei loro luoghi d’origine.
Carrellata di tipicità squisitamente ispirate alla cucina di Maffioli che in questo caso vanno dal fritto di
anguelle* gamberetti e schie** a una composizione in saor di sgombri, scampi e sarde. Dal gamberone scottato su letto di crema di fagioli di Lamon al risotto di nero di seppia. Dal conicio*** lardellato con articiochi**** di S.Erasmo e patate in tecia al tiramesù alla venexiana, baicoli carameli e fregolotta.
Delizie che sarebbero state sicuramente gradite anche alla soprano cui va l’omaggio della serata. Quell’Antonietta Meneghel, conterranea di Maffioli, che dalla natia Mogliano Veneto diventò Toti Dal Monte. .
Mito dell’operistica che oltre alle platee internazionali seppe conquistarsi l’incondizionata preferenza di un altro immortale: Arturo Toscanini.
* acquadelle , ** piccoli gamberetti di laguna, *** coniglio, **** carciofi,
da Strami






