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Vini

Grattamacco rosso da gustare e rigustare

Grattamacco rosso è vino, fatto di cabernet sauvignon, merlot e sangiovese, che riassume in quei pochi decilitri contenuti in ogni bottiglia tutta la forza di un piccolo-grande podere di una decina di ettari fra Castagneto Carducci e Bolgheri. Vino di qualità superiore che riavrò il piacere di riscoprire fra qualche giorno durante una serata dedicata a questo rosso della doc di Bolgheri.
Intanto però, posso anticiparvi che mi aspetto di rigustare un vino di una finezza indiscutibile e una fragranza di profumi che solo chi va per boschi a caccia di piccoli futti sa distinguere come si conviene.
Non meno, sarà il suo gusto al palato che dall’imponenza di un grande attacco da nobile condottiero passa a una freschezza di giovane scudiero ai suoi primi fendenti.

Non crediate però che sia tutta poesia, Grattammacco non è vino per tutti, come non lo sono piatti e pietanze che con lui vanno a nozze.
Regge ottimamente il confronto con carne di cinghiale o selvaggina e non disdegna i sapidi intingoli, magari ricavati da pezzotti di carne brasata a fuoco lentissimo, che possono far da ragù per paste invitanti e fatte in casa.
Sapori che continuano a vivere nelle spezie e nel saporoso corpo di questo vino che non conosce gloria se non dopo aver dimorato per 30 mesi fra barrique e vetro di bottiglia.
Insomma un bel vino che val la pena di bere. A maggior ragione quando il freddo avvolge le campagne e i sentori di fiori e di viole, di una primavera passata, sembrano ricordi lontani.

Fortuna che la memoria è ancora buona quasi quanto dovrebbero esserlo le emozioni che usciranno dalle bottiglie di Grattamacco scelte da chi ha organizzato quel che pregusto come un’altra serata da aggiungere al libro dei ricordi che non si perdono e dei quali non mancherò di raccontarvi.

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dic  08
2
alle 08:07
da Strami

Vini

Vini rossi ghiacciati: independence day

Esaurite le prime boutade enogastroestive (il cocomero più costoso?, quali cibi mi porto al mare?, dove andare in vacanza se sono gourmet?, davvero il cocomero può sostituire il v-i-a-g-r-a?), le curiosità di più esigenti sopravanzano.
Tipo, occhei, siamo stufi di cocktails sangrie birre e vini di facile beva.
Ora vogliamo vino rosso. Un grande vino rosso.

Quando il gioco si fa duro, ordunque, i duri cominciano a giocare, e noi ci affidiamo ai preziosi consigli di Eric Asimov, fantascientifico (omen nomen) esperto critico di vini, colonnista del New York Times e magister nella sua rubrica The Pour, già vincitore del Premio Luigi Veronelli (ma lo sappiamo per vie traverse, ché sul sito di Veronelli non c’è traccia) come miglior giornalista enogastronomico in lingua straniera.

Che in un interessante articolo del 2 luglio ci dice “Rossi ghiacciati? Non è un’eresia”.

Continua a leggere… »

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lug  08
4
alle 09:00
da Fabrizio Gabrielli

Ultimo commento:

di bruno il 01/1/70

d'accordo con Matilde ed aggiungo anche un buon Grignolino fresco: perfetto con tutto, meglio dei...