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Quando chiedete fontina, siate precisi

immagineSarà la Fontina, o meglio le fontine, le protagoniste dell’incontro organizzato dalla regione Valle d’Aosta che per il 25 novembre a Saint-Vincent con inizio alle 17.00 presso il centro Congressi del Grand Hotel Billia.
Un momento di approfondimento, questa la promessa di chi cura l’evento “Io sono le fontine”, legato alla diversità e alla versatilità di questo formaggio e al concorso dedicato alle fontine d’alpeggio divenute, oltre che formaggi dop, uno dei simboli più fondanti della produzione agroalimentare delle Valle d’Aosta.
Un formaggio, la fontina, che grazie alle sue molteplici peculiarità riesce a rispecchiare ogni singolo piccolo produttore locale che, dai caseifici agli alpeggi in quota, tutti insieme danno origine ad un prodotto dalle mille personalità ma accomunate da un’unica identita.
Che, per l’occasione, sarà spiegata da Paolo Massobrio, enogastronomo e già autore della GuidaCriticaGolosa 2010, presentata al Golosaria di Torino, e che può rivelarsi particolarmente interessante per conoscere più da vicino le tante fontine che ci sono in giro.
Alcune delle quali non hanno mai visto la Valle d’Aosta.

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nov  09
19
alle 03:57
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Peperosso consiglia....., Slow Food, giornate diverse

In Valle d’Aosta per il lardo di Arnad

lardoprimaForse non è così popolare come quello di Colonnata ma il lardo di Arnad è un’altra di quelle ghiottonerie del nostro Paese che meritano di essere gustate. Tanto meglio se nell’ultimo week end di agosto si dispone ancora di qualche giorno di ferie e si va proprio nel piccolo paese che ha dato il nome e i natali all’inimitabile lardo.
Da un trentennio infatti, nel paesello a una quarantina di chilometri dal capoluogo della Valle d’Aosta, proprio nel mezzo di una vallata, gli abitanti di Arnad festeggiano il loro lardo dop con la “Sagra del lardo“.

Occasione unica per assaggiare il lardo lavorato ancora in famiglia dai produttori che seguono i gesti e i metodi dei loro padri, dei loro nonni e di quanti, secoli fa, hanno dato vita a questa prelibatezza: il Valleé d’Aoste Lard d’Arnad.
Che si ricava dalla lavorazione della schiena del maiale successivamente sgrassata e squadrata per essere messa a “maturare” nei “doils”.
Recipienti in legno di castagno o di rovere all’interno dei quali, agli strati di lardo sovrapposti fino a riempimento, viene alternata una miscela composta da sale, acqua, spezie, aromi naturali ed erbe aromatiche di montagna. Dopo almeno tre mesi di permanenza in questa concia, il lardo è pronto per… essere festeggiato!
Ovvaimente insieme ad altre gustosissime specialità quali ad esempio la “meihtra de gri ” ( minestra d’orzo ), le ” treufolle e salignon ” ( patate con ricotta condita ) o il ” bouy avolo bagnet” ( bollito salato ) e molti altri piatti tutti da scoprire e da accompagnare con il rosso doc Arnad-Montjovet.

Qui qualche notizia in più

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lug  09
30
alle 06:16
da Strami